Trilogia: THE QUIET AFTER THE STORM 2
Continua la storia d'amore tra Giulio e Margot.
Margot si è trasferira in Oakland per frequentare la facoltà di legge al college di Berkley.
Giulio riuscirà a reggere il peso della lontananza?
Il pensiero di Mar...
Il fine settimana passa sempre troppo in fretta. È lunedì e sono in ufficio, osservo la tazza di caffè implorando silenziosamente che mi svegli. Cole mi ha riempito di lavoro, carte su carte, impazziró per fine giornata.
"Margot" urla dal suo ufficio. Sbuffo e alzo gli occhi al cielo, poi sorrido quando intercetto lo sguardo divertito di Miriam.
"Eccomi" dico entrando nel suo ufficio. "Sta venendo a prenderti Marcus" dice secco e deciso. "Marcus?" chiedo. "Il procuratore" dice fulminandomi con lo sguardo. " Cosa devo fare?" chiedo. "Portare il tuo culo fuori dallo studio" dice sbuffando. 'Cafone, maleducato, stronzo, bastardo'
Prendo il cappotto e la borsa e sbatto rumorosamente la porta del mio ufficio immaginando che nel mezzo ci sia la testa di Cole.
Esco e mi trovo avanti Marcus, gli sorrido e lo saluto con la mano. Indossa un completo grigio, è molto elegante ma per il lavoro che fa non puó essere altrimenti.
"Buongiorno signorina" dice gentile. "Buongiorno signor procuratore" rispondo. "Non invecchiarmi prima del tempo, chiamami Marcus" dice divertito. "Marcus" ripeto e lui mi apre la portiera della sua auto sportiva rossa fiammante.
Mette in moto e partiamo. "Allora Cole ti ha detto dove stiamo andando?" chiede. "No, mi ha detto di portare il mio culo fuori dallo studio" ribatto seccata. "È sempre stato un vecchio burbero, ma è una brava persona" dice. "Per ora ho conosciuto solo il peggio di lui" dico mordendomi la lingua. Sicuramente Marcus riporterà le mie parole a Cole il quale non perderà occasioni per umiliarmi.
"Ovviamente questo resta tra noi" dice rispondendo al mio silenzio. Sorrido.
Arriviamo al tribunale. "Potevo arrivarci a piedi, mi dispiace che sei venuto a prendermi" dico. "È solo che un piacere" dice rivolgendomi un sorriso dolce. "Seguimi" dice salendo le scale del tribunale. Entriamo nel suo ufficio. "Sediti la" dice indicandomi la sedia difronte alla sua scrivania. Mi accomodo e lui prende posto sulla sua poltrona.
Lo osservo in attesa che mi dica cosa fare. "Questi sono i fascicoli di un caso di appropriazione indebita, studiali ed entro fine giornata voglio una relazione" dice osservandomi dritto negli occhi. "Va bene" dico. "Voglio vedere come lavori, Cole mi ha detto che vuoi diventare magistrato" dice. "Davvero?" chiedo stupita. "Si il primo giorno che ci siamo conosciuti" dice.
Resto sgomenta. Allora perchè al pranzo si è comportato da stronzo? Bah.
"Te l'ho detto è una brava persona" dice sorridendomi. Ha un bel sorriso, lo osservo, il suo viso ha dei tratti familiari, mi riporta alla mente qualcuno, ma non riesco ad associarlo a nessuno per adesso.
Qualcuno bussa alla porta. "Avanti" dice Marcus. Dopo poco entra un ragazzo con un carrello pieno di cose da mangiare, caffè, succo, ciambelle, cornetti. Oddio, i miei occhi si illuminano come quelli di una bambina al parco giochi.
"Hai fatto colazione?" mi chiede. "Si, ma le rifaccio volentieri" dico stringendomi nelle spalle. Lui ride. "Posso diventare una tua stagista?" ridacchio. "Non abituarti signorina, non sarà sempre così" dice divertito.
