La soluzione la propose Frassinella.
"Proverò a non cambiare forma!" annunciò entusiasta la Yaonai e Saaràn la guardò sbigottito.
"Come...Mia Signora?" le domandò lui allibito.
"Benché non abbia ancora provato a viaggiare in questo modo, resterò lupa e sotto queste spoglie proverò a spostarmi da un luogo all'altro" gli disse ancora lei.
"E io, Signora... come potrò seguirti, se non potrò afferrare la tua mano?" eccepì lui, incerto se esultare davanti a quella proposta.
Lei gli sorrise, sconcertata tanto quanto lui dalla novità, eppure stimolata a metterla in atto.
"Lasciami provare, prima. Se potrò farlo e vedremo che funziona, quando ti guarderò e ti toccherò con la coda, tu l'afferrerai ben stretta e mi seguirai".
Saaràn annuì. Gli parve potesse andare, ma c'era una cosa a cui per il momento non avevano pensato .
"Desideri che porti io gli aculei di Zűin?" le domandò ancora e la vide subito scuotere la testa.
"No, li terrò io" rispose lei senza incertezze "Li terrò tra i denti, perché non mi fido ad abbandonarli prima di essere sicura di dove lasciarli".
"Di cosa hai paura? Eppure ormai sono immune dal loro effetto" replicò lui.
"Non è questo, sospetto che lasciati in mano a un uomo richiamino Gioturna. Non ricordi? Tu stesso mi hai detto che avevi avuto questo timore. Sono troppo pericolosi per correre un tale rischio. Per contro, sono abbastanza certa che finché li terrò io, saremo al sicuro".
Davanti a queste congetture, egli non poté che assentire.
Trovandosi d'accordo, i due si sbrigarono a metterle in atto.
Il tempo passava e l'Urdu era distante.
La donna ridivenne lupa e fece qualche tentativo, ma ben presto si accorse che spostarsi in quel modo attraverso il Mondo dei Semplici, era tutt'altro che facile.
Per lei tuffarsi contro l'erba con quel corpo così diverso da quello a cui era abituata, fu come per un esperto nuotatore che si gettasse abitualmente in acque fin lì ben conosciute, improvvisamente vi incontrasse correnti, mulinelli, alghe, scogli e ostacoli che prima non vi erano mai stati, a impedirgli i movimenti.
Un nuotatore meno esperto di lei si sarebbe certamente perso nei meandri viscosi in cui correvano le Yaonai e sarebbe annegato.
I primi fallimentari tentativi furono disarmanti, ciononostante, poco alla volta Frassinella riuscì a districarsi dalle difficoltà, arrivando a compensare la minore agilità che aveva da lupa, con i migliori sensi dell'olfatto e dell'udito dell'animale rispetto alla sua forma umana.
Si fece guidare più da quelli, che dal senso di orientamento nel quale le Yaonai erano sublimi.
Si affidò all'istinto e in questa maniera, passo dopo passo, arrivò a comprendere da quale parte dovesse dirigersi per arrivare nel punto desiderato.
Le ci vollero più tentativi per riuscirvi, tuttavia alla fine ottenne il risultato desiderato e benché fosse un poco più lenta e potesse spostarsi per tratti più brevi rispetto a quando lo faceva come donna, la sicurezza che Frassinella acquisì dopo le prime incertezze parve darle una soddisfazione tale, che si mise a ridere tra un balzo e l'altro.
Una volta appresa la tecnica, ci prese gusto a comparire e scomparire a pochi passi attorno all'uomo.
Saltava a balzi, come un lupo, prendendolo alla sprovvista, alle spalle, di fronte, di fianco, allungando sempre di più il tragitto ad ogni tentativo.
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OCCHIO LIMPIDO
خيال (فانتازيا)Può un uomo solo cambiare il destino di un'Orda intera? È quello che proverà a fare Saaràn, il Naaxia, il Cercatore di Strade, il derelitto, l'escluso, l'ultimo degli ultimi tra gli Un. Ottavo discendente di Sangun il Traditore, guidato dalla Sua Si...
