Chapter 4

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Tutti sembravano odiavare il martedì, e non perché ci si dovesse alzare presto la mattina; no quello lo facevamo tutti i giorni. Pareva più per qualcosa in particolare.

Guardai il foglio dei miei nuovi orari e seguii An verso la classe di biologia. Incontrammo vari ragazzi e ragazze che salutarono la mia amica. Ma come faceva?! Eravamo qui da un giorno e lei era già diventata amica di mezzo istituto.

Ci sedemmo nelle file in fondo alla classe e anche lì ricevemmo occhiate e saluti. Mi furono presentati alcuni studenti di cui non ricordo bene il nome forse uno si chiamava John o Jack era biondo... no forse moro.. e una ragazza che probabilmente si chiamava Jenny era il capo delle cheerleader. Gli altri erano solo ricordi di facce sbiadite.

Il professore entrò nell'aula e notai che non aveva una cartellina o qualcosa di simile per tenere i libri, era semplicemente a mani vuote.

-Buongiorno ragazzi. Come sapete oggi andremo in auditorium.-

Guardai An che alzò le spalle con aria interrogativa.

La classe si mosse verso la porta e noi seguimmo la massa. Arrivammo in una grande sala con centinaia di sedie su cui i ragazzi presero svogliatamente posto. Mi stupii della reazione di tutti: all'orfanotrofio non c'erano cose come questa, le lezioni erano lunghe e noiose e la maggior parte delle volte non si capiva niente delle parole della direttrice.

Tra la folla vidi Mike e lo salutai con la mano imitata da An, lui ci fece l'occhiolino di rimando. Dietro di lui Ian mi fissava e distolsi veloce lo sguardo sedendomi.

Il brusio fu interrotto dalla voce microfonata del preside che chiedeva silenzio e presentava il tizio accanto a lui.

-Bene ragazzi. Salve a tutti. Oggi parleremo della droga e degli effetti collaterali che si possono verificare se assunta in modo esagerato.- disse lui.

Uno sbuffo generale uscì dalle bocche di tutti compresa la mia. Ecco perché tutti non volevano venirci. Questi discorsi si fanno dalla prima elementare! E non dico dall'asilo solo perché non ci sono andata.

Mentre il tipo in camicia parlava, il mio sguardo vagava per la stanza sulle facce dei presenti. C'era chi parlava, chi rideva e i più fortunati delle file dietro potevano chiudere gli occhi e dormicchiare indisturbati per un po'.

An mi diede una gomitata e mi voltai verso di lei.

-Quanto dura sta roba?- chiese annoiata.

-Non so spero poco.- le sussurai.

-Come se all'orfanotrofio non le avessimo mai viste ste cose- si lamentò.

Sospirai. Là c'era un giro vero e proprio di spacciatori. Gente più grande che vendeva ai più piccoli, ragazzi di quattordici anni che bevevano come dei cinquantenni. Anche Mike era entrato nel Giro un anno e io avevo preso la mia prima sbronza a tredici anni ma questo ad An non lo avevamo mai detto. Lei non sapeva nulla della vera merda di quel posto che noi chiamavano "casa"  Aveva sí visto il Giro, la droga e l'alcool ma non aveva mai provato l'esperienza sulla sua pelle.

Cercai Michael con lo sguardo ma non lo trovai. Mike era l'unica persona che poteva dire di conoscere praticamente tutto di me. Il ragazzo biondo dagli occhi verdi era come un fratello per me.

Mi riscossi dai miei pensieri. Non volevo, potevo e dovevo pensare. Non faceva bene né al mio corpo né alla mia mente. Continuai la mia ispezione in cerca del mio migliore amico e finalmente il mio sguardo fu attirato dal suo. Gli mimai con la bocca di vederci in mensa dopo e lui annuì. Alla sua destra Ian ci fissava sogghignando, gli lanciai uno sguardo truce provocando solo una sua risata.

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