L'aria intorno a me scomparve. Lo guardai e incrociai il suo sguardo pieno di terrore.
-Ian io...- non sapevo davvero cosa dire.
Mi strinse di nuovo forte tra le braccia nascondendo il viso nel mio collo e lo cullai cercando di calmarlo.
Volevo fargli sentire che ci sarei stata sempre e comunque, dirgli che poteva fidarsi, ma non ne avevo la forza. L'idea che i suoi genitori sarebbero tornati non mi era mai passata per la testa e ora non sapevo cosa dire, cosa fare, cosa pensare. Ora tutto era in bilico, sospeso e non volevo immaginare come sarebbe andata avanti.
Rimanemmo in piedi nell ingresso per quella che sembrò un'eternità prima che mi riprendessi e lo conducessi sul divano. Atterrò pesantemente sui cuscini e si prese la testa tra le mani.
Accarezzai il suo braccio facendogli sentire la mia presenza. Non volevo forzarlo a parlare se non voleva.
Il mio cuore si sbriciolò vedendolo così. Non era il mio Ian forte, malizioso e giocherellone. Mi stava mostrando il suo peggiore incubo e nel modo più orribile: vivendolo.
Forse se avesse avuto più tempo per prepararsi.. se lo avesse saputo... sarebbe stato diverso.. più pronto..
-Non so cosa fare- ammise e mi presi il labbro tra i denti.
Mi inginocchiai davanti a lui e gli tolsi le mani dalla faccia prendendole tra le mie.
-Non devi pensarci adesso okay? Andiamo a letto- sorrisi debolmente.
-Non lasciarmi Jessica. Ti prego non andartene- mi pregò.
-Non vado da nessuna parte-
Avvicinò lentamente le labbra e premette piano sulle mie. Gli accarezzai la nuca, l'orecchio e la mascella, fino a percorrere con il pollice i suoi zigomi perfetti.
Cercai di mantenere un'aria tranquilla e serena per lui, ma non so quanto ci riuscii davvero.
Lo aiutai ad alzarsi e mi seguì sulle scale. Arrivati davanti alla sua camera mi fermai.
-Aspetta un attimo-
Entrai e mi diressi verso la parte di letto in cui dormiva Mike. Lo scossi un paio di volte chiamandolo.
-Mike svegliati è successo un casino- gli mossi la spalla.
Lo mossi ancora cercando di non perdere la calma.
Aprì gli occhi sbattendo le palpebre e aggrottò la fronte davanti a me.
-Che succede Jess?-
-Ian.. è successa.. una cosa. Mmm con i suoi genitori e ha bisogno di me..-
Non mi chiese altro alzandosi e lo ringraziai per questo. Si premette la mano sulla fronte massaggiandola.
-Stai bene?-
Respirai annuendo.
-È lui che sta male.. io..- Mi morirono le parole in bocca sentendo un peso sul cuore.
Mi abbracciò senza preavviso e mi abbandonai a lui. Ne avevo bisogno.
-Grazie-
Annuì e quando uscimmo trovammo Ian appoggiato alla parete intento a torturarsi le mani.
-Buonanotte- ci disse Mike scendendo le scale.
-Notte- risposi solo io.
Lui mi guardava e gli feci cenno di entrare chiudendo la porta dietro di noi. Si stese sul materasso nascondendo la faccia nel cuscino. Lo raggiunsi mettendomi accanto a lui e gli accarezzai i bicipiti. Guardai il suo profilo schiacciato contro il tessuto e sospirai continuando a sfiorare la sua pelle.
Mi prese sotto il suo braccio annusandomi il collo e mi strinsi al suo corpo caldo. Infilai le dita tra i suoi capelli accarezzandoli e sentii il suo respiro farsi regolare.
Non c'era bisogno di parole, ora bastava che si riposasse e non pensasse a nulla. Il mio cuore prese a martellare sentendo il mio ragazzo farsi piccolo stretto a me.
Quando pensai che si fosse addormentato parlò.
-Non so come mi hanno trovato- circondò con una mano il mio fianco.
-Stavo parlando con Ted quando ho sentito qualcuno chiamarmi- trasalì.
-Quando li ho riconosciuti non sapevo cosa fare. La testa mi diceva di correre via ma c'era qualcosa che mi tratteneva.. volevo davvero tornare a casa, volevo tornare da te. Ma non riuscivo a muovermi- sentii la frustrazione nel suo tono sussurrato.
