Come hai potuto lasciarmi così? 3

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Papà aveva ragione. Avrei dovuto andare avanti. Il mondo sarebbe andato avanti lo stesso,anche senza lui.

Ma non sapevo quanto tempo mi ci sarebbe voluto: mesi,anni?

Sono andata nella mia stanza. Avevo bisogno di sciacquare il mio viso stanco e struccato.

Quando ho chiuso il rubinetto ho respirato. Mi si vedeva il fiato. Poi ho sentito freddo. Tanto tanto freddo. Uno strato di ghiaccio si è formato sullo specchio.

Ho spalancato gli occhi. E mi sono voltata di scatto.

"Henry?"

La sua figura è apparsa di fronte a me.

Adesso aveva due cicatrici si polsi.  La maglia bianca era insanguinata e il suo bel viso ora era bianco cadaverico, con le labbra viola e dei segni scuri sugli occhi.

Mi ha leggermente sorriso.

"Ciao Tori"

Ho chiuso gli occhi e ingoiato il dolore. La sua voce. La sua voce mi ha sempre calmata.

Mi sono avvicinata a lui. Gli ho accarezzato il viso.

Ho cercato di trattenere le lacrime.

"No. Non piangere. Vieni sediamoci"

Ci siamo seduti sul mio letto.

"Non possono sentirci e solo tu puoi vedermi "

"Che onore"

"Sarcastica come sempre"

Ho alzato lo sguardo

"Perché? Perché lo hai fatto?"

Ha sorriso ed abbassato la testa.

"Io. Io non potevo più vivere. La mia vita stava cadendo a pezzi. Mia madre se ne è andata,mio padre era assente e diventava cupo,io mi sentivo così impotente e..."

"Cazzate. Hai visto cosa ci hai fatto?"

"Tori. Mi dispiace. Non ho pensato a chi avrei potuto ferire col mio gesto"

Mi sono asciugata una lacrima e l'ho guardato. Mi ha stretto la mano.

"No non lo hai fatto. Stavi male ed io non me ne sono resa conto. Cosa dovrei fare ora? Che ne sarà di me,di noi,delle nostre promesse. Che ne sarà di tuo padre Henry?"

"Non lo so Tori. Starete bene. La vita andrà avanti anche senza me."

"Ma non era il tuo momento Henry. Come hai potuto lasciarmi così?"

Adesso piangevo. Quella conversazione mi ha fatto molto male. Lui era lì con me e sarebbe stata l'ultima volta che lo avrei visto. Avrei voluto abbracciarlo,tenerlo con me. Ma non era possibile. Lui se ne sarebbe dovuto andare. Tutto sanno cosa accade ai fantasmi se decidono di restare sulla terra.

"Non piangere Tori. Ti amo"

Mi ha dato un bacio sulla fronte.  Le sue labbra erano gelide.

"Quello che mi hai detto era vero?"

"Si. Tutto. Sei l'unica ragazza che io abbia mai amato. Non piangere per me,conserva le tue lacrime per quando ne avrai veramente bisogno. Tori promettimi che non prenderai questa cosa sul personale e che ti rifai una vita. Amerai di nuovo e inseguirai tutti i tuoi sogni.  "

Ho scosso la testa mentre lacrime salate mi scendevano sul viso.

"Hey. Io voglio solo il meglio per te"

Gli ho accarezzato il viso.

"Henry io non voglio che ti te ne vada. Se avessi saputo che ti avrei perso avrei fatto di tutto per tenerti qui e salvarti. Ma non ci sono riuscita. Sono la tua faccenda in sospeso e non voglio trattenerti qui. Tu devi andare. Devo lasciarti andare anche se fa tremendamente male."

Mi ha accarezzato i capelli. Poi si è alzato.

"Quando sarai pronta lo saprò. Lo spettacolo deve continuare ed io ho bisogno che tu sia forte"

Poi è svanito e tutto si è scongelato. Non era più freddo.

Mi sono asciugata gli occhi rossi dal pianto. Sono uscita dalla mia stanza e sono entrata nella biblioteca. Mio zio Sam stava facendo ricerche.

"Posso stare qui con te?"

Ha alzato la testa.

"Certo" mi ha sorriso.

Mi sono seduta davanti a lui.

"Come va?"

Ha chiuso il libro.

"Ho avuto giorni migliori. Ma piuttosto. Tu come stai?"

Ho chiuso gli occhi.

"Non lo so.. gli ho parlato molto ma non è cambiato nulla"

Mi ha dato la mano ed io la ho stretta.

"Io,io riesco ancora a vedere il suo viso e riesco a sentire chiaramente il suono della sua voce. Zio pensi che me ne dimenticherò di queste cose? Perché ho paura che un giorno possa accadere"

Delle lacrime sono scese sulle mie guance. Le ho asciugate subito.

"Tori è dura lo so. Vedi noi col nostro lavoro abbiamo perso un sacco di amici e persone amate. Il dolore si attenuerà, ma non svanirà mai. Mi dispiace che tu così giovane debba già soffrirne,ma devi essere forte abbastanza da sconfiggere il dolore senza dimenticare"

Ho strofinato la mia tempia con la mano libera. Poi ho pianto un po' più forte,ma riuscivo a parlare bene lo stesso.

"Avevamo già programmato tutto. Io dovevo essere un brillante chirurgo e lui una stella del football. Avremmo vissuto in una grande città come ad esempio New York o Londra e qualche volta per lavoro ci saremmo separati. Ma poi sapevamo che ci saremmo sempre ritrovati insieme. Il nostro per sempre felici e contenti. Avrei dovuto indossare un vestito bianco e dire 'si,lo voglio' invece di indossare un vestito nero e dire 'addio' "

Ha sorriso

"Era un bel piano"

Ho annuito.

"Peccato però che sia svanito. Questo è stato il coltello affilato che ha squarciato una vita troppo breve"

"Tori. Ti prometto che un giorno sarai in grado di vivere di nuovo. Prenditi il tuo tempo piccola"

Mi ha baciato la mano ed è uscito.

Ma aveva ragione. Io dovevo essere Forte e lasciarlo andare. Non poteva restare qui per sempre per colpa del mio egoismo e del mio dolore. Avrei sofferto,ma lui meritava di andare in un posto migliore.

Gli dovevo dire addio per sempre e potevo farlo solo durante la veglia funebre che il padre aveva organizzato per salutarlo. Li dovevo esserci, non come al funerale perché sono stata troppo codarda e stronza.

Mi sono nascosta. Devo essere più forte del tempo che sbatte sempre in faccia la realtà,la mia unica colpa è dare peso a tutto quello che sento. Il mio sbaglio più grande. Non avere l'età. Non ho l'età per dire addio al mio amato,ma purtroppo è successo.

Fine terza parte

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