Quando entrai in camera An era addormentata sul letto ancora vestita. La capivo alla perfezione, anche io ero stanca morta e avrei fatto volentieri una bella dormita di dodici ore, nonostante la sera prima avessi dormito molto più del solito.
Tornare a scuola era proprio una merda.
Presi un cambio comodo dall'armadio fatto di pantaloncini e canotiera prima di recuperare lo zaino abbandonato sul pavimento.
Mi sedetti con un tonfo alla scrivania e presi fuori i libri di geografia. L'indomani avrei avuto un test e se volevo riuscire a passare quella materia dovevo mettermi sotto con lo studio. Tanto anche.
Gemetti aprendo il libro e guardando le pagine completamente sottolineate o evidenziate.
Furono le due ore peggiori della mia vita. Continuavo a sbuffare e a guardare l'orologio, leggevo e non memorizzavo, appoggiavo la testa alla carta e dovevo rialzarmi di scatto per non addormentarmi.
-Maledizione- mi diedi una pacca in fronte rimettendomi dritta contro lo schienale.
Finalmente dopo circa tre ore mi alzai sgranchendo le gambe. Erano le sei e avevo sprecato un intero pomeriggio a studiare e se mi andava bene avrei preso una D.
Mi stropicciai gli occhi e chiusi il libro con forza. Presi il cellulare trovando due messaggi di Ian.
Vieni da me dopo? O vengo io?
Piccola rispondimi ho voglia di vederti.
Scrissi veloce una risposta.
Scusa stavo studiando per il test di geografia. Non ne posso più, penso che andrò a letto presto. :-( Ci vediamo domani a lezione. Ti amo xx
Mi buttai sul materasso facendo cigolare le molle al di sotto, presi il libro di letteratura per leggere qualcosa in assenza di un libro vero e proprio. Dovevo andare al più presto in biblioteca.
Cominciai a sfogliare la pagine alla ricerca di un racconto che attirasse la mia attenzione, ma l'unica cosa che attirai fu Morfeo.
***
Sentii qualcuno che mi sfilava qualcosa da sotto la mano.
Socchiusi gli occhi girandomi su un fianco.
-Scusa non volevo svegliarti- si giustificò An posando il libro sul comodino.
-Tranquilla è meglio così- sbadigliai.
-Devo ripassare geografia- mi grattai una spalla prima di tirarmi le coperte al mento.
-Che ore sono?- chiesi.
-Quasi le otto- mi rispose dal bagno.
Quando tornò nella stanza si sedette sul suo letto e si coricò nella mia stessa posizione guardandomi.
-Sai vero che dobbiamo finire un discorso?-
-Mmmm- Si lamentò chiudendo gli occhi.
-Voglio sapere come stanno le cose An-
Rialzò le palpebre e mi guardò a lungo prima di sospirare.
-E va bene- si girò di schiena.
Io annuii lasciandole qualche secondo.
La vidi incerta ma cominciò lo stesso per accontentarmi.
-Come già sai, Mike mi ha detto ogni cosa che avrei voluto sentirmi dire in questi giorni. Mi ha trattato come una regina, mi ha fatta sentire bene- chiuse gli occhi e sospirò di nuovo come se le facesse male.
-Ma ho bisogno di tempo. Io di lui non fido più- ammise corrugando la fronte.
La vidi velocemente scivolare via da me.
Mi stesi anche io guardando il soffitto senza dire niente.
-Hai ragione An-
Mi parve di vederla annuire.
-Ti ho già raccontato quel che è successo e sono arrivata alla conclusione che non posso perdonarlo adesso. Devo farlo per me stessa-
La guardai e il suo viso era completamente piegato in una smorfia per trattenere il pianto.
-Ieri ha provato a baciarmi di nuovo..- la sua voce si incrinò.
-Mi sono tirata indietro- tirò su col naso.
Dio mia piccola, forte ragazza.
Mi alzai ed entrai sotto le coperte con lei abbracciandola. Si aggrappò forte alla mia felpa singhiozzando.
-Io lo amo Jessica-
-Lo so- sussurrai accarezzandole dolcemente i capelli.
-Fa male.. fa tanto male- pianse.
-Lo so- ripetei stringendola.
Mi sentivo un po' in colpa per averla obbligata a parlare. Se la cosa la faceva stare così male non avrei più chiesto niente.
