Papà era ripartito per il caso. Non lo ho visto per tutto il weekend. Questa situazione mi stava logorando dentro e dovevo trovare una soluzione. E senza giri di parole la avevo trovata.
Basta soffrire. Matt mi aveva delusa, e allora? È stata una lezione di vita per me. Dal dolore dovevo ricominciare,cosa che ho fatto. Sono andata avanti col pensiero che forse da queste esperienze si impara qualcosa. Ed io ho imparato che devi rinascere dalle mie ceneri proprio come una fenice.
Le parole di zio Sam mi ribombavano in testa: Tori,respira. È solo una brutta giornata,non una brutta vita. Questo forse è un capitolo triste, ma tu non sei una storia triste.
Ed aveva ragione. Io ho fatto del bene. Col nostro lavoro abbiamo salvato un sacco di persone e mi basta per capire che il dolore Porta sempre a qualcosa di buono. Il mio arcobaleno dopo tutta la pioggia che avevo preso.
Lunedì mattina mi sono svegliata presto e mi sono preparata per la scuola. Anche se ero truccata si vedevano lo stesso i lividi,ma non mi interessava. Erano le cicatrici della mia esperienza.
L'anello al naso brillava sotto le luci e questi distraeva le persone dai segni sul mio viso. Altrimenti lascerò parlare,chi se ne frega ora.
Per andare a scuola sono passata dal garage. Papà era lì e lavorava all'impala. C'era ancora un clima freddo.
"Ciao papà. "
"Oh,ciao."
Era Ancora presto così mi sono fermata a parlare.
"Che fai?"
"Sistemo il motore"
Ho annuito. Poi ho sospirato.
"Senti evitiamo giri di parole. Riguardo a quello che ho detto..."
"No. Avevi ragione. Io ti ho concepita,ma non ti ho cresciuta. Ti ho vista crescere. Non sono tuo padre,Sam lo è"
"È vero,non sei mio padre. Sei solo l'uomo che mi ha affiancata in questi 17 anni. Mi hai comprato dei vestiti,del cibo. Mi portavi sempre con te. Hai fatto si che dormiamo ogni notte al caldo e in un letto. Stavi sveglio la notte col pugnale curdo tra le mani vicino al mio letto per far si che fossi al sicuro dai demoni,mi hai insegnato ad amare i Queen, i Led.
Hai cercato di fare di me il tuo clone al femminile, il tuo orgoglio. Mi cantavi sempre una canzone su una piccola stella quando ero triste. Mi hai insegnato a guidare e a sparare.
Quando avevo paura la notte correvi nel mio letto e stavi con me finché non mi riaddormentavo. Suona molto come papà per me tutto questo"
Lui si è pulito le mani con uno straccio.
"Ma che dici Tori? Non ero lì per te durante una notte di tempesta e non ti ho visto brillare durante una giornata di sole. Tori io ti ho allontanata,ero giovane e ho ignorato tutto questo fino a quando non ti ho persa. E non è colpa tua,il problema non sei tu. Sono io,sono sempre stato io."
"Ma io queste cose me me ricordo. E per me contano"
Ha posato lo straccio e mi ha abbracciata. Forte. Mi ha dati un bacio in testa.
"Sarai sempre il mio eroe,anche se hai perso la testa"
"Non cambiare mai okay? Resta sempre così."
Si è staccato dall'abbraccio e si è sistemato la camicia.
"Ora fila. Basta smancerie, troiottola"
Ho sorriso.
"A dopo,vecchio"
Ha alzato un sopracciglio. Io sono uscita dalla porta del garage.
Sono salita in sella alla bici e sono arrivata a scuola. Dopo aver parcheggiato sono entrata nel corridoio.
I ragazzi e le ragazze,quando mi hanno vista hanno fatto partire un applauso.
Io continuavo a camminare confusa con loro ai lati che applaudivano.
Mindy,la cheerleader si Ferma davanti a me.
"Che succede?"
"Tori. Hanno saputo quello che è successo alla festa. Ti sei difesa da Matt,quel ragazzo è un bullo ed ha fatto soffrire un sacco di ragazze. Sei una sorta di eroina"
Mindy se ne è andata ed Emma è arrivata.
"Wow hai visto?"
"Si! Win sei il loro idolo"
Emma mi ha messo un braccio attorno al collo. Abbiamo continuato a camminare fino alla palestra. Avevamo ginnastica.
Ci siamo messe la divisa della scuola ed eravamo tutti in fila. Il prof ci ha assegnato degli esercizi da fare per Conto nostro. Io ogni tanto guardavo Henry con la coda dell'occhio.
"Tori?"
"Eh?
"Ti piace?"
"Forse..."
"Si!" Emma ha strillato attirando l'attenzione su di noi.
"Si... cinque flessioni di fila... yeah"
Ho scosso la testa.
"Emma devi contenerti"
"Lo so scusa è che secondo me state troppo bene insieme"
Non era una cattiva idea. Dopo ginnastica abbiamo seguito le altre lezioni. Per andare a mensa in corridoio ho incrociato Matt. Io ero davanti al mio armadietto e lui dannati al suo. Ci siamo guardati.
Tutti e due avevamo la faccia massacrata. Lui mi ha fatto un cenno di approvazione,qualcosa che stava a significare 'sono fiero di te', poi con lo zaino in spalla si è allontanato,sparendo tra gli studenti che brulicavano per il corridoio.
Non avevo capito quel gesto e probabilmente non lo capirò mai.
Sono andata a Mensa con i miei amici e poi durante il pomeriggio abbiamo seguito le noiose lezioni pomeridiane. Ero rimasta fino alla fine.
Alle 3,quando siamo usciti sono andata in bagno e di conseguenza ero l'unica rimasta a scuola. Ho attraversato i corridoi ora vuoti e silenziosi. Tutto taceva e la luce chr entrava dalle finestre illuminava tutto. Ho preso le ultime cose dal mio armadietto e sono uscita in cortile.
C'era un vento molto leggero.
Mentre camminavo verso la mia bici ho sentito una voce alle spalle.
"Hey ciao"
Mi volto. Era Henry.
"Ciao. Come è andata la giornata?"
Stava in piedi con le mani in tasca e lo zaino su una spalla sola.
"Bene dai. Carini quei lividi"
"Grazie. Sono nuovi"
La mia pelle serena faceva brutto tempo,segnata da un periodo troppo violento.
"Beh ti donano,Victoria detta Tori detta Toria"
Ho sorriso. Ci siamo guardati profondamente
Fine quinta parte
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Dean Winchester immagina (Supernatural)
FanfictionUna raccolta di storie dedicata all'universo di Supernatural, con l'aggiunta di personaggi inventati ;). Spero vi piaccia
