Sono seduta in una cella alla centrale. Le manette ora ce le ho per davanti,ma sono comunque strette. Sono alticcia. Bella nottata direi.
Mi hanno fatto telefonare per farmi venire a prendere. Per fortuna ha risposto Cas. Se mio padre avesse saputo qualcosa avrebbe di sicuro dato di matto.
Ho il viso caldo per le botte e mi viene da vomitare. Ma devo resistere.
Sono le 3 del mattino. Ho chiamato Cas più di un'ora fa. Sento la porta del corridoio aprirsi. Menomale è qui. Ho pure lasciato la giacca da Emma e sto gelando. Sento una coppia di passi avvicinarsi,il poliziotto apre la cella ma davanti mi trovo tutt'altro.
Il mio cuore si ferma. Impallidisco.
"È lei"
Mi alzo in piedi. Il poliziotto mi toglie le manette. Le mie mani sono intorpidite e violacee. Vorrei essere da qualsiasi parte tranne che qui ora.
Esco dalla cella e sento la sua mano sulla mia schiena. Mi spinge per farmi capire di accelerare il passo. Ora lo stomaco è in subbuglio.
Ci fermiamo per riprendere il mio cellulare. Lui ringrazia e saluta. Usciamo dalla centrale. L'aria fredda mi arriva addosso di colpo e inizio a tremare. La sua mano non ha lasciato un secondo la mia schiena. Non posso scappargli.
Lo stomaco inizia a chiamare. Non resisto più. Vomito su un'aiuola. Dopo aver svuotato il mio stomaco chiudo gli occhi. Vedo una folla Con gli occhi bagnati. Era la mia coscenza che piangeva. Ho fallito. Se questa era la mia rinascita era meglio morire.
Apre la portiera ed io salgo. Lui si accomoda sul sedile del guidatore. Non mi parla. Non mi guarda. Guida e basta. È arrabbiato. Nemmeno io parlo. Non ne ho il coraggio. Non riesco nemmeno a guardarlo. Mi sento uno straccio e sento molto freddo. Senza rendermene conto mi addormento sul sedile.
La mattina dopo,quando mi sono risvegliata ero nel mio letto. Non indossavo più il vestito,ma il mio pigiama con gli hotdog.
Mi alzo a fatica dal letto. Mi infilo una felpa per coprirmi dal freddo. Ai polsi ho i segni delle manette. Ho tanta sete e mi scoppia la testa. Emma aveva ragione. Lo jegermaister non è stata una buona idea.
Mi guardo allo specchio. Ho un occhio nero e diversi lividi. Si vede che ho dormito poco.
Ho paura ad uscire dalla stanza,ma sto morendo di sete. Quindi mi faccio coraggio ed esco. Nel tragitto dalla mia stanza alla cucina non incontro nessuno. Meglio così. Entro in cucina ed apro il frigo. Non c'è nulla da bere. Così apro i rubinetti ma l'acqua non esce. È uno scherzo vero? No. È solo Dean che me la fa pagare.
"Hai sete?"
Mi volto di scatto. Lui entra dalla Porta. È arrabbiato.
"Per favore dammi una bottiglia d'acqua. Hai ragione su tutto. Sono un fallimento,combino solo guai,mi merito i lividi. Ma dammi una bottiglia per favore"
"No. Ho tolto tutte le bottiglie ed ho chiuso tutti i rubinetti. Non berrai Tori. Siediti."
Mi sono seduta a distanza. Lui ha iniziato a parlare.
"Arresto per rissa in stato di ebbrezza,ti avevo chiesto di stare a casa a controllare Jack e tu fai tutt'altro. Il problema di questa famiglia sei tu. Questo non lo vedrai più" mi ha mostrato il mio cellulare
A quel punto sono esplosa. Non potevo più tenermi dentro nulla.
"Si. Il problema stavolta sono io,perché non si tratta mai di me, stavolta ho fatto in modo che si trattasse di me"
"Victoria hai visto in che condizioni hai la faccia?"
"Si lo vedo e lo sento. Non sono colpevole!"
"Ti hanno arrestato per rissa!"
"Mi stavo difendendo da uno stupro!"
La sua espressione è cambiata.
"Come?"
"Si,hai sentito bene. Mi stavo difendendo. Ti ricordi il mio fidanzato Matt? Bene mi ha lasciata perché non volevo fare sesso,ho passato il tempo a cercare di dimenticarlo,grazie a Jack ci sono riuscita,ma ieri ha provato a molestarmi ed io mi sono difesa,ho i segni addosso della lotta ma ne è valsa la pena. Tu sei mio padre e dovresti occuparti di me,ma hai fatto tutto il contrario. Zio Sam è qui per me,mi ha fatto capire l'importanza di esser donna,Jack,il 'mostro Jack' mi ha aiutata a superare la rottura,Cas,i miei amici... tutti tranne te. I miei fallimenti sono solo colpa tua,hai sempre fatto il bravo soldatino con nonno John e hai promesso di non essere il padre che è stato lui,ma sei peggiore. Non sei solo il cacciatore che salva il mondo,tu eri anche mio padre e non mi hai mai capita. Il problema Dean è che io e te non ci capiremo mai,ne domani ne ora. Siamo troppo diversi. Non hai mai fatto il padre per me,non cominciare ora"
Pronunciare quelle parole mi ha fatto malissimo. Ho distrutto mio padre con il mio discorso. Ma ero troppo arrabbiata.
"Adesso se vuoi scusarmi vado a prendere da bere"
Sono uscita dalla cucina e sono entrata nella dispensa. C'erano molte bottiglie d'acqua. Ne ho aperta una e la ho finita tutta di un fiato. Poi ho respirato profondamente. Cosa cazzo ho appena detto? Ho scaricato addosso a mio padre la mia rabbia e i miei drammi.
Sono un fallimento. Come figlia,come donna,come fidanzata. Questa casa oramai non mi fa più sentire a casa,io voglio solo aiutare le persone ma finisco col ferirle.
Esco dalla dispensa e torno in cucina. Papà non c'è più,solo zio Sam che si fa un caffè.
Sono le 9 ed oggi non c'è scuola. Sento il clima di tensione e sicuramente tutti saremo stati tesi.
Torno in camera mia e mi butto a letto. Ho solo voglia di piangere,ma le lacrime non mi escono. Tutta questa merda è venuta fuori per colpa di Matt, è stato rapido e indolore come una sveltina,ma si è lasciata dietro una scia di dolore immenso.
Io devo rinascere di nuovo e sistemare le cose.
Fine quarta parte
STAI LEGGENDO
Dean Winchester immagina (Supernatural)
FanfictionUna raccolta di storie dedicata all'universo di Supernatural, con l'aggiunta di personaggi inventati ;). Spero vi piaccia