-Mi dispiace averti spinta a raccontarmi tutto- dissi.
-No, va bene. Avevo bisogno di dirlo a qualcuno-
Rimanemmo così per un po' mentre si calmava.
-Sto bene- si staccò.
Si pulì il mascara colato sporcandosi le dita di nero.
-Sono un disastro- rise guardandosi le mani.
Ammiravo la forza con cui reagiva.
Mi spostai per farla alzare.
-Sto morendo di fame- disse andando in bagno per lavarsi.
-Anch'io- concordai sentendo lo stomaco brontolare.
-Facciamo in giro in mensa?-
-Certo- mi alzai e indossai i vestiti della mattina.
Prima che potessi aprire la porta mi abbracciò di nuovo e io di riflesso m'irrigidii.
-Grazie- bisbigliò staccandosi subito dopo e uscendo prima di me.
La seguii giù per le scale fino alla grande sala quasi deserta alle otto e trenta di sera.
-Chi non muore si rivede!- disse Sam seduta a un tavolo.
Sorrisi prendendo posto accanto a lei.
-Scusatemi ma ieri mi sono addormentata di botto- spiegai.
-Tranquilla ce lo ha detto An-
-Se andate ora forse trovate ancora qualche patatina da mangiare- Ty indicò il bancone.
Tornai da loro con un vassoio pieno di patatine e una sprite. An invece con un'insalata e una bottiglia d'acqua.
Oh fanculo la dieta mi sentivo a digiuno da mesi.
-Allora ragazze. Venerdì ci sarà una partita- continuò Ty, che notai solo dopo, essere l'unico maschio della tavola.
-Ci saremo- confermò Sam rubandomi una patatina e facendomi l'occhiolino.
-Grande!-
-Drew?- le sussurrai bevendo.
Alzò le spalle.
-Aveva dei compiti-
Alzai un sopracciglio.
-Ma tutto bene..-
-Oh sì procede- rise e le brillarono gli occhi.
Sorrisi tornando a concentrarmi sulla mia cena.
-Helen ci sei?- il riccio le passò la mano davanti alla faccia.
Lei fece un balzo e annuì appoggiandosi al gomito sul tavolo.
-Lei e Thomas hanno litigato- mi spiegò Sam piano.
-Oh...- non lo credevo possibile in realtà. Davvero.
Helen e Thomas erano la coppia più unita, moralmente e fisicamente, che avessi mai visto.
-Come mai?-
-Non lo so. Non ne voleva parlare-
-E poi forse faranno una festa che..-
-E con Ian?-
Sorrisi mangiando l'ultima patatina e mi pulii le mani mentre rispondevo.
-Tutto benissimo- dissi felice.
-Mi fa piacere. Non credevo davvero che qualcuno potesse mettere un guinzaglio a Ian Jons- rise coprendosi la bocca con la mano.
-Già..- dissi continuando a sorridere come un ebete.
Helen e An si erano messe a parlare. Probabilmente si capivano in qualche modo..
-Con Mike invece?- chiese avvicinando la sedia alla mia.
Sospirai scuotendo la testa e Sam abbassò le spalle.
-Beh ragazze grazie della considerazione. È un piacere parlare con voi- Ty si alzò scherzando dirigendosi verso la porta.
Noi tutte ridemmo salutandolo finché con un gesto della mano non scomparve dietro la porta.
-Mi sembra di aver sentito di una festa quindi..- iniziò Sam.
Alzai gli occhi al cielo.
-Io non penso verrò- disse Helen passandosi una mano tra i capelli.
-Ti appoggio in pieno- feci un pollice in su.
-Assolutamente no. Non se ne parla!- ci additò.
-Tu verrai e anche tu- rincarò la dose An.
-Esatto. Tu farai capire a Thomas di essere stato un coglione per qualsiasi cosa abbia fatto- sbatté una mano sul tavolo in direzione della sua povera compagna di stanza che la guardava scandalizzata.
-E tu- mi guardò con determinazione.
-Farai impazzire Ian per... non lo so. Una sana scopata e basta!- urlò.
-Sam!- Sbarrai gli occhi trattenendo una risata.
-An tu sarai talmente sexy che Michael morirà solo a guardarti- la indicò con un sorriso crudele.
-Nessuna obiezione chiaro?!-
-Sissignora- scattammo insieme noi tre.
Sam in versione fashion blogger mi faceva davvero paura, non osavo controbattere.
