"Tori sveglia!"
La voce di mio padre riempie la stanza e mi fa sobbalzare.
"Cosa? Che ore sono?"
"Le 7. Sveglia o farai tardi a scuola."
Sbuffo mentre mi alzo. Oggi è una di quelle giornate no,fuori piove ed io so di non potercela fare. Come se non bastasse mi sento anche male. Sono 4 giorni che non mangio e non voglio mangiare.
Mi sento lo stomaco chiuso e un senso di tristezza addosso.
Mi sono preparata per la scuola e zio Sam e papà mi lasciano davanti al cancello prima di partire per un loro caso. Io entro in classe e mi metto seduta vicino ad Henry.
La professoressa entra in classe.
"Buongiorno ragazzi. Comodi ed ora leggiamo i temi che vi ho assegnato per casa. Winchester iniziamo da te"
Mi alzo in piedi e vado vicino alla cattedra col tema in mano.
Il tema era "io e i miei genitori".
Ho iniziato a leggere
"Mi chiamo Tori, anzi Victoria per l'esattezza. Mio padre mi ha chiamata così perché secondo lui sono una vittoria. Come potete vedere ho molte meches colorate tra i capelli e indosso sempre un berretto di Lana. Ho anche molto tatuaggi. Un nome in enochiano sul fianco destro, la scritta lived happy with disease sul fianco sinistro così via. Se devo essere sincera scrivere questo tema mi ha fatto molto male e sono arrabbiata. Perché nella mia esperienza i genitori portano solo dolore,sia con la loro assenza che con la loro presenza.
Vivo con mio padre Dean che mi ha avuta giovane e con mio zio Sam. Loro non ci sono quasi mai a casa per via del lavoro. Qualche volta sono andata anche io al lavoro con loro ma non so se continuerò l'impresa di famiglia anche se nel settore sono molto brava e conosciuta. Mio padre è un tipo strano. Affascinante ma strano,con molti alti e bassi. Poi ci sarebbe mia madre. Beh non so nulla di lei. Mi ha abbandonata pochi giorni dopo la mia nascita e non so perché. Quindi ora ho molte domande.
Non ero abbastanza? Non sono abbastanza? Perché a me? So di non essere una brava persona e di non meritare il lieto fine,ma non mi merito nemmeno tutto questo. Sono delusa e arrabbiata e non voglio più arrabbiarmi. Papà però ha ragione quando dice che la famiglia non è nel sangue.
Per questo ho deciso di dire basta. Non mi voglio più arrabbiare. Non tutti sono fatti per essere genitori."
"Bene Winchester. Grazie. Può andare a posto"
Ho annuito e sono andata a posto.
Henry mi ha accarezzato la mano ed io gli ho sorriso di sfuggita.
All'uscita sono entrata in un bar per comprare una bottiglia d'acqua. Non sarei mai entrata ma dovevo prendere le mie pillole.
Quando mi sono avviata alla cassa ho visto seduto ad un tavolo un viso familiare. Mio padre con una donna che non conoscevo. Avrà avuto la sua età. Avevano una tazza di caffè davanti e dalla faccia di Dean la conversazione era tutto tranne che piacevole.
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Dean Winchester immagina (Supernatural)
FanfictionUna raccolta di storie dedicata all'universo di Supernatural, con l'aggiunta di personaggi inventati ;). Spero vi piaccia
