L'ultimo primo giorno di scuola

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<< Dai, Lyd, smettila di darmi le botte sul casco>>

<< Non mi dire che ti faccio male! Sei proprio un mollaccione Ferri>>

<< Tieniti piuttosto, che poi quando accelero rompi le palle che hai paura!>>

Basta vedere una coppia su una moto ferma al semaforo, che scherza e gioca, con lei che pizzica i fianchi di lui, mentre l'altro finge di essere infastidito, ma in realtà ride innamorato. Ecco. Basta vedere questo per sentire lo stomaco attorcigliarsi e fare così tanti nodi, che ti domandi se sarà più in grado di digerire anche solo l'acqua.

<< Lyd, alla fine che quaderni hai portato oggi? Hai già caricato tutti i libri immagino>>

Walter cerca di distrarmi in ogni modo da quando siamo usciti da casa mia, è sempre stato così, non sopporta vedere le persone a cui vuole bene soffrire, solo che non ha altri modi che non siano il gioco per dimostrarlo

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Walter cerca di distrarmi in ogni modo da quando siamo usciti da casa mia, è sempre stato così, non sopporta vedere le persone a cui vuole bene soffrire, solo che non ha altri modi che non siano il gioco per dimostrarlo. Diletta lo redarguisce a suon di sguardacci. Marco sta in silenzio, mi sta a un centimetro massimo di distanza, ma tace. La verità è che loro non hanno il potere di fare nulla, cioè si certo, possono distrarmi per qualche secondo, ma basta un suono, un soffio di vento e il cuore perde un'altra misura. Sono passati giorni, eppure ho ancora la sensazione che da un momento all'altro potrei svegliarmi da questo incubo e ricominciare a vivere, nella devota speranza di non doverlo incontrare mai più.

Il sole splende alto in cielo, cosa insolita se si pensa alla tragedia del momento. Stiamo per entrare ufficialmente nel nostro quinto anno di liceo, il più temuto, quello che ti porta dritto dritto al terrore di ogni studente che lo abbia anche solo mai sfiorato: la maturità.

<< Ragazzi ma ci pensate

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<< Ragazzi ma ci pensate ...>> Marco sospira malinconico, guardando il cancello sempre più vicino a noi

<< Marco, non dirlo!>> gli intima non troppo velatamente Walter, già pronto a toccare "ferro"

<< Ok, ok, non pensavo fossi così superstizioso>> borbotta l'amico nostalgico dei due

E sono proprio i due maschi a varcare per primi la soglia, mentre Diletta mi si accosta, prendendomi sottobraccio, il suo tocco è così delicato, che mi sembra di tornare tra le lenzuola del mio comodo letto, di non essere in mezzo ad altre centinaia di ragazzi, disperati per la fine dell'estate.

Storia di una ragazza disordinatamente normaleDove le storie prendono vita. Scoprilo ora