Ho bisogno di aiuto. L'ho fatto di nuovo. Oggi mi sono fatta male di nuovo.
Sono chiusa in bagno. Sdraiata sul freddo pavimento mentre piango. Non lo faccio quasi mai,ma quando lo faccio lo faccio in silenzio. Come una purificazione. Con le lacrime purificavo la mia anima.
Ad un certo punto sento bussare alla porta.
"Tori va tutto bene? Sei li dentro da un pezzo"
Era la voce di mio padre Dean.
"Si papà. Ho fatto la doccia e mi sto rivestendo."
Gli avevo mentito di nuovo. Oramai gli mentivo in continuazione.
"Va bene. Sbrigati altrimenti farai tardi per la scuola"
Ho sentito i suoi passi allontanarsi e mi sono alzata. Mi sono guardata allo specchio. Gli occhi rossi e il viso consumato dal pianto. I miei zigomi erano più visibili ed avevo un colorito biancastro. Per questo mio zio Sam mi chiamava Morticia.
Quel soprannome me lo sono guadagnata per l'abbigliamento scuro e il colorito non tanto bello.
Mi sono truccata e pettinata i miei lunghi capelli fragili e secchi.
Dopo aver indossato una felpa un po' larga ho raggiunto mio padre in cucina. Stava preparando i pancake.
"T vuoi dei pancake con Nutella?"
"No grazie papà. Faccio colazione con Henry prima della scuola"
Ha annuito. Io mi sono messa lo zaino in spalla e stavo per uscire.
"T?"
Mi sono voltata
"Quel ragazzo, 'Henry' mi piace."
Ho accennato un sorriso e poi sono uscita.
Sono salita sulla mia bici e mi sono avviata verso la scuola.
La mia bici era una Mountain bike azzurra. Me la aveva regalata mio padre quando frequentavo le scuole medie perché dicevo sempre di volere una bici e lui non ne aveva mai avuta una,così per non farmi provare quello che ha provato lui una mattina come tante altre la ho trovata davanti al bunker con un grande fiocco blu sopra. Erano le prime settimane che vivevamo al bunker.
I miei dr Martens neri posati sui pedali mi guidavano verso la scuola. Fatico un po' ora e le mie gambe fasciate da un paio di blue jeans skinny pulsano,ma poco importa. È solo allenamento.
Entro nel cortile della scuola dove i miei compagni brulicano come formiche. Da poco ho iniziato ad osservarli e mi sono accorta che questo posto pullula di abitudini: chi si veste sempre di nero,chi mastica sempre gomme, chi fuma... non ci avevo mai fatto caso perché avevo sempre la testa tra le nuvole.
Ma da un po' ho iniziato a esser più presente, più attenta.
Dopo essere scesa ho camminato fino al campo da football dove con Henry ci incontravamo sempre sotto le gradinate. Era il nostro posto. Potevamo stare ore li a parlare quando marinavamo le lezioni oppure guardavamo gli altri allenarsi con addosso il color grigio delle divise.
Era una tonalità si grigio molto bella.
Henry come al solito era seduto sotto la curva B. Aveva un libro in mano e il naso immerso tra le pagine. I suoi occhi azzurri seguivano le parole lettera per lettera e ogni tanto si sistemata quegli occhialoni quadrati da nerd. Beh eravamo un po' nerd tutti e due.
Henry era molto bello. Con il viso un po' squadrato e dei dolci boccoli Castani. La cosa che lo rendeva speciale era la sua eterocromia,aveva una macchia marrone che spaccava l'azzurro del suo occhio sinistro.
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Dean Winchester immagina (Supernatural)
FanfictionUna raccolta di storie dedicata all'universo di Supernatural, con l'aggiunta di personaggi inventati ;). Spero vi piaccia
