Tori dormiva ancora. Erano passate 8 ore. Era la prima volta che la vedevo dormire ed era una cosa Bellissima.
Stava lì. Immobile. In qualche modo tranquilla.
Era la mia stella. La mia sfida. Bimba instabile sei la mia sfida.
Mi è tornata in mente una canzone che le cantavo da piccola: "sei la cosa più bella che indosso, sei risorsa,sei il cielo e sei il mondo,Sei la strada che porta alla vita,Bimba instabile sei la mia sfida. Sei la piccola stella che porto Nei momenti in cui non ho luce."
Tra poco si sarebbe svegliata ed io volevo sapere Cosa le era successo. Il medico ha detto che ha subito un trauma. Forse per l'asportazione del rene. Ma io volevo risposte.
Tori
Quando ho riaperto gli occhi ero in una stanza d'ospedale. Sola.
Allora non avevo sognato. Mio padre ci aveva davvero salvato.
Mi sono voltata e sul mio comodino ho visto dell'acqua e un budino al cioccolato.
Poi Julia è entrata saltellando sulle stampelle nella mia stanza. Al ginocchio aveva un tutore.
"Ciao Tori. Finalmente sveglia"
"Ciao Julia."
"Hai un aspetto di merda lo sai?"
"Anche tu"
Abbiamo riso. Julia si è seduta sul mio letto.
"Tori non lo mangi il budino? È molto buono"
"No grazie. Mangialo te se vuoi"
"Perché non vuoi mangiare?"
"Quando ci hanno tenuto prigioniere non ci davano da mangiare. Così ho capito Che se non avevo bisogno di mangiare in quei giorni forse non ho più bisogno di mangiare"
"Ma se non mangi muori. Lo sai vero?"
Ho fatto spallucce.
"Forse sono già morta un po' "
"Tori. Ci hanno fatto del male. Ma non la passeranno liscia vedrai. Pagheranno anche il conto con Dio "
A quel punto ho riso
"Perché ridi?"
"Forse c'è un Dio sopra di noi. Ma non è stato lui a salvarci e non è stato lui ad insegnarmi l'amore "
"Tori è stata dura,ma è finita"
Ho annuito. Avevo paura perché non sapevo come avrebbe reagito mio padre a tutto questo. Aveva ancora il marchio di Caino e sicuramente non sarebbe finita bene.
"Tori hai detto a tuo padre della violenza? "
"No. Non ancora. E non so se lo farò. Tu?"
"No. Mi vergogno troppo. Però ho detto a mio padre tutto. I nostri se ne sono andati 2 ore fa "
"Come? Non aspetta sono usciti a prenderli?"
Ha annuito. Perfetto. Mio padre non sa controllare il marchio.
Non volevo che venisse arrestato per omicidio.
Poi ho visto mio zio Sam entrare.
"Bene. Io vi lascio soli"
Julia è uscita. Mio zio Sam mi ha abbracciata.
"Tori grazie a Dio stai bene"
Si è seduto di fronte a me
"Dove è papà ?"
"Sta parlando con il medico. Tori ho avuto veramente paura"
"Zio Sam cosa avete fatto ?"
"Abbiamo catturato quei bastardi. Sono in galera ora"
"E papà ?"
"Sta bene. Non ha più il marchio"
"Come?"
"Storia lunga. Tori mi dispiace per il tuo rene. Non siamo riusciti a trovarlo"
Ho annuito.
"Quello che conta è che tu piccola ora stai bene"
Mi ha stretto la mano. Non stavo bene. Quei giorni e la violenza mi avevano un po' uccisa. Forse non sarei più tornata Quella di prima. Quella col Black humor. Quella che non dava importanza a nulla.
Adesso ero a pezzi. Distrutta. Ma nessuno lo sapeva. Ma almeno non ero la sola. Fuori stava piovendo. Il cielo come me era a pezzi. Lui si sarebbe ripreso e il sole sarebbe tornato a splendere. Io non lo sapevo.
Ho sempre saputo di non essere una brava persona e di non meritare il lieto fine. Ma non meritavo nemmeno tutto questo.
Quando ero piccola mio padre mi diceva sempre che ogni preghieraè una promessa a Dio. Non sapevo perché dato che lui non lo ha mai fatto,però io ho pregato e le mie preghiere sono state tutte evitate.
Quante persone pregano Dio ogni giorno? E lui non ha mai risposto a nessuna preghiera. Ed io lo sapevo bene. Tutto quello che cacciavamo me lo ha provato.
Ero stanca e forse non volevo più vivere. Forse Lucifero aveva ragione: io non sono fatta per stare al mondo.
"Zio Sam? "
"Dimmi piccola"
"Hai mai pensato di mollare tutto? Intendo nella tua vita hai mai pensato di essere infelice e di non avere uno scopo?"
"Si. Vedi piccola quando tuo padre mi è venuto a prendere al college mi sono promesso che sarebbe stato l'ultimo lavoro. Sono passati 15 anni da allora e non è stato affatto l'ultimo lavoro. In qualche modo ho capito che io devo fare questo lavoro. Salvare le persone. Ho cercato tanto di allontanarmi ma non ci sono riuscito. Perché ?"
"Perché forse io non voglio più vivere"
"Tori ma che dici?"
"Non ho più niente. Non ho uno scopo,non ho un piano. Niente. E questa ferita mi segnerà probabilmente per sempre"
"Tori. Ti prometto una cosa. Arriveranno giorni migliori per te che ora stai soffrendo. Forse non riesci a vederlo ma supererai anche questo. Ricorda sempre che dal dolore si può ricominciare."
Mi ha accarezzato il viso. Forse aveva ragione o forse no. Non sapevo cosa mi sarebbe capitato. Forse stavolta non sapevo se sarei stata abbastanza Forte da superarlo. Adesso volevo solo chiedere scusa a tutte quelle persone che ho trattato male quando ero triste ed arrabbiata perché stavolta avevo un motivo valido per essere triste ed arrabbiata,ma invece di trattare male tutti volevo solo stare in silenzio e sola.
Mi sentivo svuotata,fredda e anche un po' morta. Perché diciamocelo quando ti accadono cose del genere tu muori. Non la solita morte,quella in cui il cuore si ferma. Ma quella morte passiva,il tuo cuore si spezza e la tua anima ti abbandona. Le ferite dell'anima fanno più male di quelle corporee. Perché una ferita sul corpo si rimargina. Anche se ci dovessero volere 50 anni. Ma quelle sull'anima non si richiuderanno mai. Né domani né ora.
Poi mio padre è entrato in stanza e zio Sam ci ha lasciati soli.
Fine 8 parte
STAI LEGGENDO
Dean Winchester immagina (Supernatural)
FanfictionUna raccolta di storie dedicata all'universo di Supernatural, con l'aggiunta di personaggi inventati ;). Spero vi piaccia