-E tu? Devi far colpo su Drew se vuoi che si faccia avanti- dissi guardandola.
-Infatti dopo che avrò sistemato voi, mi darete una mano- incrociò le braccia convinta.
Il nostro destino da bambole nelle sue mani era ormai scritto.
-D'accordo- disse a malincuore Helen.
-Verrò-
-Io pure a quanto pare- alzai le spalle.
-Molto bene- disse Sam.
An batté le mani.
-Non vedo l'ora!-
-Certo che fai davvero paura quando si tratta di feste- sentenziò Helen con un sorrisetto.
Scoppiammo a ridere e andammo avanti per un po' con le lacrime agli occhi. Mi sembrava passata una vita da quando avevo condiviso un po' di tempo solo con le mie amiche.
Sam ci spiegò il primo abbozzo delle idee che aveva per il nostro outfit e poi parlammo delle vacanze e della scuola finché non arrivò la signora della mensa.
-Ragazze io devo chiudere la cucina e spegnere tutto qui-
-Oh! Che ore sono?- chiesi.
-Le dieci meno cinque- controllò sull orologio azzurro al polso.
-Ci scusi ce ne andiamo subito- disse la mia migliore amica.
Ci sorrise slegandosi il grembiule.
-Buonanotte- la salutammo uscendo.
-Buonanotte ragazze-
Salimmo le scale insieme trovando Tilly a pulire il pavimento in mezzo al corridoio poco illuminato.
-Ancora in giro?- disse guardandoci male.
-Ancora a lavoro?- ribattè Sam.
Lei alzò le spalle e noi proseguimmo verso le nostre camere.
-Allora venerdì alle cinque tutte da noi- disse Helen.
-Va bene- annuimmo.
-Buonanotte-
-A domani-
Aprii la porta e accesi la luce.
-Vado in bagno-
-Mm-mm- An si stava mettendo il pigiama.
Chiusi la porta e presi dall armadietto le pillole, la dottoressa mi aveva confermato che se le prendevo anche un'ora prima o un'ora dopo facevano comunque effetto e non causavano problemi.
La ingoiai con l'acqua del rubinetto, feci pipì e tornai in camera per cambiarmi. An era già a letto.
Mi infilai sotto le coperte rilassandomi e agguantai il cellulare dal comodino.
Ti ho cercato tutta sera, ma quando ti ho visto in mensa con le tue amiche non ho voluto disturbare. Mi sembravate molto prese dalla conversazione ;-) Buonanotte piccola. Ti amo.
Sorrisi allo schermo e sperai con tutto il cuore che non avesse sentito il commento di Sam sulla serata di venerdì.
IAN POV
Alla fine avevo sentito Ash e mi ero scusato per la sfuriata a causa di mio padre. Dovevo ammetere che mio cugino mi conosceva meglio di me stesso a volte e la cosa un po' mi preoccupava.
Andai alla ricerca di Jessica, non sopportavo l'idea di non vederla fino a domani. Raggiunsi la sua camera e bussai due volte ma quando non ricevetti risposta continuai la mia discesa per le scale.
Dubitavo che potesse essere andata in giardino, era buio e l'aria si era fatta comunque fresca anche se era quasi maggio.
Svoltai nel corridoio della mensa e mi trovai davanti Ty.
-Ehi Jons!-
-Ty- gli battei il pugno che mi porgeva.
-Mi sto organizzando con i ragazzi per ritrovarci a bere qualche volta. Ci siamo un po' persi ultimamente-
-Hai ragione- mi passai una mano tra i capelli.
-C'è bisogno di una serata soli maschi davanti a una bella bottiglia di vodka-
Lui rise annuendo.
-E venerdì ci sarai alla partita?-
-Non so.. devo chiedere a Jess, ma penso che ci saremo-
-Oh la tua ragazza ha già confermato la sua presenza! È in mensa con An, Sam e Helen- indicò dietro di sé sorridendo.
-Allora credo proprio che ci vedremo-
-Comanda lei eh?- rise.
Mi vennero in mente le nostre continue lotte per dominare.. a letto.
-Più o meno- risi anche io.
-Allora ti lascio andare dalla tua donzella. Io mi butterò sul letto, in compagnia della mia amata- si mise a posto gli occhiali sul naso.
-Che sarebbe?- chiesi divertito.
