Saaràn avanzò lento lungo il crinale, seguendo il movimento sinuoso dei fianchi del cavallo quasi fosse una danza.
Giù in basso vide il macilento carro con la Yurta sopra e le poche cose che costituivano tutto quello che la sua famiglia possedeva: quattro vecchie vacche tanto magre da vederne le ossa e tre giovani cavallini Tarpan pezzati, due maschi e una femmina, che sentendoli arrivare si fecero attenti.
Alla vista dei suoi simili, il vecchio pezzato nitrì e scosse la testa.
Quando i cavalli più giovani udirono il richiamo di Monglik gli corsero incontro, scuotendo i fianchi e scalciando l'aria per la contentezza del suo ritorno.
Erano il suo branco ed erano brutti quanto lui se non di più, eppure, o forse proprio per questo, i quattro pezzati erano molto uniti tra loro.
Erano svegli, intelligenti, adattabili a ogni esigenza che si presentasse, pronti a recepire le novità meglio di qualunque altro Tarpan, eppure portavano su di sé il marchio del Naaxia.
Sangun il Traditore possedeva un pezzato e questo li rendeva detestabili alla vista degli Un.
Erano tutti quanti orribili per qualunque altro Un, indegni di vivere e di appartenere a una mandria dell'Orda, tuttavia anche Saaràn sorrise nel vederli gioire in quel modo.
Nel bene o nel male quelli erano i suoi cavalli, gli unici che avrebbe mai potuto possedere e per quanto fossero considerati poco più che rifiuti, era affezionato a ognuno di essi.
In fondo quei quadrupedi dal manto screziato erano come lui, degli inutili scarti da gettare via.
Se erano ancora vivi, era perché Ten-gri gli aveva concesso di raccattarli nella Steppa prima che fosse troppo tardi.
Pur di liberarsene, i proprietari abbandonavano i puledri appena nati nella prateria, preferendo perdere prestigio e posizione all'interno del Clan, piuttosto che avere nelle loro mandrie il disonore del Naaxia.
Così, durante le sue girovagazioni nella Steppa Saaràn li trovò uno alla volta prima dei lupi e li portò all'accampamento.
Due li donò ai figli, uno a testa, l'altro lo tenne per sé, pensando a quando Monglik non ce l'avrebbe più fatta a camminare per tutto il giorno nella prateria.
Sapeva che prima o poi sarebbe successo e mentre scendeva la china, per quanto il solo pensiero gli facesse male, ci pensò.
Chiuse per un attimo gli occhi: quello sarebbe stato un brutto giorno, si disse, ma preferì allontanare da sé quei pensieri nefasti e ritornare con l'attenzione a qualcos'altro di più reale.
Per essere un buon Naaxia bisognava essere sempre vigili ed essere pronti a cogliere il minimo segnale di pericolo, ovunque esso potesse presentarsi.
Nella Steppa non ci si poteva permettere troppe distrazioni, perciò, con un rapido colpo d'occhio, Saaran valutò i dintorni osservando ogni particolare.
Le vacche seguitavano a mangiare tranquille e dalla vecchia Yurta rivestita di feltro sgualcito usciva un filo di fumo bianco.
Attorno al carro non c'era nessuno.
La sua famiglia doveva essere dentro per la colazione e la stanga appoggiata a terra puntava ancora verso la Stella del Mattino, la stella più luminosa del firmamento: presto sarebbe scomparsa dall'orizzonte, ma lui avrebbe saputo la direzione giusta da seguire.
Annuì soddisfatto. Non vedeva pericoli in giro.
Cavallo e cavaliere erano giunti a metà del declivio, quando Saaràn vide una donna uscire dalla Yurta.
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OCCHIO LIMPIDO
FantasiaPuò un uomo solo cambiare il destino di un'Orda intera? È quello che proverà a fare Saaràn, il Naaxia, il Cercatore di Strade, il derelitto, l'escluso, l'ultimo degli ultimi tra gli Un. Ottavo discendente di Sangun il Traditore, guidato dalla Sua Si...
