Dylan
Ormai io e Chloe ci troviamo da più di cinque minuti nella mia macchina, nessuno dei due parla e questo silenzio mi irrita sempre di più.
<<Puoi dire qualcosa per favore?>> rompo il silenzio, <<cosa vuoi che ti dica? Dylan te lo giuro mi stai stancando... Il tuo atteggiamento mi sta stancando, io non ce la faccio più con te. Vuoi capire che non puoi mettere le mani addosso ad ogni persona che mi è amica? A me non mi pare di mettere le mani addosso ad Alison ogni volta che la vedi>> dico irritata, <<non paragonarci. Sai benissimo che siamo diversi sia di carattere sia come persone, tu sei molto più matura di me e riesci a controllare la tua rabbia, io no>> risponde a denti stretti. So benissimo che non è una scusa plausibile, ma è la verità. Ogni volta che si arrabbia, oppure quand'è irritata: lei riesce sempre a mantenere la calma, io no. Lo sanno tutti che lei è molto migliore di me, che è una persona più matura di me e che sa come affrontare determinate situazione. Io non l'ho mai vista perdere il controllo, ha sempre affrontato tutto a testa alta e l'ammiro per questo. Un giorno sono sicuro che i suoi figli saranno fieri di avere una madre come lei. <<Su questo non posso darti torto, ma ciò non ti giustifica Dylan. Pur di non vederti fare a cazzotti con altre persone, sarei disposta a fare di tutto. Se vuoi ti posso aiutare anche io a controllare la tua rabbia>> propone, <<e come?>> chiedo girandomi verso il suo sedile, <<be' questo ancora non lo so, ma comunque ci sono vari modi per mantenere il controllo>> spiega guardandomi. Gli unici modi che conosco sono due: ovvero scopare e bere. <<Be' mi dispiace ma io non li conosco tutti questi modi per controllarmi. Di solito per mantenere la rabbia e per non mettere le mani in faccia a qualcuno, tornavo a casa e bevevo oppure mi fermavo in un bar e prendevo qualche alcolico: fino a ridurmi in uno stato di una completa ubriachezza>> spiego distogliendo lo sguardo. Sento i suoi occhi tristi posati sulla mia figura. So benissimo che sta male nel vedermi in questo stato, ed io odio essere la causa di questo. <<Dovresti smettere di bere>> dice all'improvviso. Mi giro di nuovo e alzo la testa per guardarla negli occhi. <<Non vedo il motivo per la quale dovrei smettere>> rispondo subito dopo, <<non ci deve essere per forza un motivo, devi farlo per te stesso>> risponde con voce pacata, <<a me non frega niente di me stesso>> rispondo con lo stesso tono, <<si ok, ma a me si>> sgrano gli occhi alle sue parole e quando si rende conto di aver parlato troppo, si tappa la bocca con le mani.
È bello sentirsi dire dalla donna che si ama che ci tiene ancora noi, nonostante gli abbia fatto quello che gli ho fatto. Una voglia matta di baciarla si invade dentro di me, stimolandomi una strana sensazione di piacere e di energia. Le afferro delicatamente il viso con entrambe le mie mani ruvide, e la bacio: cogliendola completamente alla sprovvista. All'inizio sento i suoi muscoli irrigidirsi, ma piano piano la sento sciogliere e schiudendo le sue labbra carnose, ricambia il bacio. La prendo per i fianchi e le faccio scavalcare il cambio, per poi portarla a sedere sopra le mie gambe. Le sue mani morbide e calde prendono il mio viso e le mie scendono sui suoi fianchi. Cazzo quanto mi è mancata!
Questa sensazione, che ormai non provavo da più di una settimana, mi è mancata così tanto e finalmente posso dire di sentirmi bene. So per certo che prima o poi questo bacio finirà, ma se solo avessi il potere di fermare il tempo: lo fermerei qui. Proprio in questo istante.