-Ma la playstation Jons! Quella donna ti sta fottendo il cervello!-
-Può essere- risi perdendomi un po' nei miei pensieri.
-Vado. Notte- mi salutò con la mano.
-Notte Ty-
Proseguii verso la mensa sentendo Sam impartire ordini riguardo non so cosa e buttai la testa dentro per spiarle.
-Non lo so.. una sana scopata e basta!- urlò tranquilla.
-Sam!- la voce divertita di Jessica la seguì a ruota.
Sperai davvero che fosse riferita a noi quella affermazione. Già mi tremavano le ginocchia. Se Sam prendeva le redini di qualcosa c'era da preoccuparsi. Parole di Jess, non mie.
Sam si rivolse ad An su qualcosa di sexy, Michael e morire e pensai di aver capito appieno il suo piano.
Mi dileguai al "Sissignora" pronunciato dalle ragazze. Non volevo rovinare la serata di Jess in compagnia delle sue amiche.
Le mandai un messaggio per darle la buonanotte mentre salivo le scale.
-Buonanotte Tilly!- dissi passandole accanto e provocando un suo sbuffo.
-Vai a letto Ian-
-Vado vado- risi correndo su.
Mi chiusi la porta alle spalle trovando Stone seduto sul letto mentre leggeva una rivista.
-Serata tranquilla- dissi buttandomi sul materasso.
-Direi di si- alzò lo sguardo per poi riportarlo ai fogli.
Stetti in silenzio per un po', poi mi cambiai e andai in bagno.
-Ho visto le ragazze in mensa. Stavano parlando con Sam e Helen- mezzo urlai dal bagno.
-Mi fa piacere che passino un po' di tempo con loro. Basta che non si avvicinino ai miei compagni di squadra- rispose Mike.
Risi tirando l'acqua e mentre mi lavavo le mani suonò il mio cellulare.
-Telefono Ian-
-Sì arrivo-
Corsi in camera pensando che fosse Jessica che si era liberata e voleva vedermi, ma di nuovo un numero sconosciuto apparve sullo schermo. Provai a ricordare se qualche cifra era uguale, ma la testa che pulsava incessantemente non mi aiutava affatto. Magari era solo Jess che mi stava chiamando con il telefono di Sam perché il suo era scarico, o Ash che chiamava con quello di un amico perché aveva dimenticato il suo, o zia Claire che..
-Non rispondi?- mi risvegliò Mike dal mio stato di trance.
Annuii portami lo schermo all'orecchio.
-Pronto?- non sembrava nemmeno la mia voce.
-Ciao tesoro sono la mamma-
Non risposi e mi sedetti sul letto guardando fisso avanti a me.
-Avevo paura che non mi avresti risposto-
Mi stropicciai gli occhi.
-Cosa c'è?- chiesi esausto. Non volevo più parlare con loro.
La sentii trasalire per il mio tono duro.
-Come stai?-
-Bene-
Passò un secondo di silenzio.
Guardai Mike e lui capì la situazione scomoda pur non sapendo chi fosse a parlare con me, si alzò, andò in bagno chiudendosi la porta alle spalle e aprì l'acqua della doccia. Lo ringraziai mentalmente e gli fui davvero grato.
-Io e tuo padre.. ecco pensavamo che sarebbe bello magari.. una volta.. uscire noi tre- deglutì.
Io feci lo stesso.
-Non credo sia una buona idea- dissi senza alcuna emozione.
-Per favore Ian. Dacci la possibilità di spiegare-
-E cosa vorresti spiegare?!- urlai.
-Il motivo per cui mi avete abbandonato?!-
Sentii silenzio dall'altra parte, solo lo scroscio dell'acqua mi teneva compagnia.
Poi lei tirò su col naso.
-Sono stata un mostro lo so. Non mi sono comportata da madre e mi pento ogni giorno per quello che ho fatto amore mio..-
-No- la interruppi.
Lei non mi amava. Non aveva il diritto di chiamarmi così. Solo Jess. Solo Jess. Solo Jess.
-Perdonami. Hai ragione ad odiarmi. Ma dacci il tempo di parlare. Poi deciderai cosa fare-
Non dissi nulla.
-Ti prego-
Sospirai. Era pur sempre mia mamma. La donna che odiavo ma che comunque nel profondo sapevo di amare ancora e non l'avrei abbandonata come lei aveva fatto con me. Io non ero come loro.
