Paura pt5

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Ho riaperto gli occhi in ospedale.  Il cardiologo, il dottor Manchester era con me e stava monitorando il battito del mio cuore.

In quel momento in cui ero svenuta ho visto Henry. Mi ha detto qualcosa,ma non riesco a ricordare cosa. Mi ricordo solo che stava bene ed era sorridente. Le uniche parole che mi ricordo sono "Non oggi Tori".

"Sei sveglia. Menomale"

Ho guardato il dottore

"Che succede?"

"Tori il tuo cuore non ce la fa più. Sei agli sgoccioli oramai. Il prossimo colpo potrebbe esserti fatale. Dobbiamo operati d'urgenza."

Ho iniziato ad agitarmi.

"No. Non voglio"

"Ma dobbiamo. Tori il tuo cuore ha smesso di battere per 39 secondi. Stavano per dichiararti morta."

Mi sono sentita in colpa. Non volevo essere operata.

"Ora sei diciamo stabile. Voglio farti qualche domanda. Rispondimi sinceramente però"

Ho annuito.

"Però lei mi deve promettere che rimarrà tra noi. Il segreto professionale ok?"

"Va bene. Allora. Da quanto tempo hai i sintomi?"

"Da un paio di mesi. Mi si gonfiavano le caviglie e non riuscivo a respirare stando sdraiata. Poi quando è morto il mio ragazzo sono crollata fisicamente ed emotivamente"

Mi guardava impietoso.

"La morte di una persona cara può fare molto male. E forse il colpo di grazia al tuo cuore lo ha dato proprio questo fatto. Tori,lo scompenso cardiaco colpisce maggiormente i pazienti che hanno più di 40 anni. Tu sei molto giovane e devo salvarti. Vado a chiamare i tuoi genitori perché mi serve l'autorizzazione per operati"

Lui è uscito. Poveraccio. Dean non gli risponderà mai.

Io non voglio. Mi serviva qualcuno ora. Dovevo chiamare qualcuno. Così mi è tornato in mente il signor Baker. Mi ha dato il suo numero.

Per fortuna lo zaino e i miei vestiti erano vicino al mio letto.

Ho preso il cellulare ed il bigliettino ed ho chiamato il signor Baker. Quella è stata una chiamata dolce e amara allo stesso tempo.

"Pronto?"

Ha risposto. Ho sospirato.

"Signor Baker. Sono Tori."

"Tori? Oh mio Dio ho avuto davvero paura. Ti ha trovata il coach nello spogliatoio. Come stai?"

"Sinceramnte? Non bene. Mi devono operare perché il mio stupido cuore non ce la fa più. Ma io non voglio"

"Che intendi dire?"

"Che io non voglio più vivere. La paura è ancora tanta e il dolore per la morte di Henry mi logora giorno dopo giorno."

"Oh Tori. Sei così giovane ma allo stesso tempo così matura. Sei troppo giovane per odiare la vita in questo modo. Fallo per quelli che ti amano. Combatti piccola"

Il signor Baker mi capiva veramente.

"No. Nessuno mi ama. Ed io non voglio essere amata. Non voglio ne affetto ne amore"

"Ma che dici Tori. Davvero non vuoi amore?"

"No. Vede. Quando ero bambina avevo un coniglietto che mio zio mi aveva regalato. Ed un giorno quando la pioggia batteva sulla strada rovente e l'aria profumava di caldo il mio coniglietto è volato in cielo. Poi una notte,quando le stelle brillavano troppo e le ore sembravano non passare mai il mio ragazzo è volato in cielo. Ho amato i miei amici e loro mi hanno abbandonata,ho amato il mio coniglietto ed Henry e loro sono morti. Io non voglio più amare e non voglio più vivere"

Silenzio.

"Tori. Ti hanno fatto del male,ma ricorda che dal dolore si può ricominciare. Tu sei una stella Tori. E le stelle senza oscurità non possono brillare. Ora metti giù la chiamata,entra in quella sala operatoria e prendi a schiaffi il destino. Non permettere al dolore di vincere,stai provando dolore ed è giusto così, perché se lo provi significa che sei ancora viva. La vita è incoerente e bastarda e se cadi non ti aspetta. Non cadere Tori e ricorda che un giorno tutto questo dolore ti sarà utile. Ti voglio bene Tori."

"Anche io gliene voglio signor Baker"

"Lucas. Chiamami Lucas."

"Va bene Lucas. Grazie."

Ho messo giù la chiamata ed il dottore è rientrato.

"Tori tuo padre è fuori città. Ma ci ha dato l'autorizzazione per operati. Preparati. Tra poco si scende in sala operatoria. E mi raccomando,sangue freddo bambina."

Ho annuito. Lui mi ha lasciato il camice da indossare per l'intervento.

Mentre mi cambiava ho notato che avevo un messaggio in segreteria. L'ho fatto partire. Era di Gavin.

"Hey Tori. Ciao. Non so da dove iniziare. Non so neanche se ascolterai mai questo messaggio. È passato tanto tempo eh? La notizia oggi ha sconvolto tutti. Voglio iniziare dicendo che mi dispiace e voglio dirti grazie. Grazie per tutto Tori. Quando abbiamo condiviso la casa a Malta tu eri la colonna portante. Io ed i ragazzi andavamo a letto tardi e tu eri ancora in piedi. Ci svegliavamo al mattino e tu eri già in piedi. C'erano sempre vestiti puliti e tutto era in ordine. Sei sempre stata al nostro fianco e noi ti abbiamo abbandonata quando ne avevi più bisogno. Se mi sono scordato di dirti grazie te lo sto dicendo ora. Grazie Tori,grazie di esistere. So che sono l'ultima persona che dovrebbe chiederti un favore ora,ma ti prego,siamo tutti impauriti,ci serve un cazzo di favore da parte tua Tori,un ultimo miracolo per tutti noi: Non devi morire. Ok? Ti voglio bene Tori. A presto"

Gavin. Perché ? Non posso nemmeno morire in pace perché farei del male agli altri,ma se continuo a vivere farei del male solo a me stessa. Che schifo di situazione.

Quando sono venuti a prendermi ero già pronta. Nuda con addosso solo il camice e la cuffietta.

Stavo entrando in sala operatoria,tra un paio d'ore avrei saputo se vivere amare e soffrire mi è servito a qualcosa.

Ho stretto il lenzuolo con la mano mentre mi somministravano l'anestesia.

Ora ero completamente nuda. Guardavo il mio battito cardiaco mentre ero stordita. Il cardiologo mi ha stretto la mano.

"Coraggio Tori. Il tuo cuore ha fatto i capricci. Dimmi che non vuoi morire Tori."

Non rispondevo. Ho sospirato e poi mi sono addormentata. La fase 'A cuore aperto' è appena iniziata.

Fine 5 parte

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