Ero in piedi,davanti al mio corpo ancora caldo e immobile.
Era successo. Ce l'avevo fatta. Il marchio era sconfitto e nessuno sarebbe morto per mano mia.
Ma non avevo pensato a chi avrei potuto ferire col mio gesto. Nessuno per un paio d'ore è venuto a controllarmi, finché non ho sentito la porta aprirsi.
Ho riconosciuto i passi. Era zio Sam. Aveva una pizza in mano.
"Tori la cena... Tori!"
Ha lasciato cadere la scatola della pizza a terra e si è inginocchiato vicino al mio corpo. Mi squoteva.
"Coraggio su stai bene, Dean. Piccola stai bene vero. Dean..."
Stava impazzendo. Continuava a chiamare Dean invano.
"Dean!"
Stavolta stava gridando. Papà è arrivato subito
"Ma che vuoi?" Quando mi ha visto si è pietrificato sulla soglia.
"Tori? Sam levati. Sta bene."
Si è inginocchiato abbracciando il mio corpo. Zio Sam era in piedi e piangeva.
"Su piccola devi Continuare a lottare ricordi? Stai bene Tori. Tori apri gli occhi su..."
Piangevano tutti e due ed io ero impotente.
"Mi dispiace..." fiato sprecato
Qualcosa ha attirato l'attenzione di zio Sam.
"Dean guarda"
Mio padre mi aveva in braccio. Zio Sam ha raccolto i fogli. Si erano un po' macchiati col mio sangue.
"Dean era la tua idea iniziale"
"Si. E lei ha fatto la mia fine. Dovrei esserci io al posto suo. Avrei dovuto togliere i fogli da qui."
Papà è uscito dalla stanza seguito da zio Sam. Io li ho seguiti. Ascoltavo la loro conversazione.
"Sam quando ho chiuso Tori li dentro avrei dovuto assicurarmi che tutto il materiale sul Marchio e sugli incantesimi si trovasse altrove. È solo colpa mia"
No papà. Non è colpa tua. Sono entrati nella mia stanza e mi ha messo sul mio letto.
"Non è colpa tua Dean. Non ci saremmo mai aspettati un gesto del genere da Tori."
"Stai dando la colpa a mia figlia Sam?"
Il tono di papà ora era arrabbiato.
Non litigate per favore.
"No. Certo che no. Ma sei suo padre. Ha fatto quello che tu avresti fatto. Lei è sempre stata come te Dean."
"E lo sarà ancora. Resterà qui finché non troveremo un modo per riportarla indietro."
Ecco. Col mio gesto avevo salvato il mondo,ma avevo distrutto le uniche persone che mi hanno davvero voluto bene.
Stavo per andare all'inferno. Ma prima dovevo assicurarmi che sarebbero stati bene.
Non potevano vedermi,non potevano sentirmi. Avrei voluto dire loro che va bene così. È stata una fine nobile,onesta. E la stessa fine che avrebbe fatto mio padre.
So che sembra egoista,ma il dolore cocente con cui io avrei convissuto ora ce l'ha mio padre. Io sarei dovuta andare avanti senza lui,lui ora deve andare avanti senza me.
Sono entrata in cucina. Zio Sam e papà erano lì. Con il cuore a pezzi e i sensi di colpa.
"Non preoccupatevi per me. Io sto bene. Devo andare."
Parole al vento. Ho chiuso gli occhi. Sono pronta ho pensato.
Un brivido ha attraversato il mio 'corpo'. Quando ho riaperto gli occhi ero all'inferno.
Ero incatenato ad una parete con adosso solo intimo ed una lunga canottiera.
Avevo paura. Qualcuno entra dalla cella.
"Victoria Winchester. Marchiata da Caino. Erano secoli che non se ne vedeva uno"
Non capivo.
"Cosa?"
Lui ha sorriso.
"Piccola sei così ingenua. Nessuno prima di te è mai morto col marchio addosso per poi rimanere morto. Sei speciale. Meriti un trattamento riservato."
La paura ora è terrore. Voglio scappare ma le manette ai polsi me lo impediscono.
"No ti prego,no!"
Le mie grida non lo hanno fermato. I suoi pugnali ardenti mi hanno squarciato la carne.
Sentivo il dolore di ogni coltellata all'addome e la stanchezza per le urla.
Mi dimeno, sanguino, strillo ma nulla.
Nessuno mi sente e nessuno mi salverà.
Questo è ciò che mi merito per aver salvato l'inferno da Abbadon, per aver salvato mio padre e mio zio,per aver protetto il mondo.
E la cosa peggiore è un patto. Avevo paura che mio padre o mio zio potessero aver fatto un patto per riportarmi indietro. Per fortuna non è successo,perché sono ancora qui,Con le ferite del mio sacrificio.
Non so quanto tempo sia passato. Sono uno straccio. Il sangue sul mio corpo mostra i segni di una vita forse troppo dura per una come me,ma la cattiva non ero io.
Giorno dopo giorno venivo torturata. Ero stanca e impaurita. Una creatura indifesa che vuole solo urlare la sua innocenza.
Io non meritavo di stare qui. Ho salvato l'inferno ed ho salvato Crowley. Lui dovrebbe mostrare un po' di riconoscenza.
Ma non lo ha fatto. Io però avevo ancora il marchio. Potevo essere molto pericolosa? Potevo essere la loro arma segreta? Potevo distruggerli? Non lo sapevo. Io sono morta dopo aver indebolito il marchio. Così l'oscurità non sarebbe uscita e nessuno avrebbe potuto prendere il marchio da me.
Quindi ora sono solo una ragazza,anzi ero una ragazza con una strana voglia sul braccio sinistro. Solo Crowley,mio malgrado,poteva salvarmi.
Ma Crowley era scomparso e questo demone che mi ha torturata,il mio aguzzino era troppo stupido per capire che la sua regina,Abbadon era morta per mano mia che non lo avrebbe ripagato per il servizio svolto.
Quando lui finiva con me io ero un misto di lividi,ustioni e ferite. Giorno dopo giorno. Non so nemmeno quanto tempo sia passato.
Ero inginocchiata,Con le mani al muro tenute da una catena e la testa bassa.
Ho sentito aprirsi la porta della cella. Avevo ancora la testa abbassata. Era di nuovo ora della mia punizione?
Sento dei passi avvicinarsi a me e il suono di una lama che viene affilata. Una risata maligna accompagna il tutto.
Poi però qualcuno schiocca le dita. Si sente un grido ed una luce. Alzo la testa.
Non potevo crederci. Non volevo crederci. Loro. Loro due.
Mi sono alzata in piedi ed ho sentito le mani liberarsi dal peso delle manette.
Mi sono avvicinata lentamente. Ora ero ferma davanti a loro.
"Voi due. Non ci credo"
"Salve ragazza"
"Hey Piccola"
Li ho abbracciati forte. Il mio angelo ed il mio demone erano qui.
Fine sesta parte
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Dean Winchester immagina (Supernatural)
FanfictionUna raccolta di storie dedicata all'universo di Supernatural, con l'aggiunta di personaggi inventati ;). Spero vi piaccia