-Va bene- dissi e non ci credetti nemmeno io.
-Ma da scuola posso uscire solo due volte di regola- mi tenni la terza nel caso ci fosse davvero stato qualcosa di importante per cui uscire.
-Va bene, parleremo anche noi con il preside. Grazie tesoro, grazie-
Feci una smorfia.
-Devo andare. È tardi- dissi.
-Sì, certo va bene. Buonanotte, ci vediamo-
-Ciao- grugnii.
-Ti voglio..- staccai la chiamata non potendolo davvero sentire.
Non mi voleva bene. E tantomeno era una madre. Allora perché avevo accettato?! Maledizione ero stato un idiota.
Michael uscì dal bagno cinque minuti dopo asciugandosi i capelli con un asciugamano.
-Tutto bene?-
-No- Corrugai la fronte.
-Grazie per prima-
-Di niente.. è.. successo qualcosa?-
-Oh solo i miei genitori che hanno trovato il mio numero di telefono non so dove e adesso vogliono vedermi per "chiarire le cose"- risi amaro.
Lui sbatté le palpebre un paio di volte.
-Ne hai parlato con Jess?-
-In realtà è stata lei a dirmi di dargli un'altra possibilità. Fosse stato per me, li avrei già messi su un aereo per tornare da dove sono venuti-
Annuì sedendosi di fronte a me.
-Mi dispiace Ian- mi mise una mano sulla spalla.
-Passerà anche questa- dissi credendoci per metà.
***
Avevo passato la notte continuando a rigirarmi nel letto, volendo chiamare Jess ma sapendo che non potevo. Dovevo resistere e prendermi le mie responsabilità, aveva ragione. Dovevo almeno provarci con loro.
Chiusi l'armadietto con forza trovandomi davanti il viso perfetto della mia ragazza.
-Buongiorno piccola- la presi tra le braccia baciandola prima che potesse replicare.
-Ciao- sorrise per quell'attacco.
-Qualcosa non va?- chiese guardandomi.
Scossi la testa baciando il palmo della sua mano.
-Ian parliamone-
-Ho risentito i miei-
Trattenne un respiro e intrecciò le nostre dita mentre camminavano lungo i corridoi.
-Cosa volevano?-
-Vedermi- sospirai.
Si bloccò e io la tirai dolcemente perché mi affiancasse nuovamente.
-Cosa.. cosa gli hai risposto?-
Mi presi un attimo prima di parlare.
-Che ci avrei provato. Come mi hai detto tu-
Sorrise e si fermò davanti alla sua classe di francese.
-Potevi dirmi qualcosa ieri sera. Sarei venuta-
-Non nel senso che voglio io- ammiccai e mi diede una spinta.
-Sei uno stupido Ian Jons-
-Sì ma mi ami-
-Ma ti amo- mi si avvicinò circondandomi il collo con le braccia e portando la sua bocca a un millimetro dalla mia.
-Sono orgogliosa di te- mi diede un piccolissimo e svelto bacio mentre suonava la campanella.
-Non arrivare tardi a lezione. Ci vediamo dopo- entrò nell'aula facendomi l'occhiolino.
-Non distrarti a pensarmi- sorrisi e lei mi mandò al diavolo.
Corsi verso chimica incontrando Brad a metà strada.
-Ho accompagnato Amber in classe e sono in super ritardo-
-Ho accompagnato Jess in classe e sono in super ritardo-
-Non avrei mai pensato di sentirtelo dire- rise.
Entrammo in classe mentre la prof si sedeva alla cattedra.
-Jons, Holt! Sempre in ritardo!-
-Ci scusi prof abbiamo accompagnato le nostre ragazze in classe- ridemmo salendo i gradini verso le file dietro mentre lei borbottava.
-Questo martedì si fa lezione ragazzi e non voglio sentir volare una mosca. La prossima settimana c'è il test-
Uno sbuffo generale si diffuse nella classe.
-Ehi Ian venerdì c'è una festa dopo la partita-
-Vediamo di far ubriacare per bene le nostre donne-
Rise concordando e dandomi il cinque.
STAI LEGGENDO
Breathe
Genç KurguCiò che è mio mi appartiene e non sono disposto a condividerlo con nessuno. Non sono disposto a condividerti con nessuno intesi? Quindi quando premerò le mie labbra sulle tue sarai mia. Mia e di nessun'altro