<<Dylan..>> sospira sopra le mie labbra. Riprende a baciarmi e capisco che mi vuole, che anche a lei gli sono mancato quanto lei è mancata a me. L'abbraccio dai fianchi e la tiro di più verso di me. Non mi capacito di quanto questa ragazza, in così poco tempo mi abbia potuto cambiare. Prima di conoscerla non volevo cambiare per nessuno, credevo che fosse impossibile cambiare uno come me: che ormai non ci fosse più speranza di cambiare, sopratutto per una persona così acida e scontrosa come me. Se solo mi dasse la possibilità di starle accanto, molto probabilmente cambierei come vorrebbe lei.. Farei di tutto pur di starle vicino e di non farla più soffrire. Sarà un'impresa molto difficile, ma niente è impossibile: sopratutto per Dylan Walker. Non avevo mai baciato nessuno così in vita mia, di solito ogni bacio che davo era insignificante. Come per esempio lo era con Alison, ogni volta che la scopavo, che la baciavo: non provavo niente. Ero neutro, non c'era nessun sentimento tra noi due, ma tutto questo è cambiato da quando ho incontrato Chloe. E pensare che all'inizio lo giudicavo: credevo fossi una di quelle santerelline, brave a scuola, con ottimi voti in tutte le materie, studiose, amante degli amori fatti a fiabe e pensavo che fosse anche una lecca culo di merda. Quanto mi sbagliavo...
Dietro di lei si nasconde una figura magnifica, forse parlo così perché ai miei occhi lo è: ma non ho mai incontrato nessuno come lei. Dietro una figura ad angelo come la sua, si nasconde una persona stupenda, fragile ma al tempo stesso forte.
Dopo qualche secondo mi stacco dalle sue labbra e incomincio a lasciarle una scia di baci, iniziando dal collo e finendo sulla clavicola.
<<Dylan fermati..>> sussurra.
So per certo che non è quello che vuole. Sta cercando di tornare nello stato iniziale, quello dov'è incazzata con me: malgrado entrambi non lo vogliamo.
<<Dylan..!>> mi stacco da lei e la guardo.
Le labbra sono gonfie e di un rosa invitante, i respiri sono affannosi, le guance di un tenero rossore, quasi roseo: che la rendano ancora più bella.
<<Non possiamo>> si copre il viso con la faccia, ma io le scosto subito le mani.
<<Si che possiamo>> ribatto.
Lei scuote di nuovo il capo e mi posa entrambe le mani sul mio petto.
<<Perché ti vuoi fermare proprio adesso? Stavamo bene e non provare a negarlo, l'ho capito sai... L'ho capito che mi desideravi, e anche io. Non in quel senso, cioè si.. Ma non adesso. Avevi bisogno di questo contatto quanto me>> continuo il mio discorso e le poso due dita sotto il mento.
Le accarezzo delicatamente una guancia e lei mi lascia fare. <<Non possiamo fare così lo capisci?>> dice in tono calmo, <<sei tu che opponi resistenza, io ho fatto quello che mi sentivo di fare: ormai già da tempo>> mi avvicino di più a lei. Il suo cuore riprende a batte così velocemente, quando mi ritrovo a pochi centimetri dalle sue labbra, che non sono nemmeno sicuro di star vivendo questa realtà.
La pioggia inizia a battere sul parabrezza e le gocce d'acqua scivolano sui finestrini. La pioggia, nonostante la amassi, mi ha sempre messo di malumore: ogni volta che pioveva, associavo il mio umore alle gocce d'acqua che bagnavano l'asfalto. Odio le giornate soleggiate e odio l'estate, molto probabilmente perché nella mia vita non c'è mai stato un raggio di sole che la illuminava: e tuttora è così, o almeno credo... Non so bene cosa mi sta succedendo, se prima o poi arriverà quella luce che illuminerà il mio cammino, so solo che adesso c'è solamente un grande inverno dentro di me. Pieno di nuvole e di uragani; pronto a ostacolarmi. Per la prima volta sono felice che si sia messo a piovere, perché almeno so per certo che Chloe non uscirà da questa macchina finché il tempo non sarà dei migliori.
<<Bene perfetto, ci si è messo pure il tempo>> sbuffa e guarda il finestrino alla mia sinistra, ormai bagnato dalla pioggia. <<Ti piace?>> domando, <<per niente, mi mette sempre di malumore>> si rigira verso di me, <<anche a me, ma adesso sono felice che abbia iniziato a piovere>> le sorrido. Nel suo sguardo leggo la confusione e deduco che non abbia capito il motivo per la quale io sono felice. <<Perché?>> chiede qualche istante dopo, <<perché almeno non te ne vai>> ribatto e sul suo volto si forma un piccolo sorriso innocente. Quanto cazzo è bella.
