C.26-Il rapimento

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Sabri'sPov
«Mi devo preoccupare?»
Chiede lui.
«Forse...»
Rispondo vaga.
«Sabri, che sta succedendo?»
«Vieni»
Lo prendo per mano e scendiamo dal palco. Usciamo dal cancello della scuola e andiamo in un posto isolato. Ci sediamo sull'erba, con la schiena appoggiata al tronco di un albero.
«Amore... Dimmi tutto»
«Praticamente... Alice, Kristel ed Emanuele mi hanno mandato un messaggio...»
«Cosa diceva?»
Prendo il cellulare e apro WhatsApp. Vado sulla chat del numero sconosciuto e gli faccio leggere i messaggi. Lui mi guarda.
«Cosa devo fare?»
Gli chiedo.
«Ignorali»
«Ma hanno detto che ti faranno del male, e non lo posso accettare!»
«Amore, non possono mai farmi del male. Come potrebbero?»
«Non so... Ma tu non li conosci Sascha, sto con loro a scuola da cinque anni ormai, sono capaci di fare di tutto. E per Kristel, anche se non la conosco da molto, è lo stesso. Non potrei​ mai perdonarmelo se ti facessero qualcosa di male»
«Amore... Non pensiamoci ora. Non roviniamoci il giorno di Natale. Ora stai tranquilla, siamo solo io e te»
Dice mettendomi una mano sulla guancia e appoggiatando la fronte sulla mia. Mi calmo, e rimaniamo così per qualche secondo, finché non fa unire le nostre labbra in un bellissimo bacio, facendomi dimenticare dei messaggi, di quel trio, di tutto. I miei pensieri svaniscono, lasciando il posto all'immagine di Sascha, che mi sorride. Mi stacco e rimaniamo sdraiati sull'erba per qualche minuto. Fin quando non arriva Stefano.
«Raga, dovete ritornare, dobbiamo spacchettare gli altri regali!»
Annuiamo e ritorniamo in cortile. E dopo mezz'ora, per lo spacchettamento e per i ringraziamenti, arriva il mio turno.
«Sascha, so che il mio regalo non è niente in confronto al tuo, ma... L'ho fatto veramente con il cuore»
Mia madre mi porge il pacco e io lo afferro. Sascha lo fissa, e io glielo porgo. Lo prende in mano e legge il bigliettino che ho scritto su di esso.

Ti auguro il miglior Natale del mondo, amore mio. Il regalo che stai per vedere è solo un piccolo pensiero, per te. Ti amo,
Tua Sabrina.

Sorride e prende in mano il nastro verde, lo tira, slacciando il fiocco, e scarta il pacco arancione, rivelando una scatola bianca. Alza il coperchio ed ecco che i volti di me e Sascha si scoprono. Prende in mano la foto e la osserva sorridendo.
«È bellissima, amore»
Gli sorrido a mia volta e mi avvicino per baciarlo.
«Mai quanto te...»
Gli sussurro sulle labbra, per poi fiondarmici. Quando ci stacchiamo, tutti applaudono e sorrido. Passiamo il pomeriggio a fare cavolate e ad abbuffarci di cibo, e poi ritorniamo a casa.
Due settimane dopo...
Le vacanze sono finite, e domani si ritorna a scuola. Ora sono le otto e trenta di mattina, mi sono svegliata abbastanza presto. Oggi abbiamo programmato di uscire io, Sascha, Marina, Stefano, Salvatore, Lorenzo, Ludovica e Giuseppe. Mi alzo e vado in bagno a prepararmi. Mi preparo già per oggi pomeriggio, con una felpa azzurra e dei leggins neri. Scendo per fare colazione.
«Buongiorno»
Dico assonnata.
«Buongiorno»
Prendo la Nutella e una fetta di pancarrè, per poi spalmarla abbondantemente. Apro la bocca, faccio per mangiarla ma mia madre mi interrompe.
«Hai qualcosa in programma per oggi?»
«Si, devo uscire con Sascha, Ste, Marina, Ludovica, Giuse, Sal e Lore»
«Va bene»
Apro di nuovo la bocca, ma stavolta mi interrompe mio padre.
«Dove andate?»
«Andiamo in giro»
Annuisce e riapro la bocca.
«Sabri, dopo vieni a giocare con noi?»
Chiedono all'unisono Nicole e Thomas.
«Va bene ma ora fatemi mangiare!»
Annuiscono e finalmente riesco a mordere la mia fetta di pancarrè con la Nutella.

***
Sono le sedici e trenta. Dobbiamo incontrarci alle diciassette davanti al Duomo. Vado in bagno e mi trucco. Mi avvio verso il Duomo, dove tutti mi aspettano.
«Non sono in ritardo, siete voi in anticipo!»
Dico prima che loro mi possano dire che sono in ritardo. Ridiamo e vado verso Sascha. Gli dò un bacio a stampo e iniziamo a camminare. Andiamo in una gelateria, e prendiamo un gelato.
«Amore, vado un attimo in bagno»
Mi avverte Sascha. Annuisco e se ne va. Passa un quarto d'ora, ma Sascha non è ancora tornato.
«Ragazzi, vado un attimo a vedere come sta Sascha, non è ancora tornato, mi sto preoccupando»
Annuiscono e mi dirigo verso il bagno. Entro e busso alla porta. Silenzio.
«Sascha? Amore, ci sei? Sascha?!»
Sfondo la porta ma non trovo nessuno, solo un biglietto attaccato al muro.

Te l'avevamo detto che se non ci avresti dato Sascha gli sarebbe successo qualcosa. Se lo vuoi vedere vieni in via Roma, numero trentaquattro.

Cosa?! Le lacrime cominciano a scendere. Sascha, sto vendendo a prenderti.

Angolo autrice
Nuovo capitolo, amatemi. Comunque la via è assolutamente inventata. Ora devo andare
Sciaooo

Posso baciarti? || #Saschina La tua prossima ossessione. Scoprilo ora