Tu non eri qui

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Stavo ripassando i cartellini che Sam mi aveva dato.  È stata una sua idea quella di farmi iscrivere ad un talent a squadre con domande varie. Secondo lui io ero molto intelligente.

Avrebbe fatto bene anche a me distrarmi un po' e fare qualcosa di normale una volta tanto.

"Josh prepara i bagagli. Si parte."

"Dove si va?"

"Un vecchio amico ha un problema con un caso. Ha bisogno del nostro aiuto. Andiamo su"

Dopo aver fatto i bagagli siamo partiti. Il viaggio è durato tutta la notte.  La mattina seguente eravamo a destinazione.

Sono scesa dalla macchina e mi sono sgranchita le ossa.

"Su Josh sei giovane. Non dovresti avere problemi alle ossa."

"E invece li ho"

Sam ha riso. Avevamo incontro con questo cacciatore a casa sua. Abbiamo bussato alla porta e una bambina ci ha aperto.

"Ciao piccola. Tuo papà è in casa?" Ha chiesto Sam.

"Non è ancora tornato. Venite la mamma è di là"

La bambina ci ha fatto entrare. La casa era molto bella ed accogliente. La bambina ci ha portato in cucina. Sua mamma era lì.

"Monica?"

"Voi dovete essere Sam e Dean. Accomodatevi. Jake sarà di ritorno a breve. Lei è..."

"Oh io sono Josh.  Piacere."

Mi sono presentata alla signora. Di sicuro questo Jake non sapeva di me perché aveva lavorato in passato con Dean e Sam.

"Ragazzi so tutto del vostro mondo e del vostro lavoro. Jake non è sempre a casa perché siamo conviventi e lavora fuori. Ma appena ha un minuto libero passa di qua. È sempre presente per me è per Lucy anche se non è la sua vera figlia. Quando ci siamo conosciuti Lucy era piccola ma lui la ha accettata lo stesso"

"È una cosa molto bella."  Ha detto Sam. Io stavo seduta vicino a Dean zitta.

"Come vi siete conosciuti voi due e Jake?"

"Ecco tempo fa ha lavorato con noi e nostro padre ad un caso" ha risposto Dean.

"Anche mio padre si chiama Jake"

La signora mi ha guardata.

"Che coincidenza. Siete molto legati?"

"No per niente. La mia storia è  un po' complicata. Bastarda da parte di madre e abbandonata dal padre."

Dean mi ha dato una gomitata.

"Oh beh. Nessuno è perfetto tesoro. Comunque per fortuna che con Jake ho avuto fortuna. Posso offrirvi qualcosa?"

"Possiamo andare a lavarci le mani?" Ha chiesto Sam.

"Certo. In cima alle scale e poi a sinistra"

Io e Sam siamo andati in bagno. Dean è rimasto a parlare con Monica.

Quando eravamo in bagno abbiamo iniziato a parlare.

"Josh non sapevo tutte queste cose su di te."

"Non è una cosa di cui parlare tutti i giorni. Vedi Sam nella mia esperienza i genitori causano solo dolore. Sia con la loro assenza che con la loro presenza. Non ho mai conosciuto mia madre e mio padre è un padre assente e menefreghista. Questo Jake invece è un uomo perfetto. Quanti adotterebbero la figlia della compagna?"

"Non è colpa tua Josh"

"Non è colpa tua Josh. Questa frase mi è sempre rimbombata in testa"

Ci siamo asciugati le mani e stavamo uscendo dal bagno. Mentre scendevo le scale mi sono accorta che c'era un'altra persona. Ho sentito la sua voce.

Quella voce che non potrò mai dimenticare. Improvvisamente tutta la rabbia repressa che avevo dentro si è alzata per poi placarsi.  Quella voce io la conoscevo. Ho rallentato il passo. Sam era già in cucina. Io non volevo entrarci. Mi vergognavo? Avevo paura? Nemmeno io lo sapevo. Speravo che si trattasse di un sogno,anzi di un incubo da cui mi sarei svegliata. Ma invece Ero sveglia e coscente.

Ho continuato a scendere i gradini come una condannata a morte pronta per la fucilazione. I miei passi andavano da soli. Non ero io che volevo camminare ma non potevo farne a meno.

Mi avvicinavo sempre di più alla cucina ed una volta varcata la soglia mi sono fermata. Ho respirato profondamente mentre scrutavo la figura davanti a me.

L'uomo era di spalle. Io conoscevo quella figura. I capelli,le spalle larghe. Era alto. Qualche centimetro più di Sam. E speravo che non avesse il tatuaggio sull'interno del braccio destro.

Non potevo e non volevo crederci. Ho sentito un nodo allo stomaco. Sono entrata in cucina ma nessuno si è reso conto di me perché stavano parlando con lui. Mi sono fatta sempre più vicina.

Ho ingoiato la mia rabbia e la mia tristezza. Dovevo avere un tono deciso ed interrogativo. Cosa che è stata.

"Padre?"

Nel sentire me si è voltato piano. Era incredulo.  Aveva una t shirt ed ho visto il piccolo tatuaggio sull'interno del braccio destro. Joshua 7 dicembre 1994. La mia data di nascita ed il mio nome per intero. Se lo Era fatto per ricordare il mio nome e la mia data di nascita. Quando doveva compilare qualcosa gli sarebbe bastato guardarsi il braccio per ricordare.

"Ciao Josh"

Tutti erano stupiti. Ci siamo guardati per un po'.

"Padre?" Ha ripetuto Dean.

"Ma certo. Come abbiamo fatto a non rendercene conto? Carter,proprio come il Jake che cacciava con noi e che ha avuto una figlia a diciassette anni"

"E Josh Carter. Siamo proprio degli idioti Sam"

"Si lo siete. Se lo avessi saputo non sarei mai venuta fin qui"

"Josh per favore..."

"No. Cioè tu sei qui ora è non sei solo e... o mio Dio"

Stavo impazzendo. Volevo solo strillare. In quel momento ero arrabbiata e delusa e non sapevo cosa fare. Lo dovevo perdonare? Dovevo strillare e fare una scenata? Sarei dovuta scoppiare in lacrime? Jake che non è mai stato capace di fare il padre ora è il patrigno di una bambina. È stato un duro colpo.

In quel momento Monica non era nella stanza.

"Monica non deve sapere di questa storia. Per favore."

Le sue parole mi hanno fatto male. Perché non avrebbe dovuto sapere della mia esistenza?

Fine prima parte. Ragazzi/e come ho già detto nei capitoli precedenti Jake Carter,il padre di Josh ha l'aspetto di Ben Affleck.

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