E mo c vuo?

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« Scusami sei in infermiera ? »
Girai lo sguardo alla ragazza intenta ad aprire la macchina che spostó lo sguardo sulla cartellina che avevo nelle mani dei ragazzi del L'IPM.
« no io.. »
« Alessia sono qui per Ciro, Ciro Ricci, può dirmi la stanza? » non mi fece finire di parlare.
« chi sei? » alzai un sopracciglio.
« la sua.. una sua amica intima.. mi hanno detto che è in quest'ospedale ma non so la stanza, per favore mi aiuti.. »
La sua? Restai a guardarla e alzai un sopracciglio notando le sue braccia scoperte e tatuate, occhi verdi, naso perfetto e labbra carnose.. non sapevo chi fosse ma tutto ciò non mi piaceva per niente, e no non ero gelosa..
« No..non lo so, io non lo so dov'è non lavoro qui.. »
Mentì spudoratamente sapendo che l'avrebbe trovato lo stesso e spostai i capelli dal viso entrando in auto guardandola andare via dopo aver detto un "Grazie".
Afferrai il cellulare dalla tasca guardando il numero di Ciro, gli avevano ridato un suo telefono fino a che non sarebbe uscito dall'ospedale. La voglia di chiamarlo era immensa ma non l'avrei fatto, bloccai il telefono e mi misi a guidare fino all'istituto.

•Ciro•

Era così noioso stare in quel maledetto ospedale, puzzava di medicina e disinfettanti, io puzzavo di quella roba pure se già avevo fatto 20 docce, era inutile.
Avevo i punti e sapevo di non poterla fare, ma di nascosto la sera mi alzavo e la facevo. Si, so capa tosta.
Spostai il ciuffo dai miei capelli e presi il cellulare guardando là chat di Eva, era appena andata via non potevo già contattarla, cercai di alzarmi dal letto ma il mio cellulare squillo, esitai appena e poi risposi.

« Pront? »
« Oh Cirù! »
« Oh Eduà! »
« comm stai? Ca stamm tutt quand in pensiero.. »
« Tutto apposto Edo sto buon, natu paio di giorni e esco, tutt appost la? »
« Tutto apposto, stai tranquillo che già ci stiamo vendicando. »
« Edo, fa o brav.. to dic ij! »
« Vabbuò Cirù, qua ti salutano tutti.. »
« Ricambia tigre. »

Sorrisi staccando subito e poggiai il cellulare cercando di alzarmi piano dal lettino e poggiai la mano sul fianco in modo di non sentir tanto dolore, e mi avvicinai alla finestra, il mare, era così spettacolare.
Chiusi gli occhi per un istante e quell'istante venne interrotto dalla porta.
« Cirù.. »
La voce non mi era nuova, ecco perché mi girai piano e la guardai.
« Alessia.. »
Rimase in silenzio per qualche istante e per questo parlai io di nuovo.

« C cazz c fai ca? »
« Ciro.. »
« Ciro nu cazz.. ti ho aspettato p mis interi.. aro stiv? »
« Giovanni mi ha messa a lavorare.. »
« A fà a puttan? È na fatic quella?? »
« O sai.. le cose non dipendono da me! »
« Vafancul Alè. »

Mi voltai di spalle scuotendo la testa serrando la mascella sentendo tutto l'odio verso quell'uomo che aveva appena nominato, un amico di mio padre, che si occupava di certe ragazze che non voleva per niente aiutare, precisiamo che la mia famiglia è semp stat contro, ma in certe situazioni non ci entravamo, noi il nostro lavoro loro il loro.
« So turnat Ciro.. »
« E io caggia fa? »
« Cì.. ma ti ricordi quando mi avevi giurato.. »
« Ho giurato tante cose a tutti Alessia , e mic le faccio sul serio? Quando prometto Allò so serio. »
Semtì la sua mano sulla mia spalla, non mi toccava da mesi, forse quasi un anno, chiusi gli occhi e le spostai subito la mano girandomi verso di lei.
« E mo c vuo? »
« Voglio essere quella che non sono stata in questi mesi.. »
« Si vnut troppo tardi.. »
« Si stat tu ca nun me saput proteggere! »
La sentì urlare e alzai subito la testa guardandola serio negli occhi.
« Si tu ca nun te vulut fa protegger. »

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