Ho riaperto gli occhi in ambulanza. Non riuscivo a respirare bene. Avevo tanti cavetti attaccati al petto per monitorare la mia funzione cardiaca. Erano caldi. Indossavo i tubicini al naso per respirare.
All'indice della mano sinistra avevo un aggeggio per monitorare l'ossigenazione del sangue. Sentivo i paramedici parlare attraverso la radio con l'ospedale.
"Ragazza di 17 anni. Ha uno scompenso cardiaco in corso."
Scompenso cardiaco? Andiamo ho solo 17 anni. Fatto sta che non mi sentivo molto bene. Ero proprio sfinita.
Adesso capisco il fiatone,il non riuscire a respirare da sdraiata e tutte le complicazioni.
Mi avevano dato molti calmanti per non stressare in cuore e mi sono riaddormentata di nuovo.
Quando mi sono risvegliata in ospedale mi avevano aspirato del liquido dai polmoni ed ora la mia capacità polmonare era migliorata. Anche se di poco riuscivo a sentire la differenza.
Mi sono messa a sedere sul letto. Ho visto sulla sedia le giacche di mio zio e mio padre. Sicuramente stavano parlando con qualche medico.
I tranquillanti facevano effetto. Adesso mi sentivo un po' meglio.
Loro entrano in stanza seguiti dal medico.
"Allora Tori. Hai avuto un principio di infarto lieve. Ora sei stabile. Ma mi raccomando,assoluto riposo,evita lo stress e non fare sforzi. Chiaro?"
Ho annuito al dottore. Poi mi sono rivestita e sono uscita con papà e zio Sam.
Papà mi teneva a braccetto. Aveva il mio zaino in spalla. Non parlava.
Nessuno parlava. Anche il viaggio in macchina è stato silenzioso. Questo silenzio mo stava uccidendo.
Nessuno ha aperto bocca fino a quando non abbiamo varcato la porta del bunker.
"Allora?" Ho detto io per rompere quella barriera che il silenzio aveva creato.
"Tori ci hai spaventati. Il medico ha detto assoluto riposo." Ha detto mio zio.
"Hai avuto un principio di infarto e non hai nemmeno 20 anni. Tori sei la mia unica figlia. Mi sei scivolata dalle mani tanti anni fa e non voglio perderti del tutto. Ora stai bene,ma non del tutto"
Papà era come me. Bravo a reprimere le emozioni, le nascondiamo in fondo alla nostra anima,dove il dolore può morire lentamente. Fa sempre male,ma ignorando e fingendo di star bene non si attira l'attenzione della gente.
"Papà io sto bene. Davvero. Non preoccupatevi per me"
"Sei sicura?" Ha chiesto lui.
Ho annuito.
"Andiamo guardatemi. Stamattina non riuscivo nemmeno a respirare. Sto bene davvero. Ho solo bisogno di una dormita"
"E per quanto riguarda Henry?" Ha chiesto zio Sam
"La sua mancanza è ancora forte. Ma devo andare avanti. Come ho già detto puoi fare di tutto,ma quel tutto non riempirà la voragine che ha lasciato nella mia vita,ma mi ha lasciato un compito: andare avanti e seguire tutti i miei sogni. Mi manca tanto, è vero. Ma spero solo che sarà fiero di me e che ora sia riuscito a trovare pace e serenità come qui non ha mai fatto"
Si sono guardati ed hanno annuito.
"Tori di cazzate ne ho fatte tante in vita mia,ma la migliore sei tu. Sei una testa di cazzo con una cazzo di testa. Mi domando ancora da chi tu abbia preso"
Ho sorriso leggermente.
"Ora vai a dormire. Riposa." Ha detto zio Sam. Io ho annuito e sono andata in camera mia. Era sera oramai.
Tutto quello che ho detto è stata una cazzata. Non sto bene davvero. Sono sfinita,a pezzi. Ma l'ultima cosa che voglio è che loro si preoccupino per me.
Ho preso 4 pillole tranquillanti per dormire. E la dose è una al giorno. Almeno sono riuscita a dormire 50 minuti. Per quella settimana ho saltato scuola. Domenica sera ho rovistato tra le vecchie cose di papà ed ho trovato la macchina per la pressione di Bobby.
La mattina seguente a scuola mi sono portata la macchinetta per la pressione di nascosto. Papà e zio Sam erano usciti per un caso insieme a zio Cas e non sapevano che ero a scuola. Ma almeno qui per un po' i miei demoni si sarebbero placati.
Stavo camminando per il corridoio quando il signor Baker mi ha fermata.
"Tori. Tori hey. Come stai?"
"Bene grazie. Solo un calo di pressione" bugiarda Tori.
Ha annuito.
"Mi hai fatto prendere un colpo. Per qualsiasi cosa sono a tua disposizione"
Ho sorriso ed annuito.
"Grazie"
Mi ha sorriso ed è tornato nel suo ufficio.
Io ho visto i ragazzi davanti all'armadietto di Gavin. Stavano schiacchierando. Mi sono avvicinata a loro.
"Ciao ragazzi"
Mi hanno squadrata.
"Come state?"
"Noi bene. Ci stiamo preparando per la gara di trivia" ha detto Logan.
Ero anche io nella squadra.
"A che ora inizia la gara?"
Gavin ha sospirato.
"Tori forse ci siamo capiti male. Tu non sei la benvenuta qui."
Le sue parole mi hanno fatto male e mentre li vedevo andar via ho trattenuto le lacrime. Mi faceva un po' male il petto. Così sono andata in bagno e mi sono misurata la pressione.
Mentre avevo il bracciale e tenevo lo schermo tra le mani ho letto i risultati.
Battiti molto alti e pressione troppo bassa. Perfetto. Il mio stupido cuore non ce la fa più. Non chiamo il cardiologo. Troppo problemi che sfoceranno in rabbia e preoccupazione.
Non voglio essere un peso per nessuno. Ho preso una pillola di tranquillante e sono andata a cambiarmi per la lezione di ginnastica.
Mentre ero in fila sentivo gli occhi dei miei ex migliori amici addosso. Parlavano di sicuro. Parlassero pure. Oramai non mi interessa più di nulla.
C'era la prova di resistenza. Correre no stop per nove minuti. Quando il coach ha dato il via ho iniziato a correre. Per i primi 4 minuti nessun problema,ma poi ho iniziato a sentirmi male. Mi faceva male il petto e mi mancava il fiato.
Con le mie ultime forze ed arrancando sono andata nello spogliatoio e stavo per misurare la pressione,quando tremando e arrancando col fiato mi sono accasciata di nuovo a terra. Il mio stupido cuore non ce la faceva più.
Fine 4 parte
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Dean Winchester immagina (Supernatural)
FanfictionUna raccolta di storie dedicata all'universo di Supernatural, con l'aggiunta di personaggi inventati ;). Spero vi piaccia
