Corsi su per le scale con Ian davanti che mi tirava impaziente.
-Vai piano, ho dei trampoli ai piedi!- risi.
-Toglili- si fermò sul mio piano guardandomi con il fiatone.
Feci come mi aveva detto e mi sentii subito meglio sentendo il pavimento freddo sotto di me. Lo guardai con un sorrisino e lui mi imprigionò contro il muro attaccando le sue labbra alle mie.
-Con questo vestito mi fai impazzire Jessica- disse sulle mie labbra.
Lo attirai più vicino e lui percorse la mia coscia con la mano mandandomi brividi in tutto il corpo.
-Ti voglio. Ora- disse stringendomi una natica.
Lo ripresi per mano e lo condussi verso camera mia correndo sulle punte dei piedi e tenendo le scarpe nell'altra mano.
-Ma An tornerà- si lamentò lui.
Aprii la porta e la richiusi spingendolo contro di essa con la schiena.
-Uomo di poca fede- dissi sbottonandogli il primo bottone della camicia.
-Ho chiesto a Sam di ospitarla per questa notte. Helen sarà di sicuro con Thomas- lo guardai negli occhi.
Lui rimase fermo per cinque secondi guardandomi solo con quegli occhi che mi facevano sentire speciale.
-Sei fantastica piccola- ancorò una mano alla mia nuca e mi premette con forza sulla sua bocca.
Ansimai a quell'attacco improvviso ma mi ripresi agguantandolo per la camicia e trascinandolo con me sul letto senza staccare il bacio.
Mi scappò un gridolino quando caddi sul materasso con Ian sopra e lui mi zittì infilandomi la lunga in bocca.
-Cristo non resisto più- disse cominciando a togliermi il vestito con foga.
-Abbiamo tutta la notte- lo sfidai.
Fermai le sue mani focose, mi alzai e mi tolsi da sola l'abito ripiegandolo per bene sulla sedia.
-Oh davvero?!- disse il mio ragazzo steso sul letto con mezza camicia sbottonata e fuori dai pantaloni.
-Ehi quel vestito è il più bello che ho. Devo trattarlo bene- incrociai le braccia al petto coprendomi. Volevo sembrare disinvolta e solo irritata, mentre invece morivo di vergogna davanti ai suoi occhi.
Non ero mai stata timida con i ragazzi. Non in quelle situazioni almeno. Ma con Ian era diverso, volevo piacergli io come persona, come Jessica, non solo per il mio corpo. Ed era tremendamente difficile stare sotto il suo sguardo che sembrava trapassarmi il corpo.
-Non coprirti- mi beccò subito.
-Vieni qui- allungò una mano verso di me e io l'accettai pur di far qualcosa e non dover stare ferma.
Mi tirò con forza e ricaddi sopra di lui a peso morto, nonostante questo non si scompose e immerse una mano nei miei capelli prima di unire ancora e ancora le nostre labbra.
-Sei bellissima-
Sorrisi nel bacio e accarezzai la sua mascella ispida.
-Mi sembrava di aver capito che avessi fretta- lo stuzzicai.
Lui rise.
-Sai sempre come distrarmi-
Detto questo ribaltò le posizioni e mi imprigionò sotto di lui, ne approfittai per togliergli definitivamente la camicia e lanciarla via.
-Ti piace quello che vedi?- ripeté la frase di una notte di una vita fa.
L'unica differenza era che ora potevo dire la verità.
-Mmm- annui passando il palmo aperto sui suoi addominali.
Tremai quando le sue mani mi accarezzarono i fianchi andandosi a posare sul gancio del reggiseno. Lo slacciò e lo tolse rimanendo a guardare il mio corpo.
-Ian...- mi mossi a disagio coprendogli gli occhi.
Lui rise di nuovo togliendo la mia mano dal suo viso e si abbassò per baciarmi il collo e risalire fino all'orecchio unendo i nostri corpi.
-Adesso basta scherzare- la sua voce si abbassò diventando roca.
Un brivido mi corse lungo la spina dorsale.
-Mi hai fatto aspettare fottutamente troppo prima di portarti in camera. Quindi adesso ti scoperò così forte che ti sentiranno fino in giardino- baciò la parte sensibile sotto il lobo e io gemetti con il cuore che batteva a mille.
