Ferirmi di nuovo (pt 2)

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A pranzo eravamo io mio padre e zio Sammy. Papà era un ottimo cuoco e aveva preparato degli spaghetti con polpette.

Io giocavo con i miei nel piatto e lo spostavo sui lati per fingere di aver mangiato.

"Non hai fame?"

Ho alzato lo sguardo. Mio zio Sam mi fissava.

"Lo credo. Ho trovato le barrette bel tuo zaino Tori. Ancora schifezze prima di pranzo?"

Quella sua ipotesi capitava a fagiolo.

"Si scusa è che me le ha regalate Henry sapendo che le adoro."

"Se non hai fame puoi alzarti da tavola"

Mio padre era stufo di questa situazione.  Era ormai convinto che io mangiassi schifezze prima di pranzo e quando ero a tavola con loro,uno dei pochi momenti della giornata li passavo senza mangiare.

Sono entrata nella mia stanza e mi sono messa al pc. Sono entrata sul social della scuola e ho visto che mi avevano taggato in una foto.

Era una foto fatta a tradimento nello spogliatoio.  Avevo il costume addosso e il Tag diceva 'chi mangia è indietro'.

Mi ha fatto male quel commento.  Io non mangio non perché voglio attirare l'attenzione, ma perché nella vita ho perso il controllo su tutto,il mio peso è l'unica cosa che posso tenere ancora sotto controllo.

Poi anche per una cosa banale. Beh non proprio banale. Ma per un pensiero di mio padre Dean.

Tutte le volte che mi lasciava sola al motel con mio zio Sam lui usciva con qualche ragazza conosciuta durante qualche caso. Le ragazze erano tutte belle e magre. Papà diceva sempre che io ero la figlia di Sam perché così rimorchiava meglio. Quindi se a lui piacciono le magre perché dovrebbe avere una figlia grassa?

Sono tornata in biblioteca ed ho visto che lui e zio Sam stavano preparando dei borsoni. Una nuova caccia.

"Dove si va?" Ho chiesto io sistemandomi le maniche della felpa.

"Tu da nessuna parte perché hai la scuola,io e Sam abbiamo un caso in California."

"Ma papà è dall'altra parte del paese. Quanto starete via?"

Ha alzato le spalle. Non lo sapeva nemmeno lui. Prima di uscire mi hanno salutata. Io sono rimasta sulla porta un altro po' prima che loro se ne andassero sull'impala. Il cielo si stava scurendo.

Quando mi sono svegliata la mattina seguente era l'alba.  Mi sono affacciata alla finestra ed un manto bianco copriva tutto fuori. Durante la notte era caduta molta neve e l'unica forma di vita era il fumo di qualche camino in lontananza.

Mi sono preparata per la scuola. Una maglia di Lana nera con dei jeans scuri e le dr Martens. Mi sono messa un berretto nero e mi sono infilata il parka. Era troppo freddo per andare a scuola in bici o a piedi, così ho preso l'autobus.

Mi sono seduta su uno dei posti in fondo,dove occhi indiscreti dei miei compagni mi squadravano ed ogni tanto facevano qualche commento sul mio peso. Io cercavo di ignorarli.

A scuola mi sono subito tolta il parka e mi sono avvicinata ad un termosifone. Sentivo molto freddo.

Mi si è avvicinato Henry e mi ha abbracciata. Il suo corpo emanava calore e mi sono rilassata al suo tocco.

"Buongiorno Tori"

"Buongiorno Henry. Visto che bello? È caduta molta neve stanotte."

"Si e ne cadrà altra." Disse lui per poi guardare fuori dalla finestra.

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