Capitolo 17 💘

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Avevo promesso che sarei stata vicino ad Ingrid.

Lo avevo promesso a Nicolas
Lo avrei fatto anche senza la sua richiesta.
Con Ingrid abbiamo legato molto.

Ricordo quando sperava ed era certo che saremmo diventate amiche.
Aveva proprio ragione.

E poi Ingrid è molto dolce.
Chi non vorrebbe starle vicino, soprattutto in una situazione simile.

Incinta.
Sola.
Senza il supporto e la presenza dei genitori.

Non siamo mai scesi nei dettagli, non ho la minima idea del perché i rapporti siano così incrinati.

Accenno qualcosa riguardo le condizioni della ragazza e che avrei bisogno solo di un passaggio.
Non gli farei perdere molto tempo.

Mi osserva per pochi secondi.

Sa perfettamente che andrei a piedi.

Sospira.
Arrendendosi alla mia richiesta.

Mi obbliga a sbrigarmi, detesta aspettare.
E mi impone di portare qualcosa per tenermi al caldo, evidentemente fuori da freddo.

Non ci mettiamo tanto ad arrivare.

"Io inizio a salire.
Tu nel frattempo parcheggia"

Premio il campanello come un'ossessa.
Il fatto che Ingrid non risponda subito mi preoccupa.

La porta viene aperta e la vedo sconvolta.
Gli occhi rossi e lucidi.
Il corpo percosso da tremoli continui.
Le labbra rosate e con dei piccoli tagli.

Sta affrontando una crisi di nervi.

Senza pensarci due volte la stringo a me.
La abbraccio.
La coccolo.

Quando vorrà, mi spiegherà.
Adesso voglio solo che si calmi.

Pochi istanti dopo vedo che si irrigidisce alla vista di un ragazzo, a lei sconosciuto.

"Ingrid lui è mio fratello, sta tranquilla"

"Va bene"
Sussurra dolcemente, per poi farci entrare.

Ci accomodiamo nel salotto.

Dopo una tisana calda alla frutta e attimi di silenzio
Riccardo si presenta.

"Non dovresti agitarti così, non vi fa bene"
Esordisce.
Al solito con fare spinoso e duro.

Mettendo Ingrid in imbarazzo.
Posso immaginare che pensieri le passino per la testa.

Essere criticata e giudicata da uno sconosciuto.

"Scusalo, ma frequenta medicina.
Né io né lui siamo particolarmente dolci.
Siamo solo preoccupati"
Dico per difenderlo.
Alla fine non è cattivo.
Le parole non sono quelle giuste, ma il concetto è quello.

"Lo capisco.
Ma stiamo bene"
Dice toccandosi la pancia, con fare protettivo.

È tutto ciò che ha al momento.

"Io sono sempre stata la cocca di papà.
Adorava i miei capelli.
Era lui a spazzolarli quando ero piccola.
Era così fiero di me"
Ingrid prese fiato, cercando di calmarsi.
Era ancora estremamente agitata.

Per confortarla le strinsi la mano e le rivolsi uno sguardo tenero.

"Lui aveva grandi piani per me.
Una carriera promettente.
Un futuro glorioso.
Rovinai tutto rimanendo incinta di un ragazzo che non voleva saperne niente.
I nostri rapporti peggiorarono col mio rifiuto di abortire.
Nicolas si mise in mezzo e potete immaginare cosa accadde dopo"
Sono scappati o comunque spariti dall'altra parte del mondo.

Non biasimo nessuno dei due.
Nicolas come suo solito, ha protetto la sorella ed il nipote, facendosi carico di tutto.
Ingrid, dispiaciuta, doveva essere affranta dall'abbandono del compagno e dal rifiuto dei genitori che tanto la veneravano.

"Oggi mi ha chiamata, mio papà.
Ero felice.
Ho sempre sperato in una riappacificazione, a differenza di mio fratello.
Ero certa che i miei genitori avessero solo bisogno di tempo.
Mi sbagliavo.
Entrambi hanno chiesto di procedere con l'adozione, sono quasi ai limiti per procedere con il termine della gravidanza.
Insistevano su come ho rovinato i loro piani e di come Nicolas abbia fatto altrettanto.
Secondo loro solo chi non ha sale in zucca va nell'esercito.
È solo forza brutta per loro"
Dev'essere stato tremendo.
Nicolas fuori.
Sentirsi in difetto e la causa di ogni disgrazia avvenuta all'interno del nucleo familiare.

"Perché non vai a riposarti adesso"
Le proposi aiutandola ad alzarsi.

"No, no davvero.
Adesso sto bene.
Devo sistemare, devo pulire le tazze"
Farfuglia.
Vuole tenersi impegnata e scacciare via i brutti pensieri.

Lo farei anche io.

"Giulia non ha tutti i torti, un bel riposino può farti solo bene.
Fidati"
Si alzò Riccardo e notando la testardaggine della ragazza, decise di intervenire.

Confusa mi guardò, come a chiedermi se fidarsi o meno.

"Noi rimaniamo qua"

Continuava a guardami e iniziò ad annuire.

"Va bene, non so come ringraziarti"
Così mi abbraccio.
Con un sorriso a 32 denti, ricambiai.

Quando ci staccammo, le diedi un'occhiata seria.

"Ora và!"
Senza esitare salì su per le scale.

Così Ingrid, sparì.

"Ah!
Accidenti è proprio un osso duro.
Sai mi ricorda qualcuno"
Sbuffa sonoramente, buttandosi all'indietro, cadendo su una poltrona.

"Che ci vuoi fare"
Alzai le spalle.

Gli diedi un pugno sulla spalla.

"Dai dammi una mano"
Presi le tazze quello che era fuori posto.
Avrei dato una mano.

"Te lo scordi"
Sbottò subito dopo.

Un amore impossibile. {IN REVISIONE}Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora