Saaràn aguzzò la vista e osservò meglio.
Scura, avviluppandosi su se stessa in convulso movimento, minacciosa, scossa da fulmini e fiamme che l'attraversavano da una parte all'altra, un'immane fumarola si innalzava da terra per decine di Zai.
Arrivava salendo fin dove il cielo glielo permetteva, prima di piegarsi verso Sud, oscurando Ten-gri con la propria massa fin dove si vedeva.
Improvvisi scoppi luminosi ne illuminavano la base per pochi attimi, per poi disintegrarsi in getti di materiale incandescente che salivano alti prima di scendere ad arco, scagliati così lontano da vedersi anche a quella distanza.
Il fumo che attraversava incessantemente quell'orrenda visione era così denso da apparire quasi solido.
Saaràn non aveva mai visto nulla del genere e nemmeno avrebbe saputo dargli un nome.
Di qualunque cosa si trattasse, l'unica cosa di cui poteva essere certo, era che appariva immensa, orribile e terribile da vedersi.
Non avrebbe saputo dirne la provenienza, la dimensione, la consistenza, vedeva soltanto che quella cosa immensa scaturiva dalla terra per poi disperdersi nell'aria, portando con sé fuoco e fiamme.
Era terrificante a vedersi.
Saaràn sapeva soltanto che, pur essendo lontanissima, quella montagna di fumo gli incuteva un terrore folle.
In un attimo si rese conto della verità: proseguendo la propria marcia lungo la Steppa, l'Orda di Kutula gli sarebbe andata a sbattere contro.
"Mia Signora..." farfugliò incerto alla ricerca di una spiegazione, ma lei, scuotendo la testa, lo ammonì:
"Non ora. Mi resta poco tempo prima di dover andare, ma guarda ancora. In basso, in fondo alla Steppa, vedi quella striscia scura che attraversa la prateria da Nord a Sud?" gli indicò con la mano.
Lui fece come la Signora desiderava.
Non vedeva bene, aguzzò la vista, parandosi gli occhi con le mani fissò il punto indicato, poi, a fatica la vide.
Proprio come aveva detto lei, una striscia più scura attraversava la Steppa.
La seguì in una direzione e poi nell'altra. Attraversava tutta la pianura.
Non capiva, ma al tempo stesso temeva di domandare alla Signora che gli spiegasse quello che vedeva.
Fu lei a parlare, indicando prima la linea scura e poi la colonna di fumo:
"Quella linea scura è l'inizio di una foresta e quello che vedi laggiù, in fondo, è un vulcano in eruzione" gli disse "Potrebbe esplodere da un momento all'altro e distruggere tutto quello che vedi".
Sbigottito Saaràn si voltò a guardarla. Era proprio dietro di lui e quasi i loro corpi si toccavano.
Tanto esiguo era lo spazio a disposizione per entrambi, che di quando in quando la donna, spinta dalle violente raffiche d'aria, lo sfiorava. Nonostante il forte vento, Saaràn ne avvertiva il profumo, ne percepiva l'alito uscire dalle labbra, ne vedeva il chiarore degli occhi con una vicinanza che mai avrebbe osato sperare.
La Sua Signora era lì assieme a lui, sotto Ten-gri, unico testimone nel vederli accanto uno all'altra.
Ancora faticava a credere che tutto ciò fosse vero, quando lei riprese a parlare distogliendolo dal suo fantasticare:
"Se l'Orda Azzurra continuerà ad avanzare, raggiungerà la fine della Steppa entro una Luna" aggiunse lei "Oltre vi è solo la Foresta Scura e in mezzo a quella foresta, c'è il vulcano, il Centro del Mondo. Questo aspetta gli Un se non decideranno di fermarsi prima che sia troppo tardi".
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OCCHIO LIMPIDO
FantasyPuò un uomo solo cambiare il destino di un'Orda intera? È quello che proverà a fare Saaràn, il Naaxia, il Cercatore di Strade, il derelitto, l'escluso, l'ultimo degli ultimi tra gli Un. Ottavo discendente di Sangun il Traditore, guidato dalla Sua Si...