Premette la fronte sul mio collo stringendomi e io lo abbracciai più forte.
-Mi hanno portato nel parcheggio. Era mezzanotte e volevo andare via- tremò.
-Ma mia madre mi ha stretto le braccia e ha cominciato a piangere dicendo che pensava che non le avrei più parlato. Volevo farlo Jessica. Volevo girarmi e lasciarla lì. Lasciarli lì entrambi- la sua voce si spezzò sull'ultima parola.
Oh tesoro mio..
-Mi hanno detto che volevano parlarmi e gli ho risposto che non avevo più nulla a che fare con loro. Io..- respirò forte e si tirò indietro di scatto girandosi dall'altra parte. Mi affrettai a circondargli i fianchi per non lasciarlo andare e lo sentii sussultare.
-Ian?- Non mi rispose e cercò di divincolarsi.
-Ian guardami- ordinai anche se avevo capito.
Scosse la testa premendola sul cuscino.
-Girati..- lo presi per una spalla e lo feci stendere con la schiena sul materasso. Il suo viso rigato dalle lacrime era la cosa più straziante che avessi mai visto.
-Tesoro..- sussurrai abbassandomi.
Mi stesi sopra di lui e premetti la fronte sulla sua.
-Guardami Ian- dissi dolcemente.
Aprì gli occhi lentamente con lo sguardo appannato. Gli asciugai le guance e le baciai prima di posare un bacio delicato sulle sue labbra.
-Non posso..- singhiozzò piano.
-Lo risolveremo okay?-
-Come faccio? Non ci riesco Jessica- tornò quel bambino bisognoso di cure e attenzioni.
-Sei forte Ian. Sei il ragazzo più bello e più forte che abbia mai conosciuto-
-Solo quando ci sei tu-
-Allora sei anche fortunato, perché non me ne andrò mai- sorrisi e lui con me anche se non gli arrivò agli occhi.
Con una mano mi accarezzò la schiena e mi appoggiai al suo petto.
-Mi hanno abbandonato. Come posso essere di nuovo qui?- disegnai dei cerchi sull'altra mano.
-Io non voglio più averli nella mia vita-
Mi presi un attimo soffermandomi sulle sue parole.
-Potrebbero avere un motivo per essere venuti a cercarti-
-Non mi importa- sospirò.
Gli importava eccome ma non l'avrebbe mai ammesso.
-Mi hanno lasciato nella merda, abbandonandomi a degli zii che non hanno potuto rifiutarmi. Se non avessi avuto Claire e Ben come avrei fatto?! Ci hanno minimamente pensato a come sarebbe stata la mia vita?! La mia fottuta vita senza i miei genitori?! Crescere senza le figure più importanti per me?! Dio solo sa cosa gli farei in questo momento. Quanto mi sto trattenendo dal non spaccare la faccia a mio padre. Mi ha dato a suo fratello!- alzò leggermente la voce.
Mi misi a sedere e lui fece lo stesso. Il petto si alzava e abbassava veloce sotto il suo respiro.
Sapevo cosa provava, mi facevano così male le sue parole proprio perché sapevo esattamente come si sentiva. Ma non dovevo crollare, non in quel momento. Dovevo esserci per lui, come lui c'era stato per me.
-Hanno sbagliato-
Sì pulì le lacrime con un gesto stizzito della mano.
-Jessica sbagliare significa prendere la strada opposta a dove stai andando, confondere un ingrediente di un impasto, scrivere male una parola in un foglio importante, non abbandonare un figlio. Quello è essere codardi ed egoisti- sputò quelle parole.
Ammutolii non sapendo cosa ribattere.
Si girò verso di me soppesandomi.
-Non ci credo che li stai difendendo-
Sentii la rabbia montare insieme a un senso di fastidio.
-Non li sto difendendo Ian- ringhiai.
-Dopo tutto quello che ti hanno fatto pensi davvero che sarei capace di scegliere loro a te?!- respirai.
-È solo che.. se io avessi adesso i miei genitori davanti, vorrei provare a capire perché lo hanno fatto. Mi meriterei una spiegazione e se questa non fosse abbastanza, lascerei perdere e li ignorerei. Senza il rimorso di non averci provato- mi allontanai un poco alzando le spalle.
Faceva male sapere che non avrei avuto quella opportunità.
-Non capisci.. non è la stessa cosa- si tirò i capelli.