-E poi ti scoperò ancora e ancora...- scese lungo il mio seno, la pancia, fino ad arrivare alle cosce che strinse divaricandole.
-Mi piace il pizzo. Vedo che te lo sei ricordata- sorrise scorrendo un dito lungo le mie mutandine.
Ero troppo spaesata per rispondere quindi mi limitai ad annuire più volte.
Con uno strattone tolse anche l'ultima mia barriera e sentii l'eccitazione crescere e aumentare notevolmente davanti al mio Ian dominante.
-Cristo piccola sei fradicia-
Continuai ad annuire puntando i talloni sul materasso. Il linguaggio sporco unito alle sue azioni erano un mix letale per la mia povera esistenza.
-Oh Jess cosa mi fai- sussurrò prima di immergere la lingua nella mia intimità.
Ansimai forte stringendo i suoi capelli e guidando la sua testa mentre lui mi teneva ferma prendendomi per le natiche.
-Ian..- gemetti sentendo il piacere scorrere lungo il mio corpo.
Urlai quando improvvisamente aggiunse due dita dentro di me continuando a compiere magie con la lingua.
-Vieni per me Jessica-
E non tardai a obbediglirgli. Poco dopo scoppiai in un orgasmo travolgente ansimando il suo nome in un gemito strozzato.
Quando riaprii gli occhi lo trovai sopra di me sorridente e quasi mi sciolsi davanti a quel viso perfetto.
-Voglio ricambiare- lo spinsi sul materasso e prima che potesse dire qualcosa gli avevo già slacciato i pantaloni.
Li tirai giù insieme ai boxer strappandogli un gemito sorpreso. Mi abbassai su di lui come aveva fatto con me.
-Anche io posso essere impaziente... e non sarò l'unica ad essere sentita questa notte- sussurrai e gli lasciai un bacio sorridendo trionfante del suo respiro accelerato.
Scesi lentamente il suo corpo fino ad arrivare all'erezione. Lo presi in mano e accarezzai piano tutta la lunghezza aumentando la presa e la velocità gradualmente. Avvicinai la bocca e baciai la punta guadagnandomi un gemito da parte sua. Sorrisi e cominciai a prenderlo davvero giocando con mani, bocca e denti.
-Cazzo- grugnì tirandomi per i capelli.
Vederlo gemere e dimenarsi sotto di me mi faceva sentire potente. Tutte le cose che avevo imparato all'orfanotrofio non mi sembravano più tanto schifose se facevano impazzire Ian.
Aumentati ancora e un lungo basso gemito lasciò la sua bocca. Rovesciò la testa sul cuscino imprecando.
-Dio sono..- ansimò.
Quando venne mi tirai su con un sorrisetto guardandolo appagato e inerte sul letto.
-Piccola sei... fantastica. Non so davvero cosa ho fatto per meritarti-
Risi e lo baciai mischiando i nostri sapori.
-Dammi cinque minuti e sono dentro di te-
Nascosi l'ennesimo brivido che mi procurarono le sue parole e mi stesi sopra di lui muovendo i fianchi sopra i suoi.
-C'è tanto tempo ancora- sussurrai.
-Non è mai abbastanza con te- mi accarezzò.
Chiusi gli occhi lasciandomi cullare dalle sue braccia forti e protettive. Quando lo sentii di nuovo pronto mi stesi sul materasso e lo guardai posizionarsi sopra di me.
-Non sarò dolce-
-Scopami Ian- dissi di nuovo impaziente.
Entrò in me con prepotenza riempendomi subito e io urlai mordendomi forte il labbro.
-Ti voglio sentire Jessica-
Gemetti quando uscì e rientrò forte ripetendo il gesto più volte.
Andò avanti per un bel po' mentre io piagnucolavo per il piacere e accompagnavo i suoi movimenti.
Venni urlando e ansimai il suo nome parecchie volte prima di rilassarmi del tutto. Lui mi seguì subito dopo gemendo forte e nascondendo la testa nel mio collo.
Accarezzai la sua nuca sudata sentendo il respiro di entrambi rallentare mentre eravamo stesi abbracciati. Inalai il suo profumo sorridendo quando mi accarezzò la schiena tracciando un leggero percorso con la punta delle dita.
-Ti amo- sussurrò così piano che ebbi paura di aver sentito male.
