Riprendendosi poco alla volta dallo sgomento, Saaràn vide il piccolo gruppo di Togril dirigersi di corsa verso il villaggio.
Quattro di loro portavano come potevano la barella con il compagno morto sopra, mentre gli altri, armati di picconi e asce, li proteggevano tenendosi il più lontano possibile dalle crepe nel terreno da cui fuoriusciva il denso fumo giallo.
Notando solo allora che anche loro erano troppo vicini a una di esse, un terrore folle che da quella fessura potesse emergere da un momento all'altro un'altra creatura come quella uscita nel campo, lo obbligò a reagire.
Il primo pensiero corse ai suoi cavalli, ricoverati più avanti, nella piccola valle secondaria.
"Andiamo, presto, al recinto!" ordinò al Taiciuto e diede un colpo di tallone al vecchio Tarpan che montava.
In men che non si dica si ritrovò a correre a perdifiato, seguito da presso dai due lupi e da Uleg.
Al galoppo i due si diressero verso l'imbocco della valle dei Cavalli e la risalirono senza mai fermarsi fino a quando arrivarono nei pressi del recinto dove erano custoditi i Tarpan.
Appena li vide agitarsi dietro la palizzata, Saaràn si rese subito conto che anche lì qualcosa non andava.
I piccoli cavallini della Steppa nitrivano, scalciavano, s'impennavano disperati correndo avanti e indietro lungo la staccionata in legno, come se all'interno del recinto ci fosse qualcosa che li terrorizzava.
"Oh, no!" urlò, disperato. Temeva di sapere di cosa si trattava.
Attorno al recinto vi erano già alcuni Togril di guardia.
Da lontano vedeva che si arrampicavano sulla palizzata che lo circondava, indicando l'interno dello steccato.
Urlavano, si agitavano, erano concitati.
Avevano con sé forconi e vanghe, tuttavia restavano all'esterno, a guardare.
Si scambiavano grida l'un l'altro, erano agitati, pieni di stupore.
Incapaci di reagire.
Disperati, non sapevano cos'altro fare se non lanciare pietre e chiamare in soccorso altri stallieri che giungevano sul posto portando asce e picche per il fieno strette in pugno.
Arrivavano da tutte le parti, ma nessuno di essi osava oltrepassare la staccionata in legno ed entrare all'interno.
Saaràn udì urlare più volte: "Zűin... Zűin..." e venne assalito dal terrore.
La medesima parola di prima!
I peggiori timori che l'avevano spinto a correre si avveravano.
Non sapeva ancora cosa significasse, però sapeva a cosa si riferiva e questo tanto bastava per capire che i suoi Tarpan erano in pericolo.
Con un timore crescente per la sorte dei suoi cavalli, spinse il Tarpan al massimo.
Quando lui e Uleg arrivarono nei pressi della staccionata, smontarono al volo e si diressero di corsa al recinto.
Quando si lanciò giù dalla sella la schiena gli diede una fitta lancinante, ma non era il momento di fermarsi a pensarci.
Stringendo forte tra le dita la palizzata, entrambi videro con orrore che a una trentina di passi, più o meno in mezzo alla zona recintata, vi era una crepa nel terreno da cui fuoriusciva del fumo denso e giallo.
Da essa, scivolando nell'erba come un enorme serpente nero, si allungava un'altra creatura come quella che aveva aggredito i Togril: una lunga liana rugosa che si muoveva sul terreno come fosse viva.
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OCCHIO LIMPIDO
FantasíaPuò un uomo solo cambiare il destino di un'Orda intera? È quello che proverà a fare Saaràn, il Naaxia, il Cercatore di Strade, il derelitto, l'escluso, l'ultimo degli ultimi tra gli Un. Ottavo discendente di Sangun il Traditore, guidato dalla Sua Si...
