Il preside ci aveva messo in punizione. Avevamo secondo lui provocato una rissa in mensa. Che palle. Sabato mattina ci tocca andare a scuola.
Stavo tornando al bunker sulla mia bici e non riuscivo a pensare a Gavin. Cosa gli è successo?
Non so. Apro la porta del bunker e scendo le scale. Sono sola. Fuori manca l'impala.
Lascio lo zaino sotto le scale ed entro nella biblioteca del bunker. Questo posto a differenza delle stanze di motel è enorme. Il che mi fa sentire ancora più sola.
Ho sempre sognato una casa fissa,senza dovermi spostare di continuo da una stanza di motel all'altra. Ma ora la maledico. E tutto perché la grandezza di questo posto mi fa sentire piccola e sola.
Guardo le sedie della biblioteca. Potrebbero ospitare decine di persone. Ma non succederà mai. Non voglio la classica vita perché so che non l'avrò mai. So anche che finito il liceo dovrò smettere di studiare e lasciare da parte i miei sogni adolescenziali.
Non sono triste per questo. In fondo l'ho sempre saputo,ma nessuno deve permettersi di chiamarmi gioventù bruciata quando sono stati loro a distruggere i miei sogni. Prima ci distruggono i sogni e poi ci chiamano gioventù bruciata.
Sabato mattina sono ancora sola. Il caso ha portato via più tempo del previsto. Mi dirigo a scuola. Siamo solo io,Gavin,Logan ed Henry.
Il preside ci ha detto di aspettarlo in sala studi. Cosa che abbiamo fatto. Gavin è seduto sul divanetto verde. Henry e Logan di fronte a lui sulle sedie ed io sul bracciolo del divano.
Gavin è sempre più triste e stanco. Il preside entra in sala.
"Bene ragazzi. Mettete i cellulari in questa scatola"
Aveva in mano una scatola da scarpe.
"Scusi perché ci toglie il cellulare?" Chiese Logan.
"Perché quando si è un punizione non si usa il cellulare"
Sbuffiamo e mettiamo il cellulare nella scatola.
"Bene. Ora vi chiudo qui dentro. Per le prossime quattro ore riflettete su quello che avete fatto"
Bradford se ne è andato lasciandoci li chiusi. Henry si è alzato un piedi ed ha iniziato a girare per la sala.
"Il carcere ci fa un baffo"
"Smettila di fare il cretino. Almeno non abbiamo compiti da fare"
"Non sto facendo il cretino Tori,smettila tu"
"No smettila tu"
"La smettete tutti e due di litigare per le stronzate?!"
Ci siamo voltati di colpo verso Gavin. Aveva strillato. Respirava male e gli tremava il labbro inferiore.
"Gavin che succede? Perché piangi"
"Perché quello stronzo mi ha molestato"
Adesso Gavin piangeva a dirotto. Io ed Henry ci siamo guardati shockati. Logan era a bocca aperta.
Mi sono avvicinata a Gavin. Stava seduto sul divano e piangeva con le mani sul viso. Mi sono inginocchiata davanti a lui.
"Gavin. Hey Gavin guardami"
Lui non voleva guardarmi. Henry si è avvicinato a me.
"Gavin. Dicci cosa è successo. Non devi vergognarti."
Gavin si è tolto le mani dal viso. Aveva le lacrime sul viso e gli occhi arrossati.
Ci ha guardati a tutti e tre. Eravamo sinceri. Così ha annuito.
Ci siamo seduti in cerchio a terra. Gavin ha iniziato a raccontare.
"Mia madre da qualche mese si frequenta con un tizio. È un nullafacente che sta a casa mia a scrocco. Prende tutto quello che vuole e non da niente in cambio. Ne soldi ne aiuto. Due settimane fa è tornato a casa ubriaco. Io ero solo ed ha iniziato ad infastidirmi. Io lo ignoravo,ma lui mi stava sempre vicino e continuava ad allungare le mani. Quando l'ho spinto via mi ha picchiato."