-Ti amo ti amo ti amo- ripeté baciandomi il collo e la spalla.
-Ti amo anch'io- lo guardai e feci incontrare le nostre labbra facendoci sospirare entrambi.
-Vuoi dormire?- mi chiese stringendomi.
-Non avevi detto che mi avresti scopata ancora e ancora?- gli feci il verso arricciando il naso.
-Oh si tesoro. E ho intenzione di mantenere la promessa- mi ribaltò sotto di lui e lo sentii già di nuovo duro.
Lo baciai cercando con tutta me stessa di non essere completamente alla sua mercé. E fallendo miseramente.
***
Quando mi svegliai ero completamente intorpidita. Il peso del braccio di Ian sul mio stomaco mi ricordava la sua possente presenza.
Lo guardai dormire beato con il corpo coperto solo per metà e fantasticai su come dovesse essere svegliarsi sempre così. Rimasi a fissarlo per cinque minuti buoni passando dai lineamenti addolciti dal sonno sul suo viso, all'addome scolpito, alle gambe muscolose nascoste dal lenzuolo. Spostai un ciuffo ribelle dalla sua fronte e frenai l'impulso di accarezzarlo per non svegliarlo. Guardai l'orologio che segnava le otto e mezza.
Tolsi con cautela il suo braccio e mi alzai stirandomi lentamente, mi presi del tempo prima di andare in bagno barcollando leggermente con i postumi della sbronza. Aprii l'acqua della doccia e camminai davanti allo specchio completamente nuda aspettando che divenisse calda.
Mi alzai i capelli sulla testa e li lasciai ricadere, li pettinai con le dita districando i nodi e risi felice.
Entrai e m'infilai subito sotto il getto bollente accogliendo il calore che fece diventare la mia pelle rossa. Non mi preoccupai del tempo che ci misi soltanto per sciacquarmi e continuai a canticchiare mentre l'acqua scorreva sul mio corpo.
Sperai che Ian entrasse con me ma probabilmente era straziato dopo la festa e la nostra nottata. Ci eravamo addormentati alle cinque dopo aver parlato un po' e passato la notte più attiva di sempre. Sorrisi al ricordo e mi insaponai i capelli per bene passando poi al corpo.
Dieci minuti dopo ero ancora intenta ad accarezzare le gambe passandoci sopra il sapone mentre a tratti ridevo cantando e probabilmente sbagliando le parole o inventandole se non le ricordavo.
Quando uscii mi sentii rinata e anche tutto l'alcool che avevo bevuto sembrava essere scomparso. Mi avvolsi in un asciugamano enorme e morbido prima di tamponare i miei capelli cercando di togliere più acqua possibile.
Dopo un attimo di indecisione accesi il phon e li asciugai velocemente. In fondo una piccola diabolica parte di me voleva svegliare Ian, in modo che passasse del tempo con me e non a dormire nel mio letto.
Quando rientrai in camera però lo trovai ancora profondamente addormentato con un braccio allungato nella parte di letto che avevo occupato io.
Feci una smorfia ma mi diressi verso l'armadio per prendere un cambio. Lasciai cadere l'asciugamano ai miei piedi e presi fuori un paio di reggiseno e mutande, mi piegai per raggiungere la maglietta di Mike in fondo all'armadio, poi decisi di lasciarla lì e raccogliere la camicia di Ian da terra. Lasciai perdere l'intimo appoggiandolo sulla sedia e infilai l'indumento che odorava di lui.
Abbottonai i primi bottoni e mi bloccai al quarto non riuscendo a infilarlo nell'asola.
-Perché ti stai vestendo?-
Sobbalzai alla sua voce impastata.
-Non ti serviranno-
Mi girai continuando ad allacciare la camicia.
-Mmmm- gemette in approvazione.
-Ti stanno bene i miei vestiti-
Non capivo perché i maschi fossero così attratti nel vedere la loro donna indossare i propri indumenti. Ma finché Ian mi avesse guardato in quel modo mi sarei messa qualsiasi sua cosa.
-Tuttavia ti preferisco senza nulla addosso-
Alzai gli occhi al cielo e mi avvicinai a lui sedendomi a cavalcioni sul suo stomaco. Lui mi prese per i fianchi guardandomi con malizia.
