Mo ci credi?

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• EVA •

- No papà, per adesso non c'è li ho.. appena mi pagano te li porto. Va bene? -
- Mi servono quei soldi, per favore. -
- Ti ho detto si. -
- Grazie piccolì. -

Mio padre mi contattava solo quando aveva bisogno di soldi, ero così convinta che lui facesse uso si droga, eppure quel segreto l'avevo sempre custodito in me, fin da bambina.
Chiusi gli occhi restando in infermeria cercando di concentrarmi, ma l'unico mio pensiero era il bacio con Mimmo e lui che ci aveva fissati per tutto il tempo. Non negavo di aver paura, e sapevo che poteva succedere di tutto e che la colpa era solo ed esclusivamente mia.
Mi tirai su e uscì dall'infermeria arrivando alle celle delle ragazze che stavano parlando di qualcosa, ma si zittirono appena arrivai.
« Ah ora nascondete anche voi le cose? »
« Ma si scem Eva? Stavamo parlando che tra un oretta  i ragazzi hanno organizzato una partita di pallone e vogliono che l'andiamo a vedere, ci sei tu? » disse Nad.
Le guardai in modo dubbioso e annuì leggermente sedendomi sul letto di quest'ultima ascoltandole parlare.
« Ma lo sai che Kubra e Pino si sono baciati? »
Sorrisi subito guardando Kubra dopo che Nad disse quella domanda e mi sorrise, ero così contenta per loro, quel ragazzo era perso di quella ragazza color cioccolato, era bellissima.
« Allora che facciamo iniziamo a scendere? Teresa ci aspetta. » disse proprio Kubra.
Annuimmo infatti due minuti dopo eravamo nel cortile, mi sedetti affianco alle ragazze ero presente.. ma non ero lì.

La partita iniziò, e la situazione non mi piaceva per nulla, Ciro aveva strattonato più volte Mimmo, e quest'ultimo non avevo nemmeno reagito una volta, anzi, si allontanava spesso cercando di non toccarlo. La situazione sfuggi un po' a tutti di mano quando proprio Mimmo fece un goal e voltò lo sguardo a me sorridendo, un sorriso che ricambiai finto, mentre le ragazze sorrisero come se avesse fatto chissà che.
Sentì un fischio, il solito fischio che Totò faceva ogni volta che stava per succedere qualcosa, troppo velocemente per capirne qualcosa.

Mi tirai subito su guardando Mimmo accasciarsi sull'asfalto del campetto e Ciro dare subito qualcosa a Milos che fece scomparire in un millimetro di secondi

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Mi tirai subito su guardando Mimmo accasciarsi sull'asfalto del campetto e Ciro dare subito qualcosa a Milos che fece scomparire in un millimetro di secondi.
Rabbrividì a quella scena quando poggiai subito le mani sulla rete e lo sguardo di Ciro cadde sul mio facendomi un sorriso.
Le urla dei ragazzi che indicavano Mimmo sull'asfalto pieno di sangue, l'aveva accoltellato.. Ciro l'aveva accoltellato.
Rimasi immobile e impassibile anche se i miei occhi erano diventati lucidi.
Le ragazze urlarono quando videro la scena e le guardie fecero uscire tutti i ragazzi fuori dal campetto per capire chi fosse stato mentre altre due guardie si occupavano di Mimmo sul suolo.
Fu proprio Beppe a toccare il collo di Mimmo e rialzarlo guardando Lino facendo no con la testa.
Sentì il mondo crollare tutto sulle mie spalle, era morto, e la colpa era soltanto mia.
Le ragazze furono chiuse in cella e Teresa era al mio fianco, i ragazzi erano tutti schierati contro al muro mentre venivano perquisiti e l'unico che aveva il costello era Ivan.
" Portatelo immediatamente in isolamento. "
Urlò il comandante che scese subito alle urla dei ragazzi, Ivan si era preso una colpa non sua, e soltanto adesso capivo quanto quel dannato ragazzo di Ciro.. potesse influenzare le vite degli altri.
Indietreggiai spostando il viso da Mimmo e incontrai il suo sguardo, mentre i ragazzi erano intenti a tornare nelle loro celle. Edo guardò Teresa come per dirgli "mi dispiace" e poi guardò me, non ebbe nessuna risposta.
Feci per entrare dentro ma sentì la sua voce roca:
« Mo le capit o no? O io o nessuno Eva. »
Girai subito lo sguardo a lui e riuscì solo a guardarlo schifata mentre Teresa mi tirò dal braccio andando nella sua camera.

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