C.95-Come al tempo del liceo

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Sascha'sPov
«Allora, pronte?»
Chiedo a Sabri e Sam.
«Si!»
Urla quest'ultima e Sabri sorride, mettendosi la cintura. Accendo il motore dell'auto e arriviamo al sushi, dove tutti ci stanno aspettando. Inutile dire che appena faccio il mio ingresso, tutte le ragazze e Lorenzo mi saltano addosso. Non li vedevo da tanto. Così, ci sediamo attorno un tavolo enorme, adatto a noi. Arriva un cameriere, prendiamo le ordinazioni e passiamo la serata così: tra scherzi, racconti di ciò che è successo in questi anni, baci rubati e lotta col cibo usando come catapulta i cucchiai. Sembriamo ritornati adolescenti. Mi era mancato tutto ciò. Così, dopo aver mangiato, usciamo dal locale per fare una passeggiata tutti insieme. Tutto sembra andare per il meglio, fin quando, sulla strada, non vediamo il corpo di un ragazzo ricoperto di sangue, disteso in mezzo all'asfalto. Accanto ad esso vi è una ragazza inginocchiata su di lui, che piange.
«Ma che cosa...»
Dico scioccato. Ci avviciniamo.
«Cos'è successo?»
Chiedo alla ragazza, che è di spalle. Lei, sentendo la mia voce, si volta e quando mi vede, spalanca la bocca. Alice ha il volto ricoperto di lacrime, non l'ho mai vista in questo stato. Senza pensarci un attimo, si fionda tra le mie braccia, scoppiando in un pianto disperato. Ricambio l'abbraccio, guardando gli altri come per dire "cosa sta succedendo?". Sabrina sposta lo sguardo sul cadavere, e si porta la mano sulla bocca quando vede il viso. È Aaron.
«Chiamo un'ambulanza»
Dice Marina, prendendo il cellulare. Dopo qualche minuto, quando Alice si calma, le chiediamo spiegazioni.
«È-è successo tutto a-all'improvviso. Stavamo facendo una p-passeggiata e di colpo una macchina si fionda nella m-mia direzione. Aaron mi spinge via e l'auto lo colpisce»
Dice lei scoppiando di nuovo in lacrime. Tutti rimangono a bocca aperta, Sabrina fa per parlare ma Marina la interrompe.
«Stanno arrivando i soccorsi»
E infatti, vediamo subito scendere da un furgoncino un medico, che insieme agli infermieri porta il corpo di Aaron su una barella, trasportandola all'interno del furgone.
«Solo una persona può venire»
«Alice, vai tu»
Le dice Sabrina.
«P-posso?»
Lei annuisce sorridendo debolmente e Alice corre verso il furgone. Si allontanano e Sam mi scuote la mano.
«Papà, ma cos'è successo? Perché la mamma piange?»
Di scatto sposto lo sguardo su Sabrina, che ha qualche lacrima che le riga il volto.
«È successa una cosa molto brutta, piccola»
Dico prendendola in braccio.
«Che cosa?»
Mi chiede con un'espressione triste.
«Vedi... Aaron... È in ospedale»
«Ah»
Risponde soltanto.
«Ma allora perché piangi, mamma? Avevi detto che non vi volevate più bene!»
È incredibile come questa bambina si ricordi tutto.
«Piange perché sono stati amici, Sam»
Interviene Ludovica. Sabrina si asciuga le lacrime e se ne va. Sempre con la bambina in braccio, vado verso di lei.
«Amore»
«Sascha, non mi va di parlare»
Mi piazzo davanti a lei.
«Andiamo in ospedale, andrà tutto bene»
Dico prendendole la mano e andando verso gli altri.
«Ragazzi, noi andiamo a prendere l'auto»
«Okay, ci vediamo lì. Ma i bambini li portiamo? È tardi...»
Osserva Stefano.
«Non possiamo lasciarli a casa da soli»
Dice Giuse.
«Ragazzi, ci pensiamo noi. Voi andate in ospedale»
Interviene Arianna.
«E dove li portate?»
Le chiede Sal.
«A casa nostra»
Risponde.
«No, non possiamo lasciarvi tutte queste responsabilità»
Dico.
«Sascha, non siamo più ragazzine. Anche noi abbiamo dei figli, ce la caveremo»
Mi risponde mia cugina, Giulia.
«Vi aiuteremo anche noi»
Risponde Sal, unendosi a loro insieme a Daniele, Jack, Lorenzo, Theo e Cameron. Almeno staremo più tranquilli. Così, io, Sabrina e gli altri ritorniamo davanti al locale, per salire in macchina. Arriviamo davanti all'ospedale e scendiamo.
«Stai tranquilla»
La rassicuro. Per quanto possa odiarlo, Aaron è stato vicino a Sam e Sabri in mia assenza, non posso negarlo. Dopo aver chiesto a un'infermiera dove si trovasse la stanza di Aaron, troviamo gli altri e Alice seduti sulle sedie, in attesa di qualche notizia da parte del medico. Alice non riesce a smettere di piangere, Marina è seduta in braccio a Stefano, appoggiata a lui, cercando in qualche modo di riposare. Giuseppe tiene per mano Ludovica, che ha la testa appoggiata sulla sua spalla con gli occhi chiusi. Mi siedo anch'io, e faccio cenno a Sabrina di sedersi affianco a me. Lei lo fa e mi circonda il collo con le sue braccia. La prendo per i fianchi e la faccio sedere sulle mie gambe.
«Se non dovesse farcela... Io...»
Comincia Alice, ma viene interrotta dalla porta che si apre, facendo uscire un medico.

Angolo autrice
In questo periodo mi sto dedicando a una nuova storia che uscirà prossimamente, appena sarà finita questa. No, non è sulla Saschina, ma su
*Rullo di tamburi*
Non ve lo dico.
No okay, su C.D.
Ora vado
Sciaooo

Posso baciarti? || #Saschina La tua prossima ossessione. Scoprilo ora