Lo guardai negli occhi e mi persi in quelle iridi calde annebbiate appena dell'alcool.
-Ian sei ubriaco..- gli dissi in un sussurro.
Lui continuò a guardarmi senza dire nulla.
-Ci crederesti se ti dicessi che sono più consapevole di quello che sto per fare ora di quando sono sobrio?-
Scossi la testa sentendo il suo profumo dappertutto.
-Beh dovresti- cominciò ad avvicinarsi e io non potei fare altro che fissare le sue labbra avanzare sempre meno distanti dalle mie.
-Ian...- cercai di farlo ragionare.
Era ubriaco, non sapeva cosa stava facendo e io nonostante questo non riuscivo a dirgli di no. Signore, se riusciva a mettermi Ko da brillo figuriamoci quando non lo era.
Forse non avrebbe ricordato, forse si sarebbe dimenticato di questo inutile momento e domani avrebbe avuto solo un ricordo sbiadito o mi avrebbe scambiato per una delle tante, forse..
Non riuscii a finire l'elenco delle motivazioni per cui avrei potuto concedermi una scappatina che la sua bocca era sulla mia. Indugiò un attimo prima di aprirla e divorarmi in quello che sarebbe stato un bacio da far girare la testa anche a una statua.
Chiusi gli occhi e mi abbandonai al suo sapore, gli affondai una mano nei capelli e li tirai bloccando l'impulso di toccare tutto il suo meraviglioso corpo.
Lui gemette nella mia bocca e mi ancorò le mani ai fianchi portandomi sopra di lui. Strusciai con tutto il corpo sopra il suo e ne sentii ogni parte, dai muscoli dell'addome alle gambe toniche. Fece scorrere le dita lungo la mia schiena e una serie di brividi risvegliò la mia spina dorsale.
Le mie mani trovarono il suo collo e la sua lingua compiva magie nella mia bocca.. non avrei dovuto immaginarla su altri parti...
Quando le sue mani scesero e si infilarono appena sotto i miei jeans un campanello d'allarme mi suonò in testa. Era ancora ubriaco, non sapeva cosa stava facendo, domani non si sarebbe ricordato nulla.
-Ian..- cercai di allontanarmi dalla sua bocca bramosa, ma capendo le mie intenzioni mi circondò la nuca con una grande mano impedendomi ogni movimento che non fosse sprofondare ancora di più in lui.
Avevo il fiatone e ansimavo in un modo quasi imbarazzante quando finalmente riuscii a staccarmi di pochi millimetri.
-Ian fermati... sei ubriaco- dissi con il petto che si alzava e abbassava furiosamente.
Con un colpo secco invertì le posizioni e mi ritrovai i suoi avambracci ai lati della testa.
Dio dio non devo svenire.
Qualsiasi essere vivente vedendo Ian Jons in quella posizione avrebbe avuto un attacco cardiaco e fu davvero complicato non attirarlo a me con violenza e ricominciare dove avevo interrotto.
-Jessica...- ansimò stringendo i pugni sul cuscino.
Gesù, Madonnina, santi del paradiso aiutatemi voi vi scongiuro.
-Ian ti prego devi andar.. oddio..- gemetti quando spinse i fianchi contro i miei.
Lo fece di nuovo ruotandoli appena.
Buttai la testa all'indietro e mi morsi il labbro gemendo forte.
-Cristo quanto sei sexy- mi sussurrò sensuale all'orecchio provocando un'altra scarica elettrica.
Strinsi così forte il pugni lungo i fianchi che le nocche mi diventarono bianche.
-Ian guardarmi- lo obbligai a puntare i suoi occhi su di me.
-Sei ubriaco okay? Devi andare a dormire-
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Breathe
Teen FictionCiò che è mio mi appartiene e non sono disposto a condividerlo con nessuno. Non sono disposto a condividerti con nessuno intesi? Quindi quando premerò le mie labbra sulle tue sarai mia. Mia e di nessun'altro
