JESS POV
I giorni continuavano a passare e dopo quell'incontro al bar avevo visto Ian poche volte e solo di sfuggita.. di certo non si poteva dire che non avessi notato la schiera di ragazze che lo seguivano e il modo da cascamorto che usava con ognuna di loro. Avevo incontrato Stacey nei corridoi e questa mi aveva fulminato con delle occhiatacce per niente nascoste, al che presumevo che la storia con Ian fosse finita nell esatto momento in cui ero uscita dal locale, due minuti in più al massimo.
-Jess eccoti!- Sam mi raggiunse al tavolo della mensa con il suo vassoio carico di insalata e pezzi di pollo.
-Ehi Sam-
Lei si sedette e appoggiò la testa su una mano.
-Hai sentito?-
-Cosa?- le chiesi addentando la mia mela.
-Jons se l'è fatta con Tessa Cray. Adesso sta andando in giro a raccontare i particolari e.. non te li raccomando- fece una smorfia.
Cercai di mantenere un'aria disinteressata e per lo più indifferente ma non potei ignorare la fitta che mi si presentò nello stomaco.
-Che ti aspettavi?- chiesi alzando le spalle.
-Pensavo si fosse calmato.. da quando.. niente lascia stare-
-Sam parla- la spronai guardandola.
-Da quando sei arrivata sembrava aver diminuito le scampatine.. insomma ti ha portata pure a casa sua..-
-Ci ha fatto un piacere per non farci tornare a Glasgow- la interruppi.
-Sì ma.. niente, solo che sembrava quasi diverso-
Quelle parole non potevano farmi più male.
-Non sono una maga Sam, non posso cambiare le persone-
-Perché non vi parlate più?-
-Sono successe un po' di cose- bevvi.
Lei spalancò gli occhi e si bloccò con la forchetta a mezz'aria.
-Non sarai micca andata...-
La guardai a mia volta.
-Sam! No!- alzai gli occhi al cielo mentre i ricordi mi affollavano la mente.
Lei sospirò rilassandosi.
-Bene.. mi hai fatto prendere un colpo-
Risi e mi alzai prendendo la cartella da terra.
-Devo andare, tra poco ho una lezione di recupero- gemetti.
Lei annuì comprensiva e mi salutò con la mano mentre mi dirigevo verso l'aula di matematica.
-Buon pomeriggio signorina..-
-Packwood- risposi sedendomi in uno dei dieci banchi vicini alla cattedra.
-Ah Jessica Packwood. Molto bene vedo che è puntuale- sorrise l'uomo di mezza età alla cattedra.
Annuii e presi fuori quaderno e astuccio. Dieci minuti dopo erano tutti presenti e il professore cominciò con il suo ripasso. Fu l'ora e mezza più lunga della mia vita tra appunti e calcoli non ebbi nemmeno un momento per pensare. Meglio così. Non avevo nulla di bello a cui dedicare tempo.
***
Uscii stremata e con il mal di testa dall'aula, contenta di potermi finalmente riposare. Avrei potuto dormire un po' o leggere il libro che avevo preso dalla biblioteca. Sarebbe stato un pomeriggio rilassante.
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Breathe
Fiksi RemajaCiò che è mio mi appartiene e non sono disposto a condividerlo con nessuno. Non sono disposto a condividerti con nessuno intesi? Quindi quando premerò le mie labbra sulle tue sarai mia. Mia e di nessun'altro