-Buongiorno anche a te- alzai un sopracciglio.
Con uno scatto mi bloccò sotto di lui fermando i miei polsi sopra la testa.
-Buongiorno piccola- mi baciò piano appoggiando la fronte alla mia.
Lo guardai adorante cercando un contatto ma lui si tirò indietro continuando a tenermi giù. Lasciò una mano a tenere i miei polsi e l'altra la spinse sotto il tessuto che copriva la mia pancia, salendo fino a stringere un mio seno. Fremetti sotto di lui.
Poi sorrise e senza preavviso entrò in me. Spalancai gli occhi e presi un respiro prima di buttare fuori l'aria con un suono strozzato.
Senza dire una parola cominciò a muoversi e io mi persi in fretta lasciandomi portare felicemente al limite da lui.
Quando si sdraiò accanto a me, entrambi appagati, rotolai su un fianco e mi appoggiai nell'incavo del suo collo.
-Che signor risveglio- risi strofinando il naso contro il suo orecchio.
Rise anche lui prendendomi più vicina.
-Hai fame?- chiese accarezzandomi un braccio ancora coperto dalla sua camicia.
Scossi la testa abbracciandolo.
-E tu?-
-No- mi strinse a sé.
Mi rilassai contro di lui e rischiai di addormentarmi ancora.
-Hai fatto la doccia?- chiese baciando i miei capelli.
-Mm-mm-
-Perché non mi hai aspettato?- potei praticamente vedere il suo sorrisetto.
Gli tirai uno schiaffo sul braccio.
-Io ti ho aspettato ma tu sei troppo pigro- lo guardai puntellandomi sul gomito e chinando la testa da un lato.
-Scusa piccola- disse sporgendo un poco le labbra e facendomi sciogliere.
Mi misi seduta a gambe incrociate fissandolo dall'alto.
-Non so se ti perdono- gli feci la linguaccia provocandogli una risata.
-Non vivresti senza di me- mi derise.
-Sei tu quello che ha bisogno di me- gli rigirai l'accusa.
-Eh va bene allora andrò da Ashley, sai, quella del nostro corso di me letteratura- cominciò pure ad alzarsi il bastardo.
Assottigliai lo sguardo.
-Ho la tua camicia-
-Non penso che le ragazze del corridoio si lamenteranno se esco mezzo nudo- sorrise spavaldo.
Gli poggiai una mano sul petto rispingendolo sul materasso con forza.
-Io potrei andare da Drew..- sussurrai.
Non c'era bisogno che sapesse che stava praticamente con Sam e che quindi non lo avrei toccato, erano piccoli dettagli.
-So che si sente con Sam- mi fregò ancora.
Sbuffai e riflettei in fretta.
-Allora penso che Ty mi accetterebbe volentieri. Dalla faccia che ha fatto ieri sera credo non si tirerebbe indietro- vidi i suoi occhi scurirsi e sorrisi dentro di me.
Fottiti Jons. Con me non puoi vincere.
-Ty non oserebbe nemmeno avvicinarsi- sussurrò duro.
-O Nathan. Sai quel tuo amico biondo? Ha un fascino da surfista che mi attira- continuai imperterrita sapendo il suo odio per il povero ragazzo.
-Sì credo che sceglierò Nath. È davvero molto...-
Non riuscii a finire la frase che venni spinta sotto il suo corpo e tutto il peso di Ian si stese su di me. Lo guardai sfidandolo e vidi i suoi occhi neri e un cipiglio tra le sue sopracciglia.
-Tu sei fottutamente mia Jessica-
Sorrisi beffarda.
-Nessuno può toccarti eccetto me dannazione- ringhiò.
Pressò il suo corpo contro il mio come a provarlo e mi feci scappare un piccolo gemito.
-Mia- sussurrò a un centimetro dalle mie labbra.
Gli presi i capelli sulla nuca tirandoli.
-E tu sei mio. Intesi?- assottigliai lo sguardo.
Piegò metà della bocca in un sorriso.
-Solo e soltanto tuo-
-Non provare mai più a nominare quella troia di Ashley o giuro su Dio che..- venni interrotta dalle sue labbra spinte contro le mie.
Mi aggrappai alle sue spalle e la sua lingua s'infiltrò nella mia bocca giocando. Poi si abbassò sulla base del mio collo succhiando forte e leccando la pelle prima di alzarsi soddisfatto.
