22) KAVRYN-AN

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Trovare l'accampamento delle Tribù partite per la Grande Caccia di Primavera, fu tutt'altro che facile.

Saaràn e Bortecino alla fine di una snervante ricerca ci riuscirono, ma il sole di quella lunga giornata era già vicino all'orizzonte quando da distante ne videro il fumo sollevarsi dalle Yurte.

Quando infine le scorse, l'uomo ne fu felice, perché gli sarebbe dispiaciuto dover rimandare tutto al giorno seguente e perdere in questo modo altre ore preziose in ricognizioni infruttuose.

Era in ansia per la salute di Helun e aveva fretta di tornare dalla sua famiglia.

Non sapeva più nulla dei figli da troppo tempo e aveva voglia matta di riabbracciarli, ma benché quella fosse la cosa che desiderava fare di più al mondo, il dovere di Naaxia gli diceva che prima era necessario avvertire quegli Un del pericolo che correvano.

Lui e la lupa si erano spostati in lungo e in largo per la pianura per riuscire a scovarli e ormai temeva di non riuscirne più a trovare il bivacco prima che facesse notte, invece alla fine, grazie a una intuizione fortuita, ci era riuscito.

Erano acquartierate a ridosso di una bassa catena di poggi e disposte a mezzaluna, per proteggersi dal vento costeggiandone i pendii.

Riconobbe subito che era un buon posto per accamparsi, c'erano acqua ed erba in abbondanza e il sole le illuminava per buona parte della giornata.

Grugnì, soddisfatto della cosa.

L'Un-han che le comandava doveva essere un tipo in gamba e forse non sarebbe stato troppo difficile convincerlo a non tornare all'Urdu.

In distanza, osservando verso i Monti d'Oro che a malapena egli e la lupa scorgevano spuntare dalla Steppa, riconobbero le nuvole scure che soltanto un paio di ore prima andavano via via addensandosi sulle loro teste.

Le tende dei Kaidu e dei Konghirati distavano non meno di tre Tarpan dall'Orda Azzurra.

(Tarpan: distanza coperta in un giorno di marcia veloce da un buon Tarpan. Potevano coprire fino a cento km al giorno).

La cosa non era insolita in sé, tuttavia esse non si trovavano dove avrebbero dovuto essere, a Est dall'accampamento principale come accadeva di solito, ma a Sud, dove generalmente gli Un non amavano andare per timore dei Gin e della vicinanza con il deserto.

Dopo aver perso tempo prezioso a scorrazzare a vuoto da quella parte, Saaràn si era ricordato di Muu-Gol e si era insospettito.

Pensare a quanto fosse contorta la mente di quell'essere diabolico, gli aveva fatto intuire che forse stavano cercando i Clan nel posto sbagliato e l'aveva convinto che valeva la pena rischiare a cambiare zona.

Ora che invece li aveva scovati, non poteva che ammettere che il suo nemico era stato abile nel raggirare il Khan.

Pensando a come fare per mettersi al sicuro da ritorni improvvisi da parte dei Clan a lui fedeli, il Coppiere di Kutula era riuscito a far spostare la caccia molto più a Sud del normale e il suo intento aveva funzionato.

L' Hanbakai era stato astuto, convenne il Naaxia, ma purtroppo per lui, la sua astuzia gli si sarebbe ritorta contro molto presto.

Aveva fatto in modo di avere il tempo necessario per organizzarsi al meglio quando avesse preso il potere sull'Urdu, ma così facendo aveva salvato quegli uomini e le loro famiglie dal contagio, condannando invece i suoi a una morte orribile a causa del morbo che egli stesso avrebbe propagato tra la sua gente.

Quando vide gli Stendardi che sbattevano nell'aria davanti alle tende, sollevato Saaràn sospirò di sollievo. Era giunto in tempo.

Come pensava, erano tutti Aul di Clan appartenenti alle Tribù dei Kaidu e dei Konghirati.

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