"Essere adolescenti. La cosa più crudele che la natura potesse programmare per l'uomo."
Questa è la frase con cui inizia questa storia, la storia di Lydia, un'adolescente che sta iniziando a diventare donna adulta, che non si è mai innamorata di un...
È il sole a fare capolino da dietro la tenda di cotone che ricopre la vetrata della stanza. Mi sveglio sorridente, non capita spesso, di solito ho un muso fin sotto le caviglie, i miei genitori possono confermare. Ma oggi, oggi no ... o almeno non dopo ieri sera e stanotte. È andato tutto meravigliosamente bene, oltre ogni aspettativa. Vederlo così felice mi ha ripagato delle notti insonni spese a lavorare a questa sorpresa, a cercare le foto, a mandarle in stampa nel formato più giusto, a convincere Stefano e Gina ad aiutarmi.
È qui, sdraiato accanto a me, dorme su un fianco e posso vedere il suo dolce viso appena bagnato dalla luce solare, i capelli che assumono dei riflessi caramellati, il suo respiro. Mi sembra di essere in una gigantesca nuvola, sopraelevata da tutto e tutti. Ma si sa che la nuvola è fatta di vapore e che basta un niente per farla sparire.
Il mio cellulare sul comodino segna le 6.30, devo assolutamente tornare a casa, altrimenti i miei si accorgeranno del fatto che non ho dormito lì, avevo promesso che sarei rientrata dopo cena, per fortuna che almeno ieri sera mi sono ricordata di avvisarli che avrei fatto un po' tardi e di andare a dormire piuttosto che aspettarmi svegli come avrebbero fatto.
Ho sbagliato a fermarmi a dormire, lo so, ma non ho resistito. Svegliarmi accanto a lui è una sensazione impagabile, preferisco sbrigarmi a rivestirmi e a correre a prendere l'autobus, che è esattamente quello che faccio. Lui ancora dorme e non ho intenzione di svegliarlo, tanto ci rivediamo tra poco al pranzo a casa mia, papà ha insistito ci fosse anche lui visto che ieri è stato il suo compleanno e voleva festeggiarlo!
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Prendo un pezzo di carta dal cassetto del comodino con una penna, lo so che tiene sempre un block notes lì.
"Sono dovuta scappare, altrimenti i miei mi scoprono!
Ci vediamo dopo, ti amo. L
P.S. Te l'ho mai detto che quando dormi sei ancora più bello?"
Lo lascio appoggiato proprio sul comodino, sotto la nostra foto.
Torrevecchia di prima mattina è già trafficata anche di domenica, è assurdo. L'autobus però per fortuna non ci ha messo troppo tempo e alle 7 in punto riesco a varcare il cancello di casa mia, nel silenzio assordante della tranquillità, questa sconosciuta di solito tra queste mura. Mi piace stare in giardino quando non c'è nessuno, i colori dell'estate lo rendono ancora più magico, ma ora non mi sembra proprio il momento di fermarsi. Mi devo sbrigare.
Entro in casa, posando le chiavi al solito posto, cercando di fare meno rumore possibile. Mi stupisco di essere così brava. Mio padre mi ha sempre presa in giro dicendomi che da piccola ero caduta nella pozione di Obelix, ma non tanto per la "ciccia" quanto per la goffaggine e il mio essere tremendamente maldestra.
Poso la borsa sul tavolo, togliendomi anche le scarpe da ginnastica, alla gonna e alla maglietta ci penso dopo.