Gli ho posato una mano sulla spalla.
"Lo hai detto a tua madre?" Chiese Logan.
Ha scosso la testa.
"Non mi crederebbe mai"
Logan gli ha dato una pacca sulla spalla.
"Non sei solo Gavin"
Ci siamo girati verso Logan.
"Una volta stavo giocando in un parco vicino casa mia. Avrò avuto 6 o 7 anni. Si avvicina a me un uomo. Ha iniziato a dirmi che ero un bel bambino e cose del genere. Poi mi ha chiesto se potevo aiutarlo a cercare il suo cane. Volevo seguirlo perché volevo aiutarlo a trovare il cane. Mio fratello è arrivato correndo subito dopo,portandomi via a casa. Inizialmente ero arrabbiato e triste per il cane. Ma non avevo capito quanto fossi in pericolo.
Se quel giorno avessi seguito l'uomo non so cosa mi sarebbe accaduto. Sicuramente non sarei qui a raccontarvelo"
La storia di Logan ci ha lasciato con l'amaro in bocca. Anche quella di Gavin.
"Le persone fanno schifo"
"Hai ragione Henry" disse Logan.
"Anche io ho una storia da raccontare."
Ci siamo voltati verso Henry.
"Stavo tornando a casa da scuola. Avrò avuto 10 anni. Passavo sempre da Boulevard of broken dreams per tornare a casa. Un pomeriggio mentre tornavo a casa sono stato fermato da un signore che era ben vestito. Continuava a chiedermi dove abitavo e che voleva accompagnarmi a casa. Io continuavo a rispondere di no.
Mi sono allontanato da lui che ha iniziato a seguirmi. Ho accelerato il passo,ma lui continuava a seguirmi.
Non so cosa volesse da me. Ma quando mi sono avvicinato ad un poliziotto ha smesso di seguirmi. Ho finto di chiedergli indicazioni."
Wow. Quella mattina in sala studio si è trasformata in un club delle confidenze. Ci siamo confidati i nostri drammi e le nostre ferite interne.
"Adesso tocca a me."
Si sono voltati verso di me.
"Quando ero bambina viaggiavo spesso con mio padre e mio zio. Dormivamo sempre in squallidi motel e mangiavamo cibo spazzatura. Ragazzi,io non ho scordato il tema a casa. Non lo volevo leggere ad alta voce"
Ho preso il tema e mi sono alzata in piedi. Ho preso un respiro.
"Tra dieci anni voglio vivere in una casa spaziosa, ma non grande come quella in cui sono adesso. Perché la grandezza di casa mia comparata alle stanze di motel mi fa sentire ancora più sola. Vorrei che tra dieci anni mio padre che per via del suo lavoro viaggia sempre possa trovare un po' di tempo per me. Ho viaggiato con lui parecchie volte,ma non sono sempre stata bene. Vorrei sapere tra dieci anni se la donna che mi ha partorito si fosse chiesta almeno una volta come stessi io o mio padre. Vorrei trovare risposta ad alcune delle mie domande: perché mi ha abbandonata? Ho fatto qualcosa di sbagliato? Lei è presente per la sua nuova famiglia ma non per me, cosa hanno fatto loro che io non ho fatto? Tra dieci anni vorrei far sapere a mio padre che anche se noi non abbiamo il classico rapporto padre/figlia a me sta bene così. Non sono la sua principessa ma chi se ne frega. Ma voglio che in dieci anni non sappia mai i miei drammi,come quella volta in cui mi hanno dato della puttana solo perché indossavo un paio di shorts. La prima cosa che ho fatto una volta a casa è stato tagliarli ancora più corti,perché il mio corpo e come mi vesto sono solo cazzi miei."
Ho finito di leggere. Mi vergognavo un po'.
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Dean Winchester immagina (Supernatural)
FanfictionUna raccolta di storie dedicata all'universo di Supernatural, con l'aggiunta di personaggi inventati ;). Spero vi piaccia
