"Finalmente!" esclamò sollevato Saaràn, vedendola.
Al suo comparire alla porta della Yurta del Naaxia, il volto di Frassinella appariva trafelato, stanco.
La Yaonai era affranta per le cose che aveva veduto a Togriluudyn e voleva tener nascoste all'uomo, eppure, dopo aver gettato una rapida occhiata a Kutula, non venne avanti.
Rimase ferma sulla porta della capanna senza fare un passo in più per avvicinarsi al malato.
Fece cenno a Saaràn di avanzare lui, restandole però a distanza di sicurezza.
Quando l'Un fu a un paio di passi dalla donna, lei gli fece capire di fermarsi.
"Non toccare nulla di quello che ho portato da Togriluudyn finché non te lo dico io, intesi? Credimi, è molto importante" gli disse guardandolo negli occhi per sincerarsi che avesse capito bene "Se non vuoi che il morbo contagi il tuo amico, devi fare esattamente come ti dico io".
Saaràn rimase fermo dov'era e acconsentì.
Allontanò le mani che già sporgeva, ma tutte quelle precauzioni lo preoccuparono.
L'ansia di sapere quale fosse stata la sorte della sua famiglia fu più forte di qualunque altra cosa.
"Helun, i ragazzi, la mia gente... Come stanno? Sono... vivi?" le domandò in un sussurro.
Lei emise un sospiro stanco e scrollò la testa.
"I tuoi figli al momento sono sani. Forse il sangue Yaonai che scorre nelle vene di entrambi li sta proteggendo, ma tua moglie e Uleg si sono ammalati. Il Taiciuto è grave e non so se ce la farà. Il giovane Un che era con voi... Omnod, mi pare che si chiami, pure lui è stato contagiato, ma è giovane e forte, credo che si riprenderà".
Un gelo improvviso scese nella mente del Naaxia al pensiero della moglie ammalata.
Era l'unica della quale Frassinella non avesse detto le condizioni.
Un presentimento nefasto gli invase il petto.
Il cuore prese a battergli all'impazzata, nondimeno si costrinse a domandarle cosa ne fosse stato di lei.
"E Helun?" domandò, quasi bisbigliandole il nome.
Frassinella scosse la testa.
"Ha la febbre alta da ieri. È nelle mani dell'uomo che curò te nella caverna. Neko è l'unico che sa cosa fare e non si risparmia con nessuno. Sono giorni che non dorme e corre avanti e indietro tra il Castello e Tosgon. Fa quello che può, aiuta tutti, ma di più non ti so dire. Lassù le cose vanno male. Il morbo di Gioturna infuria ovunque e sta facendo strage tra i miei Togril. Già i morti si contano a decine".
Saaràn ammutolì e non trovò la forza che di abbassare lo sguardo, sospirando amaramente.
Era un disastro e sapeva che a breve il medesimo destino sarebbe toccato anche agli Un che ancora si trovavano all'Urdu.
"Ascolta, Saaràn" seguitò a dire la Yaonai vedendolo abbattersi "Se vuoi salvare il tuo amico, devi dargli da bere questo, è un antidoto per il veleno che lo sta uccidendo, ma devi darglielo subito, ora, altrimenti sarà troppo tardi perché faccia effetto".
Annuendo stancamente, il Naaxia fece per prendere l'ampolla che la donna teneva in mano, ma lei l'ammonì: "Aspetta!" gli ordinò perentoria "Qualunque cosa arrivi da Togriluudyn, in questo momento è infetta. Non puoi toccarla con le mani, se prima non è disinfettata accuratamente".
Così dicendo appoggiò a terra la ciotola in legno.
Dalla sacca da viaggio che portava a tracolla estrasse un piccolo otre che stappò, per versarne il contenuto nella scodella fino quasi all'orlo.
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OCCHIO LIMPIDO
FantasyPuò un uomo solo cambiare il destino di un'Orda intera? È quello che proverà a fare Saaràn, il Naaxia, il Cercatore di Strade, il derelitto, l'escluso, l'ultimo degli ultimi tra gli Un. Ottavo discendente di Sangun il Traditore, guidato dalla Sua Si...
