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•EVA•

Una settimana da cui avevo messo piede a Napoli, nella mia amata Napoli dopo 2 lunghissimi anni. Mi era mancata  così tanto la mia città, la mia mamma, e forse pure il mio papà. Il profumo dei vicoli di Napoli, l'armonia della gente. Il sorriso dei ragazzi, i ragazzi mi mancavano un sacco.
Milano invece era diversa, era diversa in ogni aspetto, ero semplicemente una ragazzina dei quartieri spagnoli, che a stento nascondeva il suo accento dialetto.
Io e Ciro avevamo deciso di provarci di nuovo, avevamo deciso di tornare nella nostra casa a Posillipo e vi giuro.. potevo sentire profumo di libertà, perché da quel giorno Ciro non c'era un giorno che non si svegliava col sorriso, e in automatico quel sorriso rendeva le mie giornate migliori.
Ammetto che lui qui a Napoli era sempre rispettato, aveva ancora le sue cose che piano piano stava cercando di lasciare, anche se non era facile per lui adesso che il suo papà non c'era più e Pietro suo fratello era diventato papà di un piccolo maschietto di nome Salvatore in onore del papà.

« Oh amo a che stai pensando? »
Chiese intento a sistemarsi i pantaloni della tuta nera che indossava mentre io restai sotto le coperte ancora in pigiama.
« A niente.. »
Gli sorrisi passando la mano sugli occhi e lo vidi avvicinarsi mettendosi a cavalcioni sul mio corpo afferrando i miei polsi portandoli alla mia testa.
Mi sorrise e trattenni il sorriso guardandolo.
« Cre vita mi? »
« Si semp o stess Strunz.. »
Socchiusi subito le labbra sentendo un leggero rialzo alla sua tuta quando la spinse appena tra alla mia intimità.
Avevo un brutto vizio, il mio pigiama era l'intimo, e Ciro mi aveva detto più volte che questa cosa doveva rimanere soltanto a casa, e aveva ragione ma odiavo i pigiami, soprattutto dopo la doccia per questo indossavo l'intimo con la camicetta del pigiama.
Chiusi gli occhi alzando il collo non appena le sue labbra toccarono quest'ultimo, mi beai di ciò, sentendo i baci umidi e castri che lasciava lungo la mia clavicola aiutandosi con la lingua e mordendo appena con i denti, e ciò mi fece ansimare sentendo un leggero pulsare giù al ventre ad ogni sua spinta.
Ogni volta che eravamo a letto era una scoperta, e adesso che ci toccavamo dopo due anni era così strano ma bello. Chiusi gli occhi quando le sue dita slacciarono la mia camicetta del pigiama e morsero il mio seno dentro allunando subit dopo la mano alle mie mutandine rosa, sentì le sue dita accarezzare la mia intimità da sopra alla stoffa e soffocai un leggero ansimo. Alzò lo sguardo ai miei occhi che aprì subito guardandolo e per un attimo quell'imbarazzo che c'era non esisteva più, era come se lo conoscessi a memoria, era come se ne volessi sempre di più di lui, del suo corpo.
« Ciro.. » quasi lo supplicai ad ogni movimento delle sue dita stringendo le mie unghie sulla sua spalla nuda. Decisi di allungare la mano e aiutarlo a liberarsi da quei maledetti pantaloni ingombrati, ma il piacere che le sue dita iniziarono a provocarmi quando infilo le dita nelle mutandine lasciava i miei muscoli voler soltanto rilassarsi e bearsi di quell'enorme piacere che il ragazzo che amavo di più di ogni altra cosa mi stava provocando.
Presi posizione e infiali la mano nei suoi boxer sentendo il suo sesso ormai che chiedeva "libertà", sorrisi contro le sue labbra quando iniziò a baciarmi e entrambe le nostre mani iniziarono a muoversi velocemente e liberandoci del nostro intimo del tutto si sistemò tra le mie gambe entrando in me, e sentì così tanto piacere da non poter trattenere gli ansimi.

Ad ogni spinta era sempre più difficile continuare ma il piacere che stavamo provando di fermarci non ne avevamo per niente intenzione.
Lo spinsi dal petto facendo in modo che cadesse con la schiena sul materasso e sorrisi portando la mano sulla sua guancia accarezzandogli il labbro inferiore con le dita.
« M fai asci pazz Eva.. »
Lo sentì dire, mi fece sorridere, spostai i capelli da un lato e continuai a muovermi su di lui mentre le sue mani accarezzavano la mia schiena nuda e i nostri gemiti venivano soffocati dalle nostre labbra attaccate.
Ciro non amava farsi comandare, avrebbe dominato sempre lui, ecco perché mi fece stendere nuovamente sul letto ma stavolta la mia pancia toccò il materasso e accarezzò appena i miei capelli senza smettere di spingere in me.
Sorrisi mordendo appena il cuscino sentendo il piacere arrivare al culmine e allungai la mano alle coperte stringendole tra le dita.
Forse lui capì che stavo avendo un orgasmo, perché mentre dava spinge forti poggiò la mano sulla mia intrecciando le dita e dopo un paio di spinge sentì un enorme calore in me, un calore enormemente piacevole.. serrai la mascella quando lui uscì piano dalla mia intimità, mi voltai appena e le sue labbra finirono sulle mie.

« Ti amo. » mi disse
« Ti amo.. » risposi accarezzando con le dita i suoi capelli guardando la sua fronte sudata.
Chiusi gli occhi quando il sole entrò dalla finestra ed entrambi spostammo lo sguardo a quest'ultima, sorrisi e fece la stessa cosa anche lui. Si buttò a peso morto quasi al mio fianco e allungò la mano sul mio corpo accarezzando la mia pancia piatta.
« Si bella assai Cinesi.. »
Forse non mi sentivo chiamare così da molto tempo, quanto mi era mancato tutto questo.

Incondizionatamente.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora