Attratto dalla voce di Saaràn, anche Omnod si avvicinò al carro per vedere. Benché incuriosito, non volendo intralciare il giovane rimase in disparte a osservare.
Come Un non capiva l'utilità di quello che il Naaxia stava per fare, però l'aveva già visto all'opera e non voleva dubitare di lui e della sua abilità.
Helun e Gerel misero le griglie a Bor e Dakhi.
Le due donne, entrambe visibilmente eccitate dal poter essere utili, tornarono verso il carro e i due giovani Tarpan le seguirono frementi, con le orecchie che si agitavano avanti e indietro per l'agitazione che avvertivano nell'aria.
Quando passarono i finimenti del primo a Uleg perché iniziasse a fissarlo alla stanga, costui effettuò una manovra troppo brusca e il cavallo l'avvertì immediatamente.
Quella era una situazione nuova per tutti quanti e anche il Taiciuto era agitato.
L'uomo trasmetteva il proprio nervosismo all'animale e questo, non abituato a sentirsi stretto alla stanga da cinghie che lo limitavano nei movimenti, all'inizio gli si ribellò.
Sbuffando nitrì ritroso, restio a lasciarsi legare.
Accennò a scalciare nel momento in cui il Taiciuto strinse le cinghie e ne assicurò le redini al morso, ma quando Saaràn, vedendolo troppo agitato, lo raggiunse preoccupato per la sua incolumità, il suo tocco lo tranquillizzò all'istante.
Uleg ne approfittò, afferrò le redini al volo e le assicurò al carro perché il Tarpan non potesse più muoversi.
Con il secondo fu tutto più semplice.
Una volta sistemato anche quello dal servo, al suo fianco, Saaràn grugnì soddisfatto.
"Anche gli animali hanno fiducia in te, Signore della Steppa" gli disse il Taiciuto con un sorriso sdentato e lui lo prese come un complimento.
Gli fece piacere sentirselo dire, ma ora aveva altro a cui pensare.
Il tempo stringeva, voleva giungere al campo degli Un prima che il sole tramontasse e molte cose dovevano ancora essere fatte.
Mancavano ancora quattro ore al tramonto e per allora tutto doveva essere pronto.
Era agitato, teso, incerto su quello che voleva fare, però era determinato ad andare avanti fino alla fine.
Ne andava della vita di Saryn.
Non poteva permettere ai dubbi di prendere il sopravvento, se voleva salvarlo.
Incitò gli altri a fare in fretta e tutti ritornarono a quello che stavano facendo prima.
Quando ebbero finito i preparativi e la partenza divenne imminente, Saaràn li chiamò tutti attorno a sé.
"Helun" fece alla moglie "Prendi Gerel, lavala, pettinala e falle indossare un vestito azzurro. Quello che hai, però che sia lungo. Almeno fino alle caviglie. Mettile anche una cintura alla vita".
Vedendo che la moglie stringeva la bambina a sé e lo fissava interrogativa, sentì tutta l'incertezza che da tempo lo stava lacerando gonfiargli il petto come un otre gonfio d'acqua.
Per quello che gli ematomi e i ponfi sul volto gli permisero, abbozzò un sorriso e tentò di tranquillizzarla, ma dubitò di riuscirvi in modo convincente.
"Ti prometto che non le farò correre inutili rischi" le disse tentando di assumere un tono rassicurante e posandole una mano sulla spalla "Resterà sempre distante dagli Un, però ora fate in fretta, non abbiamo più molto tempo" aggiunse.
Quel contatto la fece sorridere stancamente.
Solamente in parte tranquillizzata dalle parole di Saaràn, Helun volle fidarsi di lui e si rassegnò.
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OCCHIO LIMPIDO
FantasyPuò un uomo solo cambiare il destino di un'Orda intera? È quello che proverà a fare Saaràn, il Naaxia, il Cercatore di Strade, il derelitto, l'escluso, l'ultimo degli ultimi tra gli Un. Ottavo discendente di Sangun il Traditore, guidato dalla Sua Si...
