"Cosa succede, Tunsh?" fece Helun, rivolgendosi allarmata a Saaràn.
"Ho commesso un errore, imperdonabile forse" rispose lui, guardandoli tutti quanti, uno per uno.
"Se vogliamo salvare Saryn, dobbiamo fare in fretta. Questa sera stessa, altrimenti potrebbe essere tardi" aggiunse grave.
"Cosa, cosa!" affermò agitata Helun.
Abbassando la testa e mormorando piano, Saaràn riprese confessando il suo pensiero:
"Domani mattina gli uomini inviati da Kutula per prendere le ruote, partiranno dall'Urdu e seguiranno il greto del torrente per raggiungere i Monti".
"Allora?" fece agitata la donna.
"Hanno con sé un carro Un. Andranno piano, si muoveranno lentamente, però, prima o poi, finiranno per incontrare il campo di Muu Gol. Impiegheranno due, tre giorni al massimo per trovarlo".
Il giovane Scengun lo fissò incerto, dicendo a sua volta:
"Allora? Lo sapevamo che sarebbero partiti due giorni dopo di noi. Quale è il problema?".
Helun annuì, approvando quello che diceva il giovane.
Era attenta e decisa a non farsi sfuggire nemmeno una sillaba, perché temeva che il problema riguardasse suo figlio, però anche lei faticava a comprendere cosa angustiasse Saaràn.
Andando con lo sguardo ora al marito, ora al giovane Un, attese che uno dei due dicesse ancora qualcos'altro, in modo che tutti comprendessero, tuttavia il silenzio del marito si protrasse ancora, pensieroso, a fissare nella fiamma del fuoco di sterco.
La donna fece una gran fatica a trattenersi.
Avrebbe voluto sapere per appagare la propria ansia in fretta, invece dovette attendere.
Uleg, vedendola in quello stato d'agitazione, abbassò gli occhi, lisciò a lungo il cappuccio del cappello appoggiato sul petto e strinse nel pugno la sfera di ferro che aveva appesa all'anello.
Lui aveva capito a cosa alludeva il Naaxia.
Anche l'anziano servitore fissò il focolare e grugnì sommessamente.
Al Nonun la fame passò del tutto.
Posò il piatto in terra e cinse le ginocchia con le braccia.
Non sarebbe stato lui a dire alla donna quello che passava per la mente al Naaxia.
"Kutula non mi disse quanti uomini avrebbe inviato e..." fece ancora pensieroso Saaràn, ma non ebbe il tempo di terminare la frase che venne interrotto da Omnod:
"Lo so io, Naaxia. Una centuria, oltre ai mandriani per i buoi. Me lo disse quando mi diede l'incarico di seguirti".
Saaràn sospirò e annuì alla notizia.
Non pensava fossero così tanti e questo non faceva che confermare i suoi timori.
Proseguì:
"Quando Muu Gol si accorgerà che siamo riusciti a sfuggirgli, se non vorrà dare troppe spiegazioni al Khan, dovrà spostare campo e uomini e far scomparire tutte le tracce del suo misfatto" disse piano, scandendo ogni parola come fosse una sentenza a morte.
Si sentiva in colpa, quasi che avesse abbandonato suo figlio al proprio destino senza fare nulla.
"Saryn!" urlò quasi Helun.
Ora aveva capito quali fossero i timori del marito e ne ebbe paura.
Saaràn annuì.
"Sentendosi in trappola, potrebbero portarlo con loro, oppure ucciderlo. Non lo so" fece ancora, scuotendo la testa.
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OCCHIO LIMPIDO
FantasiPuò un uomo solo cambiare il destino di un'Orda intera? È quello che proverà a fare Saaràn, il Naaxia, il Cercatore di Strade, il derelitto, l'escluso, l'ultimo degli ultimi tra gli Un. Ottavo discendente di Sangun il Traditore, guidato dalla Sua Si...
