La donna Merchita si portò sul davanti del carro, si sedette a fatica sul ruvido assito del posto del conducente e prese in mano le redini.
Quando le strinse tra le dita le diedero subito una strana sensazione, così lunghe, pesanti, attaccate ai morsi di due Tarpan invece che alle corna delle mucche, ma fece finta di nulla.
Non voleva che gli uomini la vedessero scoraggiarsi prima ancora di tentare a partire.
Dopo un ultimo scambio di sguardi d'intesa con Saaràn, scosse vigorosamente le lunghe strisce di cuoio e disse:
"Ooop...".
Lo faceva sempre, le bastava quel semplice suono e un vigoroso colpo sulle schiene dure dei bovini, perché le quattro vacche si mettessero docilmente in movimento, solo che questa volta non tenne conto dei cavalli.
I Tarpan, eccitati da Filli e da tutto quello che di nuovo gli stava accadendo attorno, sentendosi colpire con forza ebbero un improvviso sobbalzo e scattarono in avanti dando uno strattone al carro, portandosi dietro le più lente mucche.
Per poco Helun non ruzzolò indietro dalla sorpresa e Saaràn, a lei vicino, non si trovò con un piede schiacciato sotto una ruota.
Uleg, ancora ritto al lato della pariglia e pronto a intervenire contro ogni evenienza, benché anch'egli sorpreso dallo scatto improvviso dei Tarpan, ripresosi dallo stupore, li prese per i morsi e li bloccò al volo.
Saaràn andò ad aiutarlo e passando dall'altra parte della pariglia, li fermarono entrambi.
"Dovrai essere più delicata nei movimenti, Khani. Altrimenti rischierai di ribaltare la Yurta e di farti del male" fece Saaràn a Helun, improvvisamente incerto sul risultato ottenuto con la modifica che aveva voluto.
Era talmente preoccupato per l'incolumità della moglie da usare senza accorgersene il nomignolo che i due usavano nell'intimità.
Uleg imbarazzato si schiarì la voce.
Saaràn si rese conto dell'errore, ma non gli diede peso, tanto più che non era molto sicuro di aver avuto una buona idea.
E non tanto per il carro, quanto per la sicurezza di Helun, perché avrebbe dovuto portare il carro lungo una strada sconosciuta, senza nessuno a mostrarle il percorso e con dei cavalli bizzosi attaccati a delle vacche molto più lente nei movimenti.
Uleg intervenne: "Padrone, le cinghie sembrano tenere e le redini per la pariglia anche, però il carro reggerà?" fece dubbioso, avendo sentito scricchiolare le assi dell'impiantito e l'assale di sterzo durante il sobbalzo.
Helun sorpresa e spaventata dalla reazione inaspettata dei Tarpan, tardò un momento a rimettersi ritta e sistemarsi ancora al suo posto.
Aveva le guance colorite di un evidente rossore.
Anche lei aveva sentito quello che aveva detto il marito, ma, benché ne fosse compiaciuta, preferì non farci caso.
Lo vedeva troppo preoccupato per farglielo notare.
Sapeva che si preoccupava per lei e se voleva rimediare all'errore commesso doveva reagire in fretta, altrimenti non l'avrebbe lasciata partire da sola, mettendo così a repentaglio la sicurezza di tutti.
Tornata al suo posto, afferrò con delicatezza le redini e guardò il Taiciuto.
"Reggerà" gli disse risoluta, stringendo forte le dita attorno alle strisce di cuoio.
I suoi occhi erano determinati e Saaràn, che conosceva bene quello sguardo, grugnì soddisfatto nel vedere la sua determinazione.
La donna sapeva che era importante portare il più lontano possibile dagli Un il loro carro e che soltanto lei poteva farlo.
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OCCHIO LIMPIDO
FantasíaPuò un uomo solo cambiare il destino di un'Orda intera? È quello che proverà a fare Saaràn, il Naaxia, il Cercatore di Strade, il derelitto, l'escluso, l'ultimo degli ultimi tra gli Un. Ottavo discendente di Sangun il Traditore, guidato dalla Sua Si...
