Saaràn alzò per un attimo gli occhi a Ten-gri e si affidò a lui.
Avesse potuto sarebbe andato lui stesso a prendere i cavalli e li avrebbe spinti avanti, nondimeno dovette restare fermo e fremere dall'ansia, in attesa che le cose accadessero come le aveva pensate.
Temeva che se in quei momenti concitati si fosse mosso o avesse attirato l'attenzione di Muu-Gol su di sé, la situazione avrebbe potuto prendere una piega inaspettata e non voleva rischiare di far fallire tutto quanto per una mossa avventata.
Fino a ora le cose erano andate nel verso giusto, però le incognite erano ancora troppe, per poterle prevedere tutte.
Sarebbe bastato un cenno, un ordine, una freccia scoccata per timore o disprezzo e tutto quanto sarebbe presto finito in tragedia.
Strinse le labbra obbligandosi a non pensare a nulla e a restare fermo, in attesa che gli eventi seguissero il loro corso.
La vita di entrambi i suoi figli era in gioco e lui ne era l'unico responsabile, davanti a Helun e davanti a Ten-gri.
Il cuore gli batteva all'impazzata, avrebbe voluto correre verso la figlia e portarla via, lontano dagli Un e dal pericolo che correva, eppure doveva restare impassibile e fermo.
Quello era il momento più pericoloso per Gerel e lui non poteva fare assolutamente nulla per aiutarla.
Doveva cavarsela da sola e aveva soltanto nove anni.
Venne preso dall'angoscia, dagli scrupoli e dal rimorso.
Era stato un incosciente, aveva osato troppo.
Forse avrebbe potuto trovare un'altra soluzione, avrebbe potuto fuggire, invece erano arrivati a un punto tale, dal quale ora non potevano più tornare indietro.
Erano in trappola tutti quanti e Gerel doveva essere cauta, molto cauta.
Se le fosse successo qualcosa, Helun non glielo avrebbe mai perdonato. Lui stesso non avrebbe potuto perdonarselo, se fosse successo qualcosa alla sua bambina.
Pochi attimi. Pochi attimi ancora e tutta la sua esistenza sarebbe stata messa in gioco. Con l'ansia che gli stringeva la gola, guardò Gerel.
La vide salire lenta, comparendo poco per volta oltre il crinale con il suo vestito azzurro come il cielo.
Vide Muu-Gol proteggersi gli occhi e gemere sorpreso alla sua comparsa. La luce del sole morente illuminava la sua bambina da dietro, riflettendo bagliori luminosi dai capelli raccolti su di una spalla.
In groppa a Filli pareva più grande di quello che era.
Quando Gerel arrivò in cima al crinale, l'odore della cavalla in calore portato dal vento raggiunse in pieno il recinto degli stalloni facendoli innervosire ancora di più di quello che già non erano.
Lo Scengun in mezzo a loro, nonostante colpisse con lo scudiscio ogni groppa che capitasse a tiro, in un attimo scomparve sommerso da muscoli irrequieti e zoccoli scattanti, invocando soccorso.
Nessuno badò più a lui.
Una confusione incontrollata s'impossesso degli Un, dei cavalli e del campo.
Uomini e Tarpan, tutti fissarono le collinette verso Gerel senza badare più a niente altro.
Saaràn osservò soddisfatto l'effetto che aveva saputo ottenere attendendo il tramonto, ma a un certo punto anche lui rimase a bocca aperta nel fissare la figura della figlia ferma sul poggio.
Nell'alone luminoso che la circondava, la figura di Gerel cresceva, cresceva ancora.
La luce del sole ottenebrava la ragione, brillava talmente forte su quei capelli biondi, da confondere chiunque la guardasse.
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OCCHIO LIMPIDO
FantasíaPuò un uomo solo cambiare il destino di un'Orda intera? È quello che proverà a fare Saaràn, il Naaxia, il Cercatore di Strade, il derelitto, l'escluso, l'ultimo degli ultimi tra gli Un. Ottavo discendente di Sangun il Traditore, guidato dalla Sua Si...