-Adesso sei incazzato e ne hai tutti i diritti solo.. provaci. Non sprecare del tempo che potresti usare per riempire quello perso-
Abbassai lo sguardo e presi un lungo respiro silenzioso.
-Cazzo- imprecò puntando i pugni sul materasso e abbassando la testa.
Gli accarezzai ancora i capelli portandomi al suo fianco.
-Non riesco..- sussurrò tremando.
-Ian non pensiamoci più ora okay? Dormiamo un po'-
-E come faccio Jessica?!- tolse la testa dalla mia mano.
Sospirai.
Si alzò e cominciò a camminare avanti e indietro. Si fermò davanti al muro vicino alla porta e prima che potessi realizzare le sue intenzioni, lo colpì forte con un pugno. Troppo forte.
Sentii il gemito di dolore ma non si fermò ripetendo l'azione con l'altra mano.
-Ian!- mezzo urlai.
Non mi ascoltò e continuò a rompere l'intonaco della parete. Balzai dal letto sperando non si rompesse anche le mani.
Mi avvicinai per fermarlo ma qualcosa nella sua espressione mi fece indietreggiare. Gli occhi pieni di lacrime e il viso piegato da una rabbia incontenibile sembravano consumarlo.
-Ian fermati ti prego- mi portai le dita davanti alla bocca in preda a un senso di impotenza.
-Ian..- sembrava sordo alle mie preghiere.
Guardai i suoi pugni battere duramente, cercando di uccidere il nemico immaginario davanti a sé. Che si stesse immaginando suo padre? Avrebbe fatto del male a sua madre se mai si fosse arrabbiato così con lei? Avrebbe fatto del male.. a me?
Un sussulto scappò alle mie labbra quando vidi il sangue rigargli la pelle e quello riuscì a farmi riprendere lucidità.
Se continuava così avrebbe svegliato An e Mike o peggio, i suoi vicini avrebbero chiamato la polizia per il troppo rumore che si sarebbe venuto a creare e nessuna delle due ipotesi era accettabile per me.
-Basta!- lo presi per i fianchi agganciando le mani ai suoi addominali e premendomi forte contro la sua schiena.
S'irrigidì.
-Jess mollami-
-Devi fermarti o sveglierai tutti-
Cercò di liberarsi ma piantai le unghie nella sua maglietta.
-Non me ne frega un cazzo, mollami dannazione!-
Gli posai la mano sul petto sentendo il suo cuore andare a mille. Dio aiutami.
-Non ti lascio andare- gli dissi dolcemente.
-Te l'ho promesso-
Sembrò calmarsi ma solo per un attimo prima di ricominciare a divincolarsi.
Mi portai davanti a lui prendendogli il viso tra le mani, lui mi spinse contro il muro ma lo tirai con me.
-Non voglio farti del male- portò la mano vicino alla mia testa.
-E non me lo farai-
-Jess io devo..-
-Fallo. Colpisci il muro dai! Così magari chiamano la polizia e ti sbattono dentro!- lo interruppi.
-Oppure ti calmi, mi ascolti e risolviamo questa faccenda insieme- socchiusi gli occhi.
-Ma sai che c'è?! Non ti permetterò di andare in prigione, non risolverai le cose a modo tuo! Quindi adesso baciami perché sono stufa di questa conversazione e rivoglio il mio ragazzo!-
Non se lo fece ripetere due volte e fu su di me in un secondo. Le sue labbra premevano forte contro le mie in un bacio disperato, in cui entrambi finalmente respirammo. Mi appoggiai di più al muro quando le sue mani mi accarezzarono la vita e risalirono fino alla mia gola.
-Sono sporco- ansimò.
-Faremo una doccia- giocai con i capelli sulla sua nuca.
-Non voglio macchiarti con le mie stronzate-
-Tutti ne facciamo Ian, non essere così duro con te stesso-
-Potevo farti del male-
-Non lo hai mai pensato davvero-
Silenzio.
-Nessuno è mai riuscito a fermarmi- sussurrò spostandomi una ciocca di capelli dietro l'orecchio.
Sorrisi piano.
-Non ti merito-
Mi si bloccò il respiro e il cuore si gonfiò a quelle parole.
