Sabri'sPov
Non ci avevo minimamente pensato. Come ho fatto a dimenticarmi della scuola?!
«Non lo so... Non ci vado e basta»
Dico scocciata.
«Ma non dovresti portare il certificato medico?»
«Allora devo andarci per forza, poi ritorno e vengo subito da te»
Mi sorride.
«Non è che ti contagio l'influenza?»
Mi chiede mentre la mia mano continua ad accarezzargli i capelli. Ha la testa sul mio petto, e i capelli mi fanno il solletico sul collo.
«Non posso e non voglio stare lontana da te»
Dico dandogli un bacio sulla testa. Chiude gli occhi, e lo imito. Mi addormento.
***
Suona la sveglia. La spengo immediatamente, per non far svegliare Sascha. Cerco di spostare la sua testa dal mio petto senza svegliarlo, ma fallisco. Apre gli occhi.
«Amore, riposati ancora. Io mi preparo e scendo per fare colazione, poi ti vengo a salutare»
Annuisce e chiude di nuovo gli occhi. Vado in bagno e mi vesto. Scendo per fare colazione.
«Buongiorno Renata»
Saluto la madre.
«Ciao Sabri. Come sta Sascha?»
«Faccio colazione e poi vado a vedere come sta. Stava dormendo»
Annuisce e mi porge due fette biscottate. La ringrazio e prendo la Nutella.
***
Salgo in bagno, mi lavo i denti ed entro in camera di Sascha.
«Amore...»
Gli dico.
«Buongiorno»
«Come ti senti?»
Gli chiedo avvicinandomi a lui. Gli tocco la fronte. Scotta.
«Amore, scotti. Ti senti debole?»
Sascha annuisce. Prendo il termometro e se lo infila sotto l'ascella. Aspettiamo cinque minuti e poi lo togliamo. Lo prendo: trentanove di febbre.
«Quant'è?»
Mi chiede lui notando la mia espressione preoccupata.
«Trentanove. Amore, ora riposati. Quando ritorno ci penso io a te»
«Va bene, a dopo»
Gli sorrido dolcemente. Mi spiace tantissimo vederlo in queste condizioni. Gli dò un bacio a stampo.
«Ciao...»
Lo saluto. Mi avvicino alla porta, lo guardo, gli sorrido ed esco dalla stanza. Saluto Renata e vado a scuola, incontrando durante il tragitto Marina.
«Come sta Stefano?»
Le chiedo.
«Ha solo un po' di giramenti di testa. Sascha?»
«Ha la febbre a trentanove»
«Mi dispiace tantissimo, salutalo da parte mia»
Annuisco ed entriamo in classe. Entra la prof e facciamo il solito appello, che a parer mio, non serve a niente. Si vede quando qualcuno è assente, non c'è bisogno di fare l'appello.
«Burci?»
Chiede la prof.
«Assente»
Dico io.
«Come mai?»
«Ha la febbre a trentanove»
«Oh mamma mia, salutamelo»
Annuisco e continua a chiamare gli altri nomi.
***
Mancano due minuti e suona la campanella. Dai Sabri, resisti un altro po'. Sessanta secondi, puoi farcela. Venti secondi, ormai manca poco. Finalmente, suona la campanella, mi alzo di scatto, mi metto velocemente la felpa e lo zaino in spalla, saluto tutti e corro fuori da scuola. Raggiungo il mio palazzo. Troppo tempo per l'ascensore, andrò a piedi. Salgo tre gradini alla volta, arrivo al quarto piano e busso alla porta. Mi apre la madre.
«Ciao Sabri. Sascha è in camera»
Dice capendomi al volo.
«Grazie»
Poso lo zaino e salgo in camera di Sascha. Busso alla porta.
«Avanti»
Apro e lo trovo sdraiato sul letto con il piumone addosso.
«Ciao amore!»
Mi saluta sorridendo.
«Ho cercato di fare il più presto possibile»
Dico avvicinandomi e toccandogli la fronte. Scotta ancora, come immaginavo. Scendo al piano di sotto e vado in cucina, verso l'acqua in un bicchiere e ci verso l'antibiotico. Lo porto in camera di Sascha.
«Amore, adesso so già che farai storie sul sapore dell'antibiotico eccetera, ma devi berlo tutto, va bene?»
Annuisce e prende il bicchiere. Annusa l'odore.
«L'odore non promette bene»
Dice disgustato.
«Be', assaggialo. Tanto, che ti piaccia o no lo devi bere»
Beve un sorso.
«Fa cagare, ma è sopportabile»
Dice continuando a bere. Lo finisce in un secondo. Non me lo aspettavo, a volte mi sembra di avere a che fare con un bambino di cinque anni, anziché con un ragazzo.
«Bravissimo amore! Mi stupisco di te!»
Mette il broncio e ridacchio.
«Cosa avete fatto a scuola?»
Mi chiede cambiando argomento.
«Tecnologia, italiano e arte. A proposito, ti salutano la prof di italiano e Marina»
«Ricambia quando le vedi»
Annuisco.
«Hai fatto colazione?»
Gli chiedo.
«Si, ho mangiato un cornetto... Alla Nutella»
Dice sorridendo, ripensando all'ospedale. Gli sorrido e gli dò un bacio a stampo.
«La mia infermiera»
Mi bacia di nuovo.
«La tua infermiera»
Rispondo.
Angolo autrice
Buonanotte.
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Posso baciarti? || #Saschina
Fanfiction||COMPLETA|| Per Sabrina la parola "scuola" è un sinonimo di "odio", fin quando non arrivò nella sua classe un ragazzo, Sascha, che cambierà la sua vita. Affronteranno ostacoli, prenderanno decisioni, ma lo faranno insieme. Sascha avrà una vita diff...
