Chapter 21

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-Hide Park! Mi hai portata ad Hide Park Ian!- urlai.

-Sì pensavo che..- non lo lasciai finire e cominciai a correre tenendo la sua mano in ostaggio.

Ci fermammo solo quando il verde dell'erba e gli alberi ci circondarono.

Ridemmo tra i lunghi respiri.

-Wow- sopsirai guardandomi intorno.

-Ti piace?-

-Lo adoro! Wow Ian è... fantastico. Grazie- dissi guardandolo.

Mi sentii bene, libera da qualsiasi pensiero e respirai a pieni polmoni l'aria umida.

-Prego- mi sorrise.

Ci sedemmo su una panchina sotto i grandi alberi del parco.

-Guarda!- indicai uno scoiattolo che indisturbato attraversava il sentiero ghiaiato che faceva da strada per i turisti.

-Ce ne sono molti qui- il sorriso non abbandonò mai le sue labbra.

Guardai il piccolo animale salire su un tronco per poi sparire tra i rami. La sua coda folta lo seguì dietro le foglie.

-Facciamo un giro?- chiesi.

Lui si alzò e mi tirò su con sé.

Camminammo ridendo per quasi un'ora parlando di Londra e delle storie che Ian conosceva, finché non trovammo un venditore ambulante.

-Mele caramellate! Ian ti prego le prendiamo?!- misi le mani giunte a preghiera.

Lui rise e ci avvicinammo alla bancarella.

-Due mele caramellate- disse lui.

L'uomo anziano ci porse i bastoncini con il frutto ricoperto di zucchero.

-Grazie- ringraziai.

Ian prese fuori le sterline.

-Ian davvero, pago io-

Lui rise scansando la mia mano senza fatica e porse i soldi.

-Risparmiare i soldi per qualcosa di meglio- ripeté le mie parole.

-Ne vale la pena- dissi addentando la mia merenda.

-Non dovevi pagare anche la mia. Avete già pagato la cena della tra sera che sarà costata chissà quanto! Io.. non so come sdebitarmi- Mi sentii imbarazzo.

Mi si avvicinò mettendo la mano libera sul mio fianco e avvicinando la bocca al mio orecchio.

-Un'idea ce l'avrei..- catturò il mio lobo con i denti.

I brividi mi percorsero tutto il copro ma cercai di restare al gioco.

-Hai troppa fantasia- risi.

-Ammettilo che fremi all'idea delle magie che può compiere questa lingua- la fece scorrere sulla parte alta del mio collo lasciando un sentiero caldo e baganto.

Non mi sarei fatta stordire dal suo giochetto. Avrei vinto io.

-Non provocarmi Jons- mi girai verso di lui facendo sfiorare la punta dei nostri nasi.

-Non sai di cosa sono capace- sussurai.

Lui rimase sconcertato, forse per la vicinanza.

-Non vedo l'ora di scoprirlo piccola- disse con voce maliziosa.

Le nostre bocche erano a pochi centimetri di distanza e sentivo il suo fiato caldo accarezzarmi le labbra.

Mi girai veloce per non perdere il controllo del mio respiro e continuai a mangiare la mia mela caramellata.

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