-Sei la cosa più bella che mi sia mai capitata-
Guardai in quegli occhi profondi e vulnerabili e ci vidi il mio mondo per una volta. Vidi la possibilità di un futuro felice e di una vita con lui. Guardarlo piangere mi aveva fatto capire che quello che provavo non era semplice affetto. Lo sapevo già, ma non riuscivo ad ammetterlo a me stessa. Con davanti quegli occhi però cominciavo davvero a sentire che potevo farcela. Che essere di nuovo in balia di qualcuno non sarebbe stato devastante, perché Ian non se ne sarebbe andato, sarebbe stato sempre al mio fianco per proteggermi.
Forse avevo amato Erik una volta, ma quello che provavo per Ian era diverso: più dolce, più profondo, più vero.
-Tu mi hai salvata- sussurrai sfiorandogli la mascella ispida con la punta delle dita.
Mi baciò piano, senza fretta accarezzandomi dolcemente. Mi infilò entrambe le mani nelle tasche dei jeans ma le tolse subito trasalendo.
-Andiamo a disinfettarle- gli presi le nocche screpolate.
-Vado io, devi riposare Jess-
Scossi la testa e aprii piano la porta controllando che tutto fosse silenzioso. Fortunatamente nessuno sembrava essersi svegliato dopo lo sfogo di Ian.
L'orologio segnava le cinque e mi sentii le palpebre pesanti per un attimo.
Entrai in bagno e lo feci sedere sulla tazza.
-Nel secondo cassetto- indicò il mobile.
Aprii lo sportellino prendendo la bottiglietta verde e del cotone e posando tutto sul lavandino.
-Non so quanto brucierà- alzai le spalle bagnando prima un asciugamano.
Il mio riflesso allo specchio era una ragazza veramente troppo pallida, con i capelli a nido e gli occhi gonfi. Sospirai continuando a mettere l'acqua sulla stoffa morbida.
-Sei bellissima- mormorò quando presi la sua mano nella mia.
Sorrisi e lo baciai sulla guancia.
-Anche tu non sei male-
Rise piano mentre io pulivo via il sangue.
A operazione finita buttai l'asciugamano nel cesto dei panni sporchi e preparai il cotone. Mi inginocchiai davanti al mio ragazzo e lui mi studiò in ogni movimento.
-Penso che farà un po' male in effetti- lo guardai.
Annuì cercando di mascherare la preoccupazione.
Tamponai leggermente una nocca e lui trasalì chiudendo i pugni.
-Cazzo Jess-
-Scusa- soffiai sulla pelle.
Continuai l'operazione e ogni volta che gemeva dal dolore faceva un po' male anche a me.
-Ecco fatto- mi alzai con le ginocchia doloranti.
-Grazie a dio- sospirò di sollievo.
Gettai i batuffoli di cotone sporchi e riposi bottiglietta e pacchetto nel mobile.
-Spero che almeno ti ricorderai di questo quando deciderai di prendere a pugni un'altro muro- mi misi le mani sui fianchi.
Alzò un angolo della bocca e venne verso di me schiacciandomi contro la porta. Ghignò divertito facendo scorrere l'indice dalla mia mascella al collo, fino alle clavicole.
-Non mi merito un premio per aver resistito al dolore che mi hai provocato?-
Mi imbronciai alzando un sopracciglio.
-Hai fatto tutto da solo e ti meriteresti una punizione-
-Tipo?- mi sfidò.
Alzai gli occhi al cielo facendo finta di pensarci.
-Niente sesso per una settimana-
Sbarrò gli occhi ma ci lessi un lampo di divertimento dentro.
-Così tanto per aver preso a pugni un muro?-
-Ringrazia che non è quello del college o avresti anche dovuto pagare i danni- sorrisi vittoriosa.
-Comunque non resisteresti- premette i fianchi contro i miei.
-Qui l'unico eccitato sembri tu- mi mossi sulla sua erezione.
Ingoiò un gemito prendendosi il labbro tra i denti. Oddio. Solo quell'immagine poteva portarmi all'orgasmo.
-Ti stai eccitatando.. lo sento piccola- soffiò sul mio orecchio.
Il mio respiro era cambiato, più veloce e ansimante.
-Vedo come il tuo corpo reagisce a me- Mi passò le mani sulla schiena, sotto i seni, i fianchi, fino a posarsi sulle natiche e lasciando dietro di sé una scia di brividi incontrollati. Mi tirò su e gli misi le braccia sulle spalle sentendo i capelli cadermi intorno al viso.
-Sei così sexy- sussurrò prima di prendermi in spalla e portarmi in camera.
