Quando raggiunse i suoi compagni di sciagure, Saaràn li mise al corrente di tutto quello che aveva compreso durante la perlustrazione.
Facendo attenzione a non cadere in una imboscata, Uleg e Omnod tornarono indietro, tagliarono più pezzi di carne che poterono dai Tarpan morti, raccolsero tutte le armi che trovarono sparse sul terreno, posarono tutto sul carro, poi tutti quanti assieme si rimisero in movimento, con un nuovo peso sullo stomaco a opprimerli.
Quando trovarono quella rientranza nella roccia, profonda abbastanza da ospitare sia uomini che animali, con legna secca, acqua ed erba in abbondanza, vi entrarono il prima possibile e vi si trincerarono dentro per la notte, mettendo il carro di traverso all'ingresso.
Erano al sicuro e in trappola al tempo stesso.
Alle loro spalle e tutto attorno, pareti quasi a strapiombo alte almeno venti Tese li proteggevano da eventuali aggressori e impedivano ai Tarpan di allontanarsi, esattamente tanto quanto impedivano a loro di uscirne.
All'imbocco della piccola valletta, stretta tra due costoni di roccia che s'innalzavano come muraglioni, rinforzarono con massi e rocce la fragile barriera venutasi a creare con il carro Yurta, ma se gli uomini di ferro avessero deciso di attaccarli, i difensori sapevano molto bene che quegli ostacoli non sarebbero bastati a fermarli.
Erano troppo pochi per opporre un'efficace resistenza e non disponevano di molte armi per resistere a lungo.
Disponevano solamente delle lance raccolte agli Hanbakai morti, gli archi e le frecce già sapevano che erano inutili contro le corazze che rivestivano i loro avversari e dubitavano che le spade ricurve Un potessero anche solo scalfire quegli scudi spessi un dito.
L'unica speranza che avevano per rivedere la luce del giorno da vivi, era che quei guerrieri misteriosi fossero tornati nel nulla da cui erano comparsi e avessero deciso di lasciarli andare.
Purtroppo, però, Saaràn non era ottimista a tal proposito e Uleg lo guardò con un tal stupore quando gli chiese di aiutarlo a mettere il carro di traverso all'entrata, da fargli supporre che anch'egli fosse della stessa idea.
Eppure doveva tentare qualcosa.
Mentre lui, il Taiciuto e Omnod spostavano a fatica il carro e lo mettevano in posizione, Helun si occupò dei ragazzi.
Assieme perlustrarono la piccola valle e ne percorsero l'intero perimetro, quasi che fosse un gioco.
Con loro somma gioia raccolsero abbastanza legna secca per accendere un fuoco e, benché quella che accatastarono non sarebbe bastata per tutta la notte, almeno avrebbero potuto cucinarvi sopra la carne dei cavalli e li avrebbe rischiarati per alcune ore dopo il tramonto.
Vi fu un momento di giocosa spensieratezza per Saryn e Gerel quando videro lungo tutta la valletta rami piccoli e grandi, caduti poco alla volta da alberi cresciuti oltre le pareti a picco.
Erano lì, sparsi in terra soltanto da prendere.
In tutta la loro vita non avevano mai visto così tanta legna in una volta sola e osservarono con occhi sgranati quelle frasche che si vennero a trovare davanti, soltanto da raccogliere.
Nella Steppa era una vera rarità trovarne un ramo alla volta, figurarsi accatastarne abbastanza da farne un falò.
All'inizio li raccolsero stringendoli in pugno come fossero piccoli tesori, poi, via via che li accumulavano in quantità sempre maggiore, con sempre maggiore decisione.
Erano trepidanti.
Era la prima volta che vedevano tanto combustibile differente dallo sterco secco da utilizzare per il focolare, inoltre era una piacevole novità che li avrebbe distratti un po' dalla situazione penosa in cui il loro gruppo si trovava.
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OCCHIO LIMPIDO
FantasiPuò un uomo solo cambiare il destino di un'Orda intera? È quello che proverà a fare Saaràn, il Naaxia, il Cercatore di Strade, il derelitto, l'escluso, l'ultimo degli ultimi tra gli Un. Ottavo discendente di Sangun il Traditore, guidato dalla Sua Si...
