C.9-La rappresentazione teatrale

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Sabri'sPov
Sento delle labbra toccare le mie, apro lentamente gli occhi e vedo Sascha sorridermi dolcemente.
«Buongiorno, amore»
«Buongiorno»
Dice e mi dà un altro bacio a stampo. Mi alzo e noto che siamo entrambi nudi, poi mi viene in mente la sera precedente e sorrido, è stato... Bellissimo. Non riesco a descriverlo, ma è stato meraviglioso.
«Stai pensando a ieri notte, vero?»
Mi chiede.
«Si...»
Dico e fa un ghigno. Raccolgo i vestiti e senza guardare li butto addosso a Sascha.
«Ehi!»
Mi dice, sposto lo sguardo verso di lui e mi metto a ridere. Ha il reggiseno in testa e tutti gli altri vestiti addosso. Prendo i miei indumenti e vado in bagno. Mi cambio velocemente e lo stesso fa Sascha. Poi sento un rumore di sotto.
«Sascha, zitto un attimo...»
Dico e cerco di capire che rumori sono. Poi sento una chiave infilarsi nella serratura, saranno arrivati i miei genitori.
«Sascha, sono arrivati i miei genitori. Vieni, scendiamo a fare colazione»
Lo prendo per mano, ora sarà difficile dire ai miei che mi sono fidanzata. Mia madre sarà contenta, infondo è stata stesso lei a iniziare a dire che era carino dalle foto, e tutta quella roba lì. Il problema è mio padre, almeno spero che la prenderà bene. Scendo le scale e stringo forte la mano di Sascha.
«Tranquilla, andrà tutto bene, ci sono io con te»
Mi sussurra all'orecchio, e mi calmo. Arrivati al piano di sotto, trovo i miei genitori, Thomas e Nicole posare le valigie.
«Sono sfinita»
Dice sbuffando mia madre, poi si gira verso di me.
«Ehm... Ciao mamma»
«Ciao tesoro...»
La saluto.
«Buongiorno»
Dice mio padre osservando Sascha.
«Ciao Sascha»
Lo saluta mia madre.
«Buongiorno»
Dice sorridendo.
«Thomas, Nicole, potete uscire un attimo? Devo parlare con mamma e papà»
Chiedo.
«Va bene, vieni Nicole, giochiamo un po'»
Dice Thomas prendendo per mano Nicole e portandola nella sua camera.
«Va bene, andiamo»
Risponde lei.
«È successo qualcosa di spiacevole?»
Mi chiede mia madre.
«No no, anzi»
Dico e faccio un respiro profondo.
«Mamma, papà, sentite... I-io mi sono fidanzata»
«Con chi?»
Chiede la mamma.
«Con Sascha»
Dico. Lei mi sorride, e questo mi conforta molto, il problema è la reazione di mio padre...
«Ma è bellissimo! Te l'avevo detto io che è un bel ragazzo!»
Dice e arrossisco.
«Mamma!»
Le sussurro imbarazzata e Sascha si gira verso di me sorridendo.
«No! Sei troppo piccola!»
Dice mio padre.
«Papà! Ho diciannove anni!»
«Amore, dai. Ormai è grande!»
Mi appoggia mamma.
«Sono maggiorenne, posso fare quello che voglio!»
Dico convinta.
«Non fino a quando vivi qui!»
«Bene, allora prenderemo una casa tutta per noi»
Affermo.
«No, tu resti con noi fin quando non finisci la scuola»
«Va bene, ma con Sascha ci rimango»
«Io dico di no!»
Dice alzando il tono di voce.