-Ian!- battei i pugni sulla sua schiena. Non era la prima volta che lo faceva.
-Sei un cavernicolo- Ridacchiai.
Mi diede una forte pacca sul sedere e io gli piantai le unghie sui reni, non arrivando abbastanza in basso per restituire il favore.
Mi trovai supina sul letto un secondo dopo, con Ian sopra a tenermi le mani chiuse in una delle sue.
Sentii un dito infiltrarsi tra le mie gambe e lo premette proprio lì facendomi ansimare più forte. Mi lamentai quando lo tolse subito per posarlo sul mio fianco.
-Non ne avrò mai abbastanza di te-
Gemetti quando prese il mio seno nella mano.
Continuò a stuzzicarmi tenendomi saldi i polsi sopra la testa.
-Ian..- mi lamentai.
Mi accarezzò dolcemente una guancia guardandomi negli occhi e dentro scorsi quello che non sembrava solo desiderio. Mi si fermò il cuore quando sorrise.
-Grazie piccola-
-Non voglio più vederti così arrabbiato- sussurrai.
Annuì poggiando la fronte sulla mia.
-E voglio che tu sia felice- e farò di tutto perché questo accada.
-Te lo prometto Jess. Non succederà più quello che hai visto- notai che non aggiunse nulla sull'ultima parte della frase.
L'aria tra noi mutò in uno strano silenzio, come se entrambi volessimo dire qualcosa.
-Jess..-
Attesi guardando le sue ciglia fremere.
-Sei tu la mia felicità-
Obbligai le lacrime a non farsi nemmeno strada lungo i miei occhi ma sentii comunque il petto stringersi fino a far male.
Sorrisi tremando e lui si abbassò per baciarmi. Sentii la sua bocca calda e morbida sulla mia aprirsi per far entrare la mia lingua. Sospirammo nello stesso momento e lo sentii gemere il mio nome in modo confuso.
Si staccò ancora con gli occhi chiusi e quando li riaprì ebbi un tuffo al cuore.
-Ti amo Jessica-
Sbarrai gli occhi e la bocca insieme mentre il cuore cominciava a galoppare.
Mi guardò spaventato dalla mia reazione e si allontanò di un poco.
-No- lo ripresi sopra di me.
Gli girai il mento prendendolo tra l'indice e il pollice.
Presi un lungo respiro e deglutii.
-Ti amo Ian-
Ecco, lo avevo detto. Sentii il panico subito montare dentro di me. E adesso? Cosa sarebbe successo?! se avesse cambiato idea? Se mi avesse lasciata? Se se ne fosse andato? Non avrei retto il colpo, non un'altra volta.
Le sue spalle si rilassarono e sospirò di sollievo. Questo mi calmò abbastanza da sorridere.
-Dio Jess mi hai fatto prendere un accidente- si passò una mano tra i capelli.
Risi tranquilla e lo attirai a me per riprendermi ciò che era mio.
-Ti amo così tanto piccola-
Continuai a sghignazzare come una bambina mentre una calma felicità mi scorreva nelle vene.
-Ero così terrorizzato quando sono tornato a casa..- Mi baciò la mascella.
-Poi mi sono incazzato e..- continuò sul collo.
-Ti giuro amore mio non succederà mai più-
Alle parole "amore mio" mi sciolsi completamente.
-Ti amo Ian. Come mai prima-
Mi succhiò il collo e lo prese tra i denti lasciando il marchio di lui.
Mi spogliò piano, senza fretta, ricordandomi quanto fossi bella e quanto mi amasse.
-Ho capito che eri diversa la prima volta che ti ho vista- mi accarezzò una natica.
-Mi sono reso conto che non era semplice attrazione nel momento in cui sei entrata in questa casa- mi sfiorò l'ombelico con il naso.
-Ho saputo che ti amavo quando hai cercato di mollarmi-
Gemetti.
-Ma ora sei mia. Completamente mia Jessica-
Sorrisi inarcando la schiena sotto il suo tocco.
-Sì amore- sussurrai piano.
Non era sesso quello.
Facemmo l'amore. Perché di quello si trattava.
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Breathe
Teen FictionCiò che è mio mi appartiene e non sono disposto a condividerlo con nessuno. Non sono disposto a condividerti con nessuno intesi? Quindi quando premerò le mie labbra sulle tue sarai mia. Mia e di nessun'altro
