Cicatrici

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Ho 18 anni, fra qualche mese 19. Mi sento ancora in dovere di sbagliare nella mia vita, da quando ho ricevuto una delle batoste più grandi, quella che proprio non mi aspettavo, da quando Andrea ha deciso di farmi levare le tende dal suo cuore, ho capito una cosa ... ho il dovere, per me stessa, di provare, di fare quello di cui ho voglia, di non privarmi di niente solo perché non strettamente consigliabile. Sarò immatura, sì, probabile, non ho neanche 19 anni; me ne pentirò fra qualche giorno? Altrettanto probabile, ma adesso voglio farlo.

Entro nel tabaccaio di fronte scuola, sta lì da una vita e ci ho sempre visto andare a comprare le sigarette dai miei compagni di classe e dalla Perticoli, che per fortuna in questo momento è ancora lontana. È passata una settimana dall'inizio di scuola e io ho già il vomito al solo pensarla, chissà come arriveremo alla maturità? L'orario di entrata permette di muoversi con destrezza senza sentirsi troppo osservati, sì, perché ogni volta che si fa qualcosa di poco "raccomandabile" si ha la convinzione di avere gli occhi di tutti puntati addosso, anche se non è quasi mai così.

<< Ce l'hai gli spicci?>>

Mi prende letteralmente un colpo. Mi giro spaventata. Marco tiene la mano aperta con qualche moneta sul palmo, Didi mi sorride, mentre Walter ... be' Walter fa il cazzone come sempre. Non dico niente, ma mi dimostrano per l'ennesima volta quanto non serva parlare, quanto sia inutile aver paura di sentirsi giudicati da loro, sono la mia famiglia. Entriamo tutti e quattro insieme, ma mi avvicino da sola al banco.

<< Un pacchetto da dieci di Winston Blu>>

Ne accendo una appena varcata la soglia del locale, appoggiata con la schiena alla parete esterna dell'edicola ancora chiusa. In questi giorni sono andata a scrocco, ma non potevo continuare. È una cosa sbagliata, lo so, come so che fa male, ma in questo momento sento la tensione nelle spalle sciogliersi leggermente, una sorta di benessere tossico. I miei amici sono qui, continuano a chiacchiere della Pilloni che ha già ricominciato a spiegare, nonostante abbiamo iniziato da una settimana, che la Perticoli vuole fissare il compito di italiano, che Pessicato e le due comari che lo accompagnano sono sempre più insopportabili, come se fosse una novità ...

Vedo parcheggiare il motorino a Davide Farasini, che raggiunge poi l'amico Marfei, anche Davide si accorge di me, salutandomi con un cenno della mano e un sorriso. Abbiamo ricominciato da dove avevamo interrotto ed è il primo anno in cui l'inizio di scuola non mi fa sentire in colpa per essere ancora infatuata da lui. C'è stato un altro uomo che mi ha spezzato il cuore nel frattempo, uno che mi ha fatto capire davvero cosa vuol dire soffrire per amore. Mi viene da ridere a ripensare a tutti i magoni che mi sono fatta venire inutilmente per Farasini, il capriccio di una teenager incuriosita dall'amore, una che sperava di soffrire per avere la certezza almeno di aver amato qualcuno.

Ti dicono che il cuore non si può spezzare, sì, ti dicono che i dolori della vita sono altri. Hanno ragione. Ma io sto male. E il motivo è l'amore, sì, proprio quello che ti dicono essere la fonte di gioia più potente che ci sia al mondo. Vedo Andrea parcheggiare la moto vicino al cancello di scuola e questa gioia non so più da che parte sia, dove si sia nascosta. Amare tanto una persona e passare all'odio profondo per averti ridotto ad essere un'altra, che se l'avessi incontrata un mese fa gli avresti detto di farsi una risata, perché l'amore è tanto di più!

<< Ma quindi oggi conosciamo quella nuova di storia e filosofia?>> chiede Walter al termine dell'ora di fisica, decisamente rilassata ... la Imoletti aveva meno voglia di noi di iniziare col programma nuovo ed ha rimandato per l'ennesima volta alla "prossima lezione"

 la Imoletti aveva meno voglia di noi di iniziare col programma nuovo ed ha rimandato per l'ennesima volta alla "prossima lezione"

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Storia di una ragazza disordinatamente normaleDove le storie prendono vita. Scoprilo ora