Ferirmi di nuovo (pt.5)

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Stavo camminando ormai da diverse ore. Non sapevo dove andare. Non volevo andare da Henry. Non volevo che sapesse che avevo litigato con mio padre. Così camminavo senza meta lungo un viale. Un viale che conoscevo molto bene. Collegava il centro al parco giochi.

Io ed Henry lo abbiamo percorso molte volte e molte volte abbiamo litigato in quel viale. Molte volte abbiamo fatto pace in quel viale.

Lo chiamavamo il viale dei sogni infranti perché anche se è presto per dirlo i nostri sogni si sono infranti. Quei sogno che abbiamo maledetto mille e mille volte.

Dean

Tori se ne era andata da un paio d'ore.  Dovevamo trovarla con Sam. Così ci siamo divisi.

Non sapevo dove poteva essere. Così con Baby ho percorso diverse strade.

Mi dispiace di non averle parlato prima,ma non ce l'ho fatta. Ho affrontato molte sfide,ma di fronte alla sua malattia mi sono sentito impotente. E così ho deciso di soffocare dentro me il problema sperando che svanisce da solo. Ma invece si è ingrandito.

E vedere Tori svanire piano piano ogni giorno mi faceva male. Tanto male che non volevo parlarne. Avrei potuto fare di più, ma non ci sono riuscito.

Avrei voluto darle tutto quello che si merita,perché è una brava ragazza e si merita il meglio. Si merita un arcobaleno dopo tutta la pioggia che ha preso.

Però mi è venuto in mente di cercare nell'ultimo posto dove poteva essere: il parco. Così mi sono diretto verso li,ma la neve bloccava quasi tutte le strade e mi ci è voluto un po'.

Tori

Quando sono arrivata al parco aveva già smesso di nevicare e il cielo era tornato sereno. C'erano diverse stelle in cielo e lo illuminavano.

Avevo gli arti intorpiditi dal freddo e sapevo di essere spacciata.

Con la mia fisicità non sarei sopravvissuta ad una notte qui.

Mi sono infilata in un tubo dove da piccola giocavo spesso quando mio zio mi ci portava.

Era rigido. Solo le stelle brillavano in cielo. Le stelle,nemiche amiche che ds lassù mi guardavano

Tremavo mentre mi è tornata in mente una scena della mia infanzia.

Quando ero piccola mio padre mi cantava sempre una canzone come ninna nanna. Quando ero agitata e non riuscivo a prendere sonno mio padre volava nella mia stanza come un supereroe pronto ad abbracciarmi e a consolarmi.

Mi bastava ascoltare la sua voce per Calmarmi. 
La canzone era una dedica di mio padre Dean a me,faceva:

"Che sei forte e fragile senza paura
Tu resta la stessa
La stessa di sempre
Sei la cosa più bella che indosso
Sei risorsa, sei il cielo e sei il mondo
Sei la strada che porta alla vita
Bimba instabile sei la mia sfida
Sei la piccola stella che porto
Nei momenti in cui non ho luce"

Ora invece era finito tutto. Non ero più la sua stella,la sua voce non mi calmata più.  Io ero arrivata al limite è lo sapevo. Sapevo che sarei morta li. Sola e al freddo.

Non sarei diventata grande, non avrei realizzato i miei sogni. La mia vita sarebbe sfuggita per sempre,tutto finirà proprio come è iniziato: lentamente e in agonia.

Non volevo finisse così. Ma a quanto pare non sono riuscita a tenere la testa fuori dall'acqua. Sto annegando nell'oceano. La mia malattia mi ha portata a questo. Mi ha fatto perdere gli affetti e ha distrutto tutto.

Io ho lasciato che tutto si distruggere intorno a me. Ma va bene. Sto bene.

Non ho ne rimorsi ne rimpianti. Ho imparato a vivere

Sono abbastanza forte da accettare il mio destino.

Chuck ti prego fammi diventare un arcobaleno così Dean saprà che sono al sicuro con te quando starà sotto ai miei colori. Ma lo vedo difficile dato che sarò spedita all'inferno.

Questo è un viaggio a senso solo. Menomale che è inverno perché non potevo accettare di andare all'inferno durante un mese estivo quando tutto ricomincia a vivere.

È inverno e tutto è morto: i fiori,il paesaggio e la vita.

La vita non va mai come tu pensi. Non è nemmeno grigia ma ora sta seppellendo sua figlia.

Mi stringo le ginocchia al petto mentre tremo. Il freddo mi stava logorando ed io ero sempre più debole.

Oh Chuck perché mi hai fatto così profonda ed emotiva? Chuck vieni a salvarmi per favore. Sto perdendo il respiro.

Ti sto aspettando Chuck e sai che se ti chiedo aiuto è perché sono disperata. Ti prego. Sono troppo giovane per addormentarmi.

Niente di niente.

Addio vita. Oramai sono agli sgoccioli. Sento gli occhi pesanti e una voce in lontananza. Una voce che però è sempre più vicina.

"Tori? Tori!"

Prima di chiudere gli occhi però senti delle mani sulle mie caviglie che mi trascinano sulla fredda neve.

Un brivido veloce che vola via perché io sono troppo debole per vedere chi è che mi trascina via.

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