Inizio a lavorare senza sosta, voglio che Marcus non pensi che io sia una stupida senza cervello come mi descrive Cole, ma piuttosto una ragazza in gamba e dedita al lavoro. Leggo i fascicoli e appunto con la matita ció che potrebbe servirmi per la relazione.
Dopo due ore faccio una piccola pausa, Marcus è stato tutto il tempo con me, due ore senza dire una parola.
"Quanti anni hai Margot?" chiede all'improvviso. Distolgo lo sguardo dal cellulare e lo osservo. " Ventitrè" dico " e tu?" chiedo. "Trenta" dice. "Devi essere un tipo in gamba per essere già procuratore a trenta anni" dico e mi pento, sono stata troppo confidenziale. Lui ride " la giustizia è un vizio di famiglia, i miei parenti sono per lo più giudici, avvocati mia zia..." sta per dire ma ad interromperlo è la suoneria del suo cellulare. Lo estrae dalla tasca dei pantaloni, osserva il mittente e poi mi dice : "scusami un attimo" per poi alzarsi e uscire dalla stanza.
Mando l'ultimo messaggio a Giulio e poi mi rimetto a lavorare.
Sono le sei in punto e ho appena finito. Marcus sta leggendo la relazione, Dio che ansia. È concentrato nella lettura e io ne approfitto per studiarlo un pó. Ha i capelli neri sistemati alla perfezione, la mascella squadrata, il fisico è asciutto ma allenato e sto cercando in tutti i modi di capire perchè mi sembra così familiare.
"Perfetta" dice secco e conciso. "Che?" dico stupita. "È perfetta, non c'è un errore" dice sorridente. "Davvero?" chiedo felice. "Si dolce Margot... si Margot" si corregge. Sorrido. "Ora sei libera di andare" dice "vieni che ti accompagno" aggiunge. "Ti ringrazio, ma c'è il mio ragazzo che mi aspetta" dico stringendomi nelle spalle. "Ok" dice distogliendo lo sguardo da me.
"Allora ci vediamo" dico. "Buona serata Margot" dice gentile. "Buona serata Marcus" dico uscendo dal suo ufficio.
Lavorare con Marcus è stato rilassante, non mi ha mai disturbata, ne mi ha impartito ordini assurdi. Anzi mi ha trattato benissimo, è un uomo così gentile, mi ha offerto la colazione e poi il pranzo. Magari tutti i miei giorni di lavoro fossero come questo penso sognante mentre esco dal tribunale.
Percorro le scale e il mio batticuore aumenta a mano a mano che mi avvicino a quello spettacolo di uomo che mi aspetta appoggiato alla sua auto. "Ciao splendore" dico sorridente. "Ciao amore" dice baciandomi con dolcezza. Entriamo in auto. "Sei bellissima, immagino che sia stato un piacere per questo Marcus lavorare con te" dice con una finta risata. "Ho lavorato benissimo, niente offese e poi è stato gentilissimo" dico ed è vero. "Almeno è brutto?" chiede. "Per niente" dico e lui si volta a guardarmi " ma il bello del mio cuore io ce l'ho già" aggiungo appoggiandomi al suo braccio. "Ruffiana" dice baciandomi la testa. "E raccontami un pó che gentilezze ti ha fatto?" chiede curioso. "Mmmm una bella e ricca colazione, un bel pranzo, un lavoro in assoluto silenzio e ha definito la mia relazione perfetta" dico maliziosa. "Ah si?" chiede "ora ti faró vedere io qual'è una relazione perfetta" dice e il mio basso ventre va a fuoco.
Entriamo nel vialetto di casa e Giulio inchioda sul freno, mi sollevo e aggronto la fronte. "E questo che cazzo vuole?" sbraita Giulio uscendo dall'auto e sbattendo forte lo sportello. Sospiro e lo seguo.
***Spazio autrice***
Chi sarà ?? ...
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
Giulio♥️
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.