-Hide Park! Mi hai portata ad Hide Park Ian!- urlai.
-Sì pensavo che..- non lo lasciai finire e cominciai a correre tenendo la sua mano in ostaggio.
Ci fermammo solo quando il verde dell'erba e gli alberi ci circondarono.
Ridemmo tra i lunghi respiri.
-Wow- sopsirai guardandomi intorno.
-Ti piace?-
-Lo adoro! Wow Ian è... fantastico. Grazie- dissi guardandolo.
Mi sentii bene, libera da qualsiasi pensiero e respirai a pieni polmoni l'aria umida.
-Prego- mi sorrise.
Ci sedemmo su una panchina sotto i grandi alberi del parco.
-Guarda!- indicai uno scoiattolo che indisturbato attraversava il sentiero ghiaiato che faceva da strada per i turisti.
-Ce ne sono molti qui- il sorriso non abbandonò mai le sue labbra.
Guardai il piccolo animale salire su un tronco per poi sparire tra i rami. La sua coda folta lo seguì dietro le foglie.
-Facciamo un giro?- chiesi.
Lui si alzò e mi tirò su con sé.
Camminammo ridendo per quasi un'ora parlando di Londra e delle storie che Ian conosceva, finché non trovammo un venditore ambulante.
-Mele caramellate! Ian ti prego le prendiamo?!- misi le mani giunte a preghiera.
Lui rise e ci avvicinammo alla bancarella.
-Due mele caramellate- disse lui.
L'uomo anziano ci porse i bastoncini con il frutto ricoperto di zucchero.
-Grazie- ringraziai.
Ian prese fuori le sterline.
-Ian davvero, pago io-
Lui rise scansando la mia mano senza fatica e porse i soldi.
-Risparmiare i soldi per qualcosa di meglio- ripeté le mie parole.
-Ne vale la pena- dissi addentando la mia merenda.
-Non dovevi pagare anche la mia. Avete già pagato la cena della tra sera che sarà costata chissà quanto! Io.. non so come sdebitarmi- Mi sentii imbarazzo.
Mi si avvicinò mettendo la mano libera sul mio fianco e avvicinando la bocca al mio orecchio.
-Un'idea ce l'avrei..- catturò il mio lobo con i denti.
I brividi mi percorsero tutto il copro ma cercai di restare al gioco.
-Hai troppa fantasia- risi.
-Ammettilo che fremi all'idea delle magie che può compiere questa lingua- la fece scorrere sulla parte alta del mio collo lasciando un sentiero caldo e baganto.
Non mi sarei fatta stordire dal suo giochetto. Avrei vinto io.
-Non provocarmi Jons- mi girai verso di lui facendo sfiorare la punta dei nostri nasi.
-Non sai di cosa sono capace- sussurai.
Lui rimase sconcertato, forse per la vicinanza.
-Non vedo l'ora di scoprirlo piccola- disse con voce maliziosa.
Le nostre bocche erano a pochi centimetri di distanza e sentivo il suo fiato caldo accarezzarmi le labbra.
Mi girai veloce per non perdere il controllo del mio respiro e continuai a mangiare la mia mela caramellata.
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Breathe
Ficção AdolescenteCiò che è mio mi appartiene e non sono disposto a condividerlo con nessuno. Non sono disposto a condividerti con nessuno intesi? Quindi quando premerò le mie labbra sulle tue sarai mia. Mia e di nessun'altro