«Non mi interessa. Ciao»
Dico, con le lacrime che stanno per scendere, prendo la giacca ed esco di casa. Non so dove andrò, ma lontano da mio padre, sicuramente. Giro per la città, con le lacrime che rigano le mie guance, e mi appoggio con la schiena sul tronco di un albero. Scivolo su di esso, mi siedo e appoggio la testa sulle mie ginocchia. Chiudo gli occhi, non voglio sentire e vedere nessuno, tranne Sascha. Dopo un minuto, sento delle mani appoggiarsi sulle ginocchia, alzo lo sguardo e vedo l'unica persona che speravo di trovarmi davanti in questo momento: Sascha.
«Amore...»
Dice asciugandomi le lacrime con le dita.
«S-Sascha...»
Dico singhiozzando e l'abbraccio. Sascha cinge la mia vita con le braccia e mi bacia.
«Stai tranquilla, amore, è solo la prima volta che tuo padre mi vede, è normale che faccia così. Vedrai che col passare del tempo si sistemerà tutto»
Mi dice e mi bacia.
«Ti amo»
Dico calmandomi.
«Anch'io»
Rimaniamo sotto quest'albero per un altro po' e andiamo a scuola. Tanto, dieci minuti di ritardo non fa niente. Lo prendo per mano ed entriamo.
«Buongiorno, ragazzi»
Dice la prof.
«Buongiorno»
Diciamo contemporaneamente io e Sascha e noto che tutti fissano le nostre mani intrecciate. Ci andiamo a sedere e la prof inizia a parlare.
«Allora, ragazzi. Vi volevo dire due cose. La prima è che quest'anno dovrete fare una rappresentazione teatrale. Quindi, dopo gli esami, dovrete fare questa "recita". Poi vi spiego di cosa di tratta. La seconda è che quest'anno andremo in gita in Inghilterra, a Londra. Quindi scrivete l'avviso per entrambe le cose e poi vi spiego meglio»
Sono sorpresa, una rappresentazione teatrale? Un viaggio a Londra? Wow! Allora c'è un lato positivo di quest'anno oltre agli esami! Scrivo tutto sul diario e ascolto la prof.
«Allora. Partiamo dal viaggio. Si parte fra una settimana, entro lunedì dovete portare la conferma. Andremo in albergo, dove sarete a coppie in ogni camera. Vedremo se farle scegliere a voi o sorteggiarle. La rappresentazione teatrale invece, parla di due ragazzi innamorati, che non possono stare insieme per le due famiglie, che non vanno d'accordo, un po' come Romeo e Giulietta, si chiama "A tough love", ovvero "Un amore difficile" e in tutto sono sedici personaggi, proprio come voi. Il ragazzo innamorato si chiama Davide, l'amata si chiama Alys. Allora ragazzi, oggi, dopo la ricreazione, scenderemo in Aula Magna per decidere chi farà chi»
Non finisce di parlare che suona la campanella. Questa sì che è fortuna. Però io e Sascha non abbiamo la merenda, non l'abbiamo presa perché io me ne sono scappata da casa. Che palle, ho fame.
«Amore?»
Mi chiama Sascha e mi giro verso di lui, che ha in mano due pacchetti di cracker.
«Quando li hai presi?»
«Prima di venire da te»
«Sei il più forte»
Dico dandogli un bacio a stampo e mi porge un pacchetto, che io afferro.
«Ragazzi, come mai avete fatto ritardo?»
Ci chiede Stefano venendo verso di noi insieme agli altri.
«Ho detto a mia madre e mio padre del fidanzamento mio e di Sascha, mia mamma l'ha presa bene, mio padre no, quindi sono scappata di casa, Sascha mi ha raggiunto e siamo venuti a scuola»
Spiego.
«Un amore difficile, quindi?»
Chiede Ludovica.
«Perché non vi proponete voi per fare Davide e Alys?»
Ci chiede Salvatore e io e Sascha ci guardiamo.
«Per me va bene»
Dice.
«Anche per me»
Ci sorridono e finisce l'intervallo, quindi scendiamo nell'Aula Magna e ci sediamo.

Posso baciarti? || #Saschina La tua prossima ossessione. Scoprilo ora