-Mia- ripeté prima di baciarmi di nuovo.
Lo ribaltai di schiena e salii sopra di lui senza interrompere il bacio, gli morsi il labbro inferiore tirandolo e guardandolo mentre mi sedevo dritta mantenendo le ginocchia ai lati dei suoi fianchi. Mi strinse il sedere e io cominciai a slacciarmi la camicia lentamente sotto il suo sguardo voglioso che diventava sempre più profondo e scuro. Quando me la tolsi lanciandola via gli sorrisi e mi abbassai per baciarlo.
-Non puoi battermi- sussurrai languida.
Gemette forte tornando a gattoni sopra di me. Prese una mia gamba allacciandosela al fianco e accarezzandola da dietro al ginocchio, lungo la coscia, fino alla mia intimità che superò stringendomi un fianco.
-Sei mia. Ho il montepremi in tasca-
***
-Smettila!- gli tirai un cuscino contro ridendo.
Lo scansò senza fatica continuando ad avvicinarsi.
-Dai piccola non andiamo- mi baciò dietro l'orecchio avvolgendo le braccia sul mio stomaco.
Sam e gli altri avevano deciso di pranzare tutti insieme e ovviamente anche io ed Ian eravamo stati invitati. Più che mangiare avremmo sicuramente parlato, io di certo non avrei ingerito nulla fino a sera. Quando tutto l'alcool sarebbe stato smaltito.
-Siamo stati in camera per quasi undici ore- mi piegai per prendere le scarpe.
-Non fare così- spinse i fianchi contro il mio sedere e arrossii tirandomi su.
Allungai un braccio dietro di me prendendogli la nuca e girai la testa per baciarlo lentamente. Poi strusciai contro di lui accogliendo il lamento che si espanse contro le mie labbra.
-Dobbiamo passare un po' di tempo con i nostri amici- mi staccai andando verso lo specchio e guardandomi il collo.
Nonostante avessi provato a coprirlo il segno viola continuava ad essere evidente spuntando per metà da sotto la maglia. Non avevo mai amato particolarmente i succhiotti ma quello era un marchio di Ian, e mi piaceva lì dov'era.
-Non puoi fare così e poi andartene come se niente fosse- si lamentò.
-Ho imparato dal migliore- lo guardai attraverso lo specchio.
Lui sorrise furbo e si posizionò dietro di me.
-Ti amo, lo sai?-
Annuii.
-Anche io ti amo- sorrisi come una bambina.
Dopo un attimo di silenzio non sentii più il pavimento sotto i miei piedi.
-Ian!- urlai e un secondo dopo stavo cadendo sul letto con lui sopra e una sua gamba tra le mie.
-Non andiamo- disse perentorio.
-Sì che andiamo-
-No-
-Sì-
-Vuoi costringermi?-
-Assolutamente- mi tolsi un capelli dalla faccia passando una mano sulla fronte.
-Provaci- rise e mi baciò accendendo la fiamma dentro di me.
Provai a staccarlo debolmente e lui sorrise sulla mie labbra quando sentì che mi stavo arrendendo.
-Ho vinto?- chiese guardandomi e staccandosi solo di un millimetro.
Annuii facendo una smorfia e si riavvicinò.
-Aspetta- lo bloccai mettendogli le mani sul petto. Lui corrugò le sopracciglia.
-Passami il telefono. Devo dirlo a Sam- sbuffai per la mia poca forza di volontà.
Le sue labbra si aprirono in un sorriso mettendo l'apparecchio nella mia mano.
Scrissi in fretta.
Io e Ian non veniamo... ci vediamo domani a lezione :-*
Poi lo appoggiai al comodino e mi buttai sopra il mio ragazzo rilassato, steso accanto a me con le braccia alzate sul cuscino.
-Sei uno stronzo, egoista e approfittatore- lo additai cercando di nascondere il sorriso.
-No, sono solo innamorato di te Jess- sorrise.
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Breathe
Teen FictionCiò che è mio mi appartiene e non sono disposto a condividerlo con nessuno. Non sono disposto a condividerti con nessuno intesi? Quindi quando premerò le mie labbra sulle tue sarai mia. Mia e di nessun'altro
