Non ti dimenticare di me

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"Lo faccio io"

"Cosa? No. Josh è troppo pericoloso."
Dean continuava a respingere la mia richiesta.

"Dean si tratta di me,del mio passato ok? Lo faccio io. Starò attenta. Promesso"

Mi ha abbracciata. Forte. Ho sentito il suo profumo entrarmi nel naso e pizzicarmi le narici.

Si è staccato e mi ha guardata dritta negli occhi.

"Sta attenta mi raccomando"

Ho annuito. Poi mi sono voltata verso Castiel.

"Sono pronta"

"Josh. Quando avrai recuperato la tavoletta ti riporterò qui nel presente"

Ho annuito e chiuso gli occhi.  Ho sentito le dita di Castiel sulla mia fronte e poi il buio. Mi sono risvegliata in un parco. Su un prato.

"Hey ragazza" sento una voce alle spalle e mi volto. È un poliziotto.

"Che fai? Perché dormi qui?"

"Ecco. Io..."

"Basta. Alzati. Non dovresti essere a scuola ora?"

A scuola ? O certo.  Sembro più piccola.

"S-si certo"

"Incredibile.  Così giovani e già alcolizzati"

Se ne è andato ed io ho cominciato a camminare per la città. Chicago Illinois. 1994. Dovevo monetizzare tra la folla,così sono andata verso il liceo. Me lo ricordo bene perché anche io lo ho frequentato.

Sono entrata ed ho cercato lo studio del preside per farmi ammettere.

Mi sono seduta su una delle poltrone di cuoio nell'attesa.  Il preside entra. Era sempre Bradford. Più giovane però.

"Allora lei è la signorina?"

Si accomoda di fronte a me e si allaccia la giacca.

"J.. Lana. Lana Vega"

"Bene signorina Vega. Dove sono i suoi genitori?"

"Non lo so"

"Quel piercing al naso non le dona una bella reputazione. Lei è sola,non ha i genitori. Perché dovrei ammetterla nella ma scuola?"

"Perché sono intelligente. Voglio studiare e posso farcela,sono solo stata sfortunata per quanto riguarda la situazione familiare"

Ha sospirato.

"Signorina Vega io la ammetto. Ma al primo errore è fuori. Non posso permettermi di infangare la reputazione della STW"

Ho annuito e dopo aver preso il foglio con gli orari sono uscita. Il preside si lamenta della reputazione,quando andavo a scuola io non c'era nemmeno il riscaldamento. Stavo leggendo gli orari mentre camminavo e non mi sono accorta di essere andata a sbattere contro qualcuno. I suoi libri sono caduti a terra. Mi sono inginocchiata per raccoglierli e quando ho visto la sua faccia ho spalancato gli occhi.

"No. Ferma. Non toccarli"

Mi sono rialzata e lui si è inginocchiato a raccogliere i libri.

"Vai. Fila"

"Jake bello,lasciala stare. È nuova. Io sono Joe, lui è Jake. Benvenuta all'inferno"

Mio padre Jake e il suo migliore amico Joe.

"Io sono Lana"

"E chi se ne frega. Addio"

Mio padre ha continuato a camminare per il corridoio e Joe è rimasto li. Vederlo li,giovane,appena diciassettenne mi ha fatto uno strano effetto. Non sa che sono sua figlia,non sa che tra qualche mese nasceró. È ancora un ragazzo ed anche se ha sbagliato mi ha fatto troppo male. Vorrei dirgli tante cose,ma non ne ho il coraggio e non potrà mai sapere quello che sento, quello che ho dentro e che mi  logora. È meglio così.

"Io ho lezione.  Ci vediamo in giro Lana"

Ho annuito. Che stronzo. E pensare che sono qui per recuperare la tavoletta angelica e salvarlo. La scuola mi ha fornito uno zaino e dei libri. La prima lezione era storia. Ho trovato l'aula e sono entrata. Jake e Joe erano già seduti. Jake mi ha mostrato il dito medio. L'unico posto libero era vicino a loro e mi ci sono messa. Joe stava al centro.

La prof entra in aula ed inizia la lezione

"Allora da dove vieni?" Joe mi ha chiesto. I suoi occhi chiari mi fissavano.

"Lebanon."

"Ah,Nevada"

"Idiota è in Kansas" ha aggiunto Jake.

"Bene. Cosa ti porta qui? Il lavoro dei tuoi?"

"Non ho i genitori. Volevo cambiare aria"

Ha annuito. Jake era scocciato. Per tutta la lezione mi ha ignorata. Beh anche io sono stata abbastanza in silenzio.

Alla fine di tutte le lezioni sono uscita in cortile. Mi sono incontrata Joe.

"Ciao Lana"

"Oh ciao" mi sono fermata davanti a lui

"Senti so che sei nuova e che non conosci nessuno. Ma stasera ci sarà una festa da me. Vieni?"

"Non lo so Joe..."

"Daii. Guarda ti segno l'indirizzo. "

Mi ha scritto l'indirizzo sul braccio. Io ho sorriso. Conoscevo già il suo indirizzo perché abita ancora in quella casa.

"Va bene"

"Perfetto. A stasera allora"

Dopo aver salutato mi sono messa alla ricerca di un motel. Ne ho trovato uno non  tanto distante dalla scuola. Una volta in camera mi sono messa a studiare la mappa per capire dove si trovasse la tavoletta,ma era incomprensibile.

La sera sono andata alla festa. C'era tutta la scuola. Adesso ho capito perché Joe diceva sempre che a casa sua sono successe le peggio cose. Quando sono entrata mi ha vista subito.

"Hey ragazzi,è arrivata Lanaaaaaaaa"

Tutti hanno iniziato a strillare. Mi sono avvicinata a lui.

"Hai una bella casa" come se non lo sapessi.

"Grazie. Non riesco a trovare Jake. Conoscendolo starà con qualche ragazza appartato" che schifo. Ma parli del diavolo e spuntano le corna. Jake scende le scale. Si avvicina a noi e prende della vodka.

"Divertito?"

"Ma ero in bagno" io lo fissavo

"Ti piace quello che vedi?"

"Eh? No. Cosa?"

"Perché mi fissavi?"

"Perché ho voglia. Perché mi tratti male?"

"Io tratto tutti così."

"Beh allora cambia atteggiamento. Sei maleducato"

"Beh mi sembra maleducato visto che nemmeno mi conosci" ed invece ti conosco meglio di chiunque altro.

Lui prende il bicchiere e se ne va.

"Attento a non bere tanto che poi cadi,sbatti il muso e diventi bello"

Mi ha mostrato il medio.

Ho scosso la testa.

"Non fare caso a lui"

"Tranquillo. Ci sono abituata"

Mi ha sorriso. Ho preso da bere e sono rimasta un altro paio d'ore.

Quando sono tornata al motel ho di nuovo studiato la cartina. Non riuscivo a capire quella zona. Ci sono rimasta parecchio,finché i miei occhi non sono diventati pesanti e mi sono addormentata.

Fine prima parte. Finalmente dopo tanti tentativi falliti il ritorno in grande stile di Josh!

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