C.65-L'esame

523 35 11
                                        

Sabri'sPov
Da quando siamo tornati dal campeggio, le due settimane seguenti le abbiamo passate a casa, nella nostra camera, a studiare, studiare e studiare. Soprattutto io, anche se ho avuto modo di recuperare grazie a Sascha. Ormai gli esami sono vicini. Manca davvero poco. E più si avvicina quel giorno, più l'ansia aumenta. Adesso sono in soggiorno, sdraiata sul letto a ripassare con il libro in una mano e la testa di Sascha sulla mia pancia.
«Ma stai tranquilla, che sai tutto a meraviglia!»
Dice ridacchiando.
«Mi hai ripetuto tutto più di dieci volte, e hai sempre saputo ogni cosa!»
«È solo che... Ho paura che il giorno dell'esame all'improvviso mi dimentichi tutto quello che ho studiato... E non voglio che accada»
«Amore, sei stanca. Meglio che tu vada a dormire. Hai ancora due giorni per ripassare»
Annuisco e chiudo il libro, posandolo sul comodino. Mi infilo sotto le coperte e chiudo gli occhi, mentre sento le braccia di Sascha circondarmi la vita.
«Ce la farai»
Mi sussurra. Sorrido, per poi abbandonarmi tra le braccia di Morfeo.
Due giorni dopo...
Ansia.
Ansia.
Ansia.
Questa è la parola che sta invadendo la mia mente. Apparentemente sembro la persona più calma di questo mondo, ma dentro è tutto in subbuglio. Adesso io e Sascha ci stiamo avviando a scuola, e incontriamo per la strada Stefano con Lorenzo parlare al telefono. Sembrano preoccupati.
«Ciao raga...»
Ci saluta Stefano.
«Sascha... Dobbiamo andare a Lavagna...»
Mormora Lorenzo. Lavagna?
«Perché?»
Domando.
«È successo qualcosa alle ragazze...»
Risponde Stefano. Mi volto di scatto verso Sascha.
«Come facciamo con l'esame?!»
Chiedo allarmata.
«Non c'è altra scelta. Lo faremo per ultimi. Non c'è tempo da perdere, se è successo qualcosa a Giulia non me lo perdonerei mai»
Detto questo corriamo verso la mia auto. Metto in moto e premo sul pedale, dobbiamo fare in fretta.

***
Arrivati a Lavagna, davanti l'ospedale, scendiamo dall'auto. Entriamo e ci accoglie un'infermiera.
«Dove si trova la stanza numero quarantatré?»
Domando.
«Ultimo piano, in fondo a destra»
La ringraziamo e sfrecciamo verso l'ascensore. Siamo davanti la porta, ormai a pochi metri dalle ragazze. La apriamo lentamente. Cinque lettini, nel primo Faby, affianco Roberta, al centro Carla, poi Giulia e infine Bea. Tutte e cinque sdraiate, con una mascherina in viso. Lorenzo si avvicina lentamente a Giulia e le accarezza i capelli, lasciandole un bacio sulla fronte. Entra un medico.
«Dottore... Cos'hanno?»
Gli chiedo.
«A quanto pare le ragazze erano andate a mangiare insieme in un ristorante, quando un pazzo, che a sicuramente ha dei disturbi al cervello, ha fatto irruzione nel ristorante ed ha iniziato a sparare per tutta la stanza. Per fortuna non sono state colpite in punti delicati, ma per due/tre giorni preferiamo che stiano sotto controllo qui in ospedale. Adesso l'uomo è stato dichiarato colpevole, ed è in carcere»
Rimaniamo sbalorditi. Che tragedia. Spero non ci siano stati molti feriti... E soprattutto, morti.
«Vi lascio soli»
Annuiamo e mi avvicino ad una ad una. La prima a svegliarsi è Roberta.
«Ragazzi... Che ci fate qui?»
La abbraccio, per poi far spazio a Lorenzo, Sascha e Stefano.
«Abbiamo saputo cos'è successo. Siamo venuti a trovarvi»
Dice Stefano.
«Ma gli esami?»
«Non ti preoccupare per questo. Arriveremo in tempo»
La rassicuro. Intanto si sono svegliate anche le altre. Abbiamo chiacchierato un po', tranne Giulia e Lorenzo che non hanno smesso di farsi coccole. Sono così carini insieme​.
«Ragazzi... Forse è il caso di andare... Altrimenti non facciamo in tempo per gli esami»
«Ha ragione Stefano...»
Dice Sascha.
«In bocca a lupo allora!»
Esclama Bea sorridendo.
«Grazie...»
Ricambio il sorriso.
«Si dice "crepi"...»
Mi corregge Faby. (Tratto da una storia vera :D) Le faccio la linguaccia e ridiamo, per poi andarcene.

***
Siamo nell'aula d'attesa. L'ansia è a mille. Il cuore mi sta battendo all'impazzata. Viene Marina.
«Sabri... Tocca a te»
«Cosa? Di già?!»
Annuisce. Mi volto verso Sascha e lo abbraccio.
«Ce la farai»
Mi sussurra. Lo bacio e di malavoglia mi stacco, per poi entrare nell'aula in cui trovo tutti i professori, in fila.
«Bene Cereseto, iniziamo»
Dice la prof di italiano. Annuisco.

***
«E quindi la seconda guerra mondiale si concluse nel?»
«1945, il due settembre»
Concludo.
«Perfetto. Può andare»
Dopo una mezz'ora esco dalla stanza.
«Allora? Com'è andata?
Mi chiede subito Sascha.
«Sembra bene!»
Dico sorridendo. Lui è già andato prima di me, quindi ormai possiamo andarcene. Mi bacia e ritorniamo a casa. È stata una giornata molto intensa. Per fortuna domani è domenica.

Angolo autrice
Ringraziate Faby che mi ha spronato ad aggiornare. È da tanto che non ci sentiamo, vero? Purtroppo tra la scuola e cose varie non ho mai tempo di aggiornare. Poi devo anche prepararmi per il saggio di Natale... Tutto un casino. Comunque non vi preoccupate perché piano piano la storia la continuo, anche perché manca poco al finale, la parte che aspetto dall'inizio della storia! Come potrei lasciarvi così!
Sciaooo

Posso baciarti? || #Saschina La tua prossima ossessione. Scoprilo ora