Come hai potuto lasciarmi così? 2

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La nottata è stata un inferno. Non ho chiuso occhio.  Sono stata tutte le ore seduta sul letto,al buio e con le gambe incrociate a chiedermi perché.

La luce della sveglia illuminava la stanza e segnava le 4. Ho preso il telefono ed ho composto in numero di Henry.

Poi però l'ho cancellato. Speravo che mi avrebbe risposto dopo due squilli,come al solito. Ma non sarebbe mai successo. La mia vita era cambiata radicalmente da un giorno all'altro.

Poi ho aperto whatsapp ed ho visto la sua foro profilo. Eravamo io e lui al concerto dei Red Hot Chili Peppers. Eravamo felici,spensierati,con tanti sogni,progetti. Adesso tutto è svanito. Non mi è rimasto più nulla. Se non un mucchio di domande che non troveranno mai risposte.

Ho fatto partire un vocale casuale. Per sentire di nuovo la sua voce.

"Hey Tori. Ti mando un vocale perché sto guidando ahah. Wow che giornata. Abbiamo vinto alla partita di football! Stasera festeggeremo"

E lo abbiamo fatto. Abbiamo festeggiato a modo nostro. Con un torneo di gta alla play.

Era il mio lui,doveva essere il mio lui per sempre.  Ma così non è stato.

Ingoio le lacrime e mi stropiccio gli occhi. Quando si è giovani non si pensa che la tua sorte possa venire a prenderti,ma così non è stato. Dovevo accettare che Henry non sarebbe più stato al mio fianco. Non lo avrei mai più rivisto.

Alle sei i miei pensieri sono interrotti da un suono. Qualcuno bussa alla porta della mia stanza.

"Tori so che sei sveglia. Sto facendo i pancake. Ne vuoi un po'? "

Era la voce di mio padre. Lo ho ignorato. 

Mi sono sdraiata e sono rimasta sveglia. Alle 10 decido di alzarmi. Vado in cucina. C'è un piatto di pancake sul bancone.

"Buongiorno eh. Ti ho lasciato dei pancake."

Vado verso la macchinetta del caffè.

"Tori hai un aspetto di merda. Che succede."

"Niente.  Giornataccia"

Poi sento il suono dei passi di mio zio. Entra in cucina e mi vede.

"Tori. Oddio ho,ho saputo quello che è successo. Stai bene?"

"Perché cosa è successo?"

Mio padre come al solito cadeva dalle nubi.

"Henry è morto papà. Ed io sto bene"

Un silenzio è calato. I loro visi sono diventati tristi. Avrebbero voluto dirmi tante cose. Ma non lo hanno fatto.

"Scusate. Devo andare a fare una cosa."

Sono uscita dalla cucina e dopo essermi vestita ho preso la bici e sono uscita. La collana che mi aveva regalato la ho messa subito ed il ciondolo brillava sotto la luce del sole.

Sono andata al cimitero. La strada che portava al cimitero era in salita ed in mezzo alla natura. Ho faticato un po' per arrivare in cima. Ma alla fine ce l'ho fatta.

Mi sono nascosta in lontananza. Era il suo funerale. Lo stavano seppellendo.

Non ce l'ho fatta ad avvicinarmi ed ad assistere. Troppo dolore. Troppe lacrime. Solo quando tutti se ne sono andati piangendo mi sono avvicinata.

Le converse facevano rumore sulla breccia. I sentieri che portavano alle tombe sono tutti ricoperti di sassi bianchi lisci. Raggiungo la tomba di Henry e mi inginocchio sulla terra ancora morbida.

Poso il mazzo di rose nere che ho comprato,poi guardo la sua lapide.

C'è una sua foto in cui è sorridente e tante piccole farfalle azzurre disegnate.

Poi il nome e la data.

"Henry Smith: 12 febbraio 2003 - 19 marzo 2020"

Ho guardato quel trattino. Tutta la sua vita è in quel trattino. Tutto ciò che è stato è in quel trattino.

Poi ho iniziato a parlare con lui.

"Ciao Henry. Sono qui. Ho appena posato una dozzina d rose sulla tua tomba. È buffo sai. Fino a tre giorni fa parlavamo faccia a faccia. Ed ora sono qui a parlare con la tua tomba.

Ma che cazzo hai fatto? Henry come hai potuto farci questo? Come hai potuto lasciarci in questo modo? Non mi hai nemmeno detto addio. Ed ora? Ora che succederà? Sono arrabbiata Henry. Sono arrabbiata perché non ho potuto salvarti. Le lacrime non tu riporteranno indietro. Lo so perché ho pianto."

Poi sono tornata al bunker. Scendendo il vento mi soffiava in faccia e il sole brillava in cielo.

In cielo che era crollato perché la vita di Henry era fuggita.

Una volta al bunker ho sceso le scale.  Non volevo parlare con nessuno.

"Tori"

Ecco. Mio padre che sbuca da chissà dove

"Si?"

"Senti mi dispiace per Henry"

"Anche a me" il mio era un tono freddo

"Tori non c'è niente di male nel piangere. Ti capisco. Sei triste."

A quel punto sono esplosa

"Io non sono triste. Sono arrabbiata. Henry ha rotto con me ammazzandosi!  E adesso? Tutto quello che mi ha detto e promesso? Non saprò mai se si è trattato di una cazzo di bugia. Le sue ultime parole sono state se lo dici tu. Queste quattro parole papà mi rimbombano in testa testa. Non saprò mai cosa significassero. Ora non ho più nulla."

Mio padre si è avvicinato. Mi ha accarezzato il viso.

"Tori non devi vergognarti di piangere"

Mi tremava il labbro

"Non capisci"

"Capisco cosa?"

"Che... che... che se inizio a piangere ora non la smetterò più."

E a quel punto fiumi di lacrime sono usciti dai miei occhi. Il dolore,la tristezza. Tutto. La sua perdita è stata troppo dolorosa. Gli addii sono quello che ho sempre conosciuto e credevo di essere abbastanza forte da superare anche questo. Ma a quanto  pare mi sbagliavo. Non sono abbastanza forte da superare anche questo.

Le braccia di mio padre hanno avvolto il mio corpo ed io ero lì a piangere.

Piangere non l'avrebbe riportato indietro. Niente lo avrebbe portato indietro. Lo avevo perso per sempre e dovevo farmene una ragione.

"Tori. Tori respira"

Ho inspirato. Poi mi sono asciugata gli occhi.

"Stai male ed è palese. Ma un giorno sarai capace ad andare avanti. Non so quanto tempo ti ci vorrà,ma sappi che io,Sam,Castiel, Jack... tutti noi saremo qui per te."

In questo momento vorrei solo che tutto si fermasse.

Fine seconda parte 

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