Scomparsa finale

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Mio padre è entrato nella stanza. Zio Sam ci ha lasciati soli.

Si è seduto di fronte a me .

"Ciao piccola. Come stai?"

Non lo sapevo veramente. Fisicamente stavo bene. Le morfine mi aiutavano a non sentire dolore. Ma emotivamente ero a pezzi.

"Sto bene"

Ha annuito.

"Tori ho avuto tanta paura. Non sapevo se stessi bene,ed ho avuto paura di non vederti più"

Mi ha stretto la mano ed ho visto che aveva dei lividi sulle nocche.

"Perché i lividi?"

"Li abbiamo trovati. E ti assicuro che non faranno più del male a nessuno."

E ancora non sapeva della violenza. Non so se glielo avrei detto.

"Tori mi dispiace. Per tutto. Se quella notte ti avessi lasciato prendere la macchina non sarebbe successo tutto questo"

"Tanto ormai è successo"

"Ho parlato con Cas"

"E?"

"Ha ascoltato le tue preghiere. Ma come potevi saperlo?"

"Ma non ha fatto nulla per aiutarmi"

"È impotente Tori. Quando non c'eri è stato un vero inferno per me. Perché il peggio di quando perdi qualcuno non è il giorno che lo perdi,ma sono i giorni che seguono. Tu non c'eri ed hai lasciato un vuoto dentro me"

"Parli così perché sei divorato dai rimorsi?"

"Cosa?"

"Papà i rimorsi sono più forti della gratitudine"

"Lo so. Tori io non sono stato un buon padre per te. Sam è stato più padre di quanto io potrò mai essere. Forse è lui veramente tuo padre."

A quel punto gl ho stretto di più la mano e gl ho sorriso. Forse questa esperienza mi ha fatto capire che nel bene e nel male lui e zio Sam sono la mia famiglia. Ed anche se facciamo schifo come famiglia siamo noi. Uniti e forti.

"È vero. Non sei mio padre. Sei solo l'uomo che per sbaglio mi ha concepita,Che mi teneva compagnia la notte quando da piccola avevo paura,mi hai fatto amare la musica rock e le camicie di flanella. Mi hai dato da mangiare e comprato dei vestiti. Mi hai insegnato a guidare,mi hai insegnato ad amare,hai persino accettato Henry. E cosa più importante mi stai facendo costruire un futuro convincendomi a studiare e mi hai accompagnata all'università quando mi sentivo insicura... a me suona molto come papà tutto questo."

Mi ha baciato il dorso della mano.

"Ti voglio bene Tori"

"Anche io papà. "

Improvvisamente tutto l'odio e la rabbia che provavo si sono attenuate. Non provavo più niente. Ero diventata apatica e l'unica cosa che volevo Era passare più tempo con mio padre.

L'uomo della mia vita. È unico nel suo genere e non importa quanto dolore ho provato fino ad ora. Ora sapevo che mio padre ci sarebbe stato per me.

"Tori quello che mi hai detto è molto bello. Ma io non so niente di te. Ad esempio quale è il tuo libro preferito?"

"Arancia meccanica"

"Perché ?"

"Perché no?"

"Pff sei una secchiona. Come tuo zio"

Ho riso. Ma poi sono subito tornata triste. Era la prima volta che parlavo con mio padre di me. Ma il ricordo della violenza mi pesava addosso e mi faceva molto male.

Adesso avevo la prova che quell'atto aveva provocato qualcosa in me. Come un senso di rabbia,odio e inferiorità che mi seguiranno sempre come un'ombra.

Quanto avrei voluto che Cas mi cancellasse quel brutto ricordo dalla mente,almeno posso continuare a vivere in pace. Chissà magari lo farà o magari no.

Il tempo è volato ed eccoci alla sera. Io non ho mangiato niente con la scusa di stare male. E vi dico che ho continuato a non mangiare di nascosto.  Perché se mio padre lo avesse scoperto sicuramente avrebbe fatto qualcosa per evitare che mi distruggessi.

Adesso è notte. Io ho guardato mio padre.

"Papà devo dirti una cosa..."

"Dimmi piccola."

Si è seduto sul mio letto. Abbiamo parlato tanto quella notte. Non la dimenticherò mai. È stata la prima notte e l'unica in cui io e Dean abbiamo parlato liberamente di tante cose. Non dirò tutto quello che ci siamo detti,ma non gli ho mai detto che sono stata violentata e non lo farò mai.

Ma è stata la notte in cui tutti i miei pensieri,sogni e desideri non sono rimasti nell'anticamera del mio cervello. Li avevo espressi tutti.

Ma non mi è servito a nulla. È passato diverso tempo da quando ho parlato con mio padre quella notte,ed ora sono qui,invisibile a guardare mio padre e zio Sam che seppelliscono il mio corpo freddo in una buca dietro al bunker.

Ora dormo sepolta in un campo e l'unica cosa che mi veglia sono una pianta di rose nere che papà ha piantato e che Cas ha reso nera.

Chissà magari tornerò o magari no,ma non sono arrabbiata con nessuno. La vita non va mai come tu desideri,non è nemmeno grigia,ma ora sta seppellendo sua figlia.

Tutti i miei sogno sono morti con me. Spero di aver lasciato un'impronta in questo mondo ed essere ricordata per qualcosa. Vi ripeto,forse un giorno tornerò proprio come mio padre,ma non posso assicurarvi niente.

Ora ho solo dispiacere per mio padre e per il suo dolore. Nessun padre dovrebbe mai seppellire un figlio,ma purtroppo Dio non è mai stato dalla mia parte.

Che dire amici. La mia storia finisce qua. Non è un po' strano che un morto vi stia raccontando una storia senza che voi sappiate che si tratta di una persona morta?

Fine. Che ve ne pare? Scusate ancora per eventuali errori grammaticali. Ma il correttore mi cambia tutte le parole.

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