Non ti dimenticare di me pt 2

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Mi sono svegliata di colpo. Erano le 7 e mezza.

"La scuola!" 

Mi sono lavata e vestita in fretta e sono uscita. Avevamo ginnastica.

Ci hanno portati tutti fuori sul campo da football. Tutti in divisa. Il grigio della stw spiccava sulle divise da football e da cheerleader. Ed anche sulle nostre di noi comuni mortali.

Il coach non era niente meno che mi nonno Kevin Carter. Ha fatto l'appello.  Quando ha detto Lana Vega ho alzato la mano. Lui mi ha fissata.

"Scusa Lana è che hai qualcosa di familiare"

Per prima cosa ci ha fatto fare riscaldamento, poi i ragazzi della squadra hanno iniziato ad allenarsi.

"Jake,Jake forza con quel destro!

Mio padre lanciava la palla,ma non soddisfava le sue aspettative.

"Jake per la miseria,sei il quarterback!"

"Basta sono stanco!"

Jake si è tolto il casco e si stava allontanando.  Io ho smesso di fare gli addominali e l'ho seguito.

L'ho raggiunto. Stava seduto sotto le vecchie gradinate. Erano impolverate e c'era dell'edera intorno. Mi sono avvicinata a lui.

"Se ti ha mandato qui per convincermi a tornare sprechi il fiato."

"No. Sinceramente non mi ha detto nulla. Sono venuta io di mia spontanea volontà"

Mi sono seduta vicino a lui.

"Perché?" Mi ha guardata.

"Non lo so. So che è tuo padre e che è dura,ma almeno lui è qui per te. Te lo dice una che è sola"

"No. Per lui ci sono solo le partite"

"Ed è già tanto.  Si sveglia la mattina per allenarti. Fa di tutto per renderti un campione perché si preoccupa per te. E deve esser bello avere qualcuno che ti vuole bene e che tiene a te"

"Non è colpa tua Lana"

"Lo so. Ma non ci do peso. Vedi mio padre è un padre assente. Non è violento, ma è menefreghista. Fin da bambina ho sempre pensato a me stessa perché lui non c'era. Non ho avuto compleanni, regali o cose del genere. Tutto questo,voi,la scuola... mi fa sentire così sola"

"E tua madre?"

"Chi l'ha mai conosciuta" ho sorriso. Lui mi guardava con un sorriso fiero in volto.

"Sai mi sono sbagliato su di te,sei una forte."

"Beh grazie"

Mi ha sorriso.

"Jake torniamo in campo?"

Ha annuito. Mi ha aiutata ad alzarmi e siamo tornati in campo. Ho ancora una missione da portare a termine.

Il pomeriggio a pranzo sono stata con Joe e Jake. Abbiamo parlato del più e del meno. Dopo Joe si è offerto di accompagnarmi al motel. Mentre camminavamo stavamo parlando.

"Allora Lana... sei fidanzata? "

Si,con Dean. Ma sono qui in missione.

"Mhh no. Perché?"

"Ecco... mi stavo chiedendo se... usciamo insieme una sera di queste?"

Ecco. La domanda delle domande. Non posso. Non solo perché sono fidanzata con Dean,ma perché io non appartengo a questo tempo. Non posso,ma non voglio ferirlo. Era il tramonto ed il cielo era color sangue.  Le luci del giorno sanguinavano a tra poco calerà la notte.

"Joe. Grazie ma per il momento non voglio una relazione" il mio era un tono normale. Ne arrabbiato ne scocciato.  Ma nonostante questo ho visto il suo cuore spezzarsi.

"Oh. Certo. Scusa non volevo. Forse col mio comportamento hai frainteso."

"No,no Joe aspetta..."

"Scusa Lana devo andare. Ci vediamo a scuola"

Si è allontanato da me che sono rimasta li con il cuore distrutto per il male che gli avevo fatto. Il cielo si era fermato ed era striato di sangue. Un attimo prima ho sentito che mi chiamavi ,Joe,poi sei scomparso con il vento,mescolandoti con la folla.

Sono entrata nel motel. Perché con ogni mio gesto ferisco le persone? Ho ripreso la mappa e stavo studiando quel pezzo di terra per calcolare delle coordinate. Ma niente.  Troppi pensiero,troppi problemi,troppo tutto.

Era notte oramai. Sono uscita per prendere una boccata d'aria ed ho iniziato a camminare. Il cervello era staccato ma i miei piedi mi hanno portato lo stesso davanti casa mia.

Ho sospirato. Forse è meglio tornare nel mio tempo. Ho aperto il cancello e sono andata sotto il portico. Busso alla porta e Jake viene ad aprirmi.

"Lana? Come hai fatto a sapere che vivo qui?"

"Non ha importanza. Senti vieni a fare due passi con me? Devo parlarti."

"Certo"

Abbiamo camminato parecchio e gli ho raccontato la storia con Joe.

"Cavolo. Non ci voleva."

"Lo so e mi dispiace. Cosa posso fare?"

"Non pensarci. Joe riceve due di picche in continuazione"

"Jake..."

"Ok. Senti andiamo da lui e parlaci."

Ho annuito. Abbiamo camminato fino a casa di Joe sotto la luna. Chicago notturna è fantastica. Anche se sono cresciuta nel South side. Ci fermiamo davanti ad una casa bianca con dei fiori rossi. La conoscevo bene quella casa. Da piccola ci sono stata tante volte.

Jake bussa alla porta e Joe esce.

"Ragazzi tutto bene?"

"No. Joe mi dispiace per oggi pomeriggio."

"Non fa niente. Ci sono abituato."

"No non devi esserci abituato!"

Il labbro mi tremava e stavo per piangere.

"Joe sei un bravo ragazzo e chiunque sarebbe  fortunata a stare con te. Lo dico come se ti conoscessi da una vita. Joe qualcuno ti amerà,ma quel qualcuno non sono io. Non posso essere io"

Adesso il clima era freddo. Jake ci guardava e Joe ha annuito.

"Sei stata onesta con me e ti ammiro. Mi ha fatto un po' male questa cosa,ma forse è meglio così. Sei una brava ragazza Lana. Ma sappi che io per te mi sarei gettato nel lago Michigan"

Lago Michigan? Ma certo.

"Ragazzi. È stato un onore conoscervi,ma io parto stanotte. Vi voglio bene."

Ci siamo abbracciati.

"Joe,non dimenticarti di me. Per favore"

"Non lo farò. Promesso"

"E tu Jake. Qualsiasi cosa accada,non cambiare mai. Resta sempre così."

Ha riso "Va bene. Promesso"

"Ci mancherai Lana."

"Anche voi. Ma non preoccupatevi. Ci incontreremo di nuovo. Promesso"

Non avrei mai pensato di dirlo,ma ha fatto più male del previsto. Ma ora ho una missione e so come portarla al termine

Fine seconda parte

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