C.81-La stella

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Sabri'sPov
Poso per terra Sam, la prendo per mano e ci dirigiamo verso il terrazzo. Mi siedo sull'altalena che ho comprato proprio per Samantha, e la poso in braccio a me.
«Dov'è?»
Chiede. Le indico col dito la stella più luminosa.
«Eccola lì»
«Ma perché il papà non scende giù?»
Domanda poi.
«Perché ormai vive lassù, è felice e ci guarda dall'alto!»
«Quindi ci sta guardando?»
«Certo...»
«Ma io lo voglio qui»
Si lamenta Sam.
«Anche io lo vorrei tanto qui, ma purtroppo non può scendere, altrimenti l'avrebbe già fatto»
«E perché non può scendere?»
«Perché... Vive in cielo, noi siamo sulla terra, è felice e ci vuole tanto bene!»
«Anche io gli voglio tanto tanto bene, anche se non l'ho mai visto»
Rimango in silenzio. Anche se non l'ho mai visto. Mi sento così stupida... L'ho perso, ed è stata tutta colpa mia. A quest'ora Sascha sarebbe qui, accanto a noi, e avrebbe conosciuto sua figlia... Se Samantha non ha un padre è per colpa mia. Ogni tanto mi capita di ripensarli, non solo qui, ma durante i momenti della giornata, anche se cerco di fare di tutto per dimenticarlo. Pensare a lui mi provoca solo dolori e rimpianti. Ma purtroppo è impossibile, è inutile convincermi che ormai sia solo un ricordo. Anche nelle piccole azioni di Samantha, nel suo carattere, vedo Sascha. Ha preso molto dal padre, come i capelli, il modo di fare... È molto simile a lui.
«Mamma? Ti sei addormentata?»
«No amore, stavo pensando»
«A papà?»
Chiede subito lei.
«Sì...»
«Com'era? Era cattivo con te o era bravo?»
«Era una persona meravigliosa amore, mi voleva tanto bene, come io gliene volevo a lui...»
Dico con le lacrime agli occhi.
«Stai piangendo?»
Mi asciugo le lacrime.
«No, sarà il vento che mi fa lacrimare gli occhi»
Dico cercando di essere il più convincente possibile.
«Mi fai vedere una foto di papà?»
Mi supplica Sam.
«Certo!»
La faccio scendere e ritorniamo dentro. Andiamo nello studio di Sascha, e apro la porta. È rimasto tutto uguale a prima, non ho toccato niente da quando se n'è andato. Apro uno dei cassetti del suo comodino, e prendo alcune foto che ci siamo scattati e che ha fatto lui. Le faccio vedere a Sam, che fissa le foto incantata.
«È lui?»
Annuisco.
«Come siete belli!»
Dice sorridendo.
«Grazie amore»
Dico ridacchiando. In questa foto Sascha è dietro di me, con il mento appoggiato sulla mia spalla. Una delle foto più belle che ci siamo fatte insieme. Mi viene un'idea. Prendo il computer e apro YouTube, cliccando un video di Sascha. Lo poso davanti al volto della piccola Sam, e le faccio vedere il video. La sua voce, i suoi gesti, ogni suo singolo movimento mi manca. Lui, il suo essere perfetto... Sento Samantha ridacchiare, così sposto lo sguardo verso il video, e vedo il volto di Sascha fare una smorfia. Sorrido, e dopo un po' spengo il computer, sentendo il campanello suonare. Prendo Sam in braccio.
«Su, andiamo a dormire»
«No! Voglio continuare a guardare il papà!»
Sospiro.
«Aspetta qui»
Vado in soggiorno per aprire la porta. È Aaron.
«Ehi...»
Dice dolcemente lui.
«Ciao»
Dico sorridendo.
«Disturbo?»
«No, entra»
Dico spostandomi. Chiudo la porta una volta entrato e lo faccio accomodare sul divano.
«Sam?»
Domanda lui.
«È in camera di... In camera mia»
Mento.
«La vado a prendere»
Detto questo ritorno nello studio di Sascha, e vedo Samantha ridere. Ma io lo avevo spento il computer... Vero? Oppure lo ha acceso da sola? Non penso proprio. Sarà stato un mio pensiero e non l'avrò fatto realmente.
«Sam, è arrivato Aaron!»
Di solito appena sente il suo nome saltella e gli va incontro, sta' volta invece non mi calcola proprio e continua a vedere il video di Sascha.
«Amore, continui domani, ora stop»
Spengo il computer.
«Uffa!»
Dice scoppiando a piangere. Sospiro e ripeto la frase di prima, cercando di distrarla.
«È arrivato Aaron, su, vieni!»
Lei smette di piangere per qualche secondo, poi ricomincia.
«Ma io voglio continuare a guardare il papà! Non voglio andare da Aaron!»
Dice urlando. Spero soltanto che non l'abbia sentita.
«Ti prometto che domani continui, va bene?»
Lei mi guarda un po' triste.
«Va bene...»
Così sorrido e la prendo in braccio, asciugandole le lacrime. Intanto, sento la porta aprirsi. Mi giro di scatto, e vedo Aaron confuso.
«Che succede? Ho sentito la piccola urlare»
«Oh niente, tranquillo»
«Ciao Sam!»
Dice avvicinandosi.
«Ciao...»
Sussurra lei arrabbiata.
«Sabri, ma non avevi detto che eravate nella tua camera?»
«Si, solo che abbiamo sentito uno strano rumore e siamo venute a controllare. Per questo ha urlato»
Mento.
«Ah, va bene...»
Dice non molto convinto.
«Avete già mangiato?»
Ci chiede.
«No»
Rispondo.
«Neanche io, venite?»
Annuisco e vedo Aaron allontanarsi. Sospiro, chiudendo gli occhi, e mi riprendo. Ho l'impressione che sarà una serata molto lunga.

Angolo autrice
Capitolo di merda. Scusatemi.
Sciaooo

Posso baciarti? || #Saschina La tua prossima ossessione. Scoprilo ora