Quando vede che è ancora seduta sopra di me, cerca di alzarsi, ma la blocco per i fianchi. <<Puoi farmi scendere per favore?>> chiede gentilmente, <<no>> sorrido divertito e lei rotea gli occhi. Infastidirla mi piace più di ogni altra cosa. <<Sei sempre il solito cafone>> incrocia le braccia al petto, <<come se ti dispiacesse>> ribatto divertito e lei sospira. Sul suo volto si forma di nuovo un'altro sorriso timido e impacciato, ma per non farmelo vedere si nasconde tra il mio collo e la mia spalla, posizionandoci delicatamente la sua faccia. <<Ti ho visto>> le sussurro all'orecchio, ma invece di ribattere si mette più comoda e si rilassa, aspettando che questo temporale finisca. Inserisco una mano sotto il suo maglione di lana e inizio a farle dei grattini sulla schiena. È così folle il potere che esercita questa ragazza su di me, mi fa essere così vulnerabile che quasi mi fa paura il mio comportamento. Dopo venti minuti il temporale si calma, schizzetta ancora ma non piove più come prima. Contro la mia volontà mi tocca far notare questa cosa a Chloe, così almeno rientrerà dentro il dormitorio asciutta e non bagnata. <<Chloe>> la chiamo ma non risponde, <<Chloe>> la richiamo ma non sento nessun segno di vita. Mi scosto leggermente e vedo che si è addormentata. <<Chloe>> sussurro al suo orecchio e la scuoto leggermente, <<mh>> mugola lei. Vorrei restare così per sempre, ma non possiamo.
<<Hai un ragno sulla testa>> le dico e lei caccia un urlo. Scoppio a ridere per la sua reazione e lei mi da una manata sulla spalla. <<Sei un coglione, mi hai fatto prendere un'infarto>> si tocca il petto, <<scusami ma non ti svegliavi>> continuo a ridere e lei scende dalle mie gambe. <<Dai non te la prendere, scherzavo>> si gira verso di me e mi guarda male. <<È meglio che vada>> si sistema i vestiti ed io annuisco. Apre la portiera ma prima che esca, la blocco per un braccio e la faccio girare verso di me. Cerco di avvicinarmi alla sua bocca, aspettando un bacio che desidero da più di venti minuti, ma lei si scansa. <<Scusami ma no, cosa ti ho detto Dylan..>> si gira dall'altra parte e difronte a me, invece di ritrovarmi le sue labbra soffici e carnose, mi ritrovo la sua guancia. <<Che vuoi del tempo..>> gli do un bacio sulla guancia e mi giro iniziando a fissare il volante. <<Ecco esatto ed io ho bisogno che tu rispetti la mia decisione. Facendo così mi hai in pugno Dylan. Non dovrei dirti queste cose e so che sto sbagliando, ma devi saperlo.. Sei il mio punto debole..>> mi giro di scatto per le sue parole, <<mi rendi debole e non riesco mai a reagire con te. Odio essere così, ma non posso farci niente>> nel suo sguardo leggo la disperazione e l'angoscia che ha in corpo. Ha davvero bisogno di tempo? Si.. Da come parla a quanto pare ne ha davvero bisogno. <<Te lo darò..>> la guardo e lei sgrana gli occhi, <<sul serio?>> chiede incredula e io annuisco serio. Non è quello che voglio, ma se lei lo vuole per davvero non posso far altro che stare ai suoi ordini. Inizialmente credevo che mi avesse chiesto del tempo solo perché era ferita, ma adesso capisco quanto lei ne abbia bisogno. <<Non è quello che voglio ma per te sono disposto a fare tutto e stavolta per davvero. Perciò sarai tu a parlarmi di nuovo, prima di quel momento non ti parlerò più ne ti importunerò>> le spiego e lei annuisce quasi contenta. Mi lascia un bacio sulla guancia e esce dalla macchina.
Mentre la vedo allontanarsi sempre di più da me, mi ritornano in mente le parole di Belen.
Basta, adesso davo fare qualcosa. Le darò del tempo, questo senz'altro... Però voglio giocare un'ultima carta, l'unica che mi è rimasta. Adesso andrò a casa e le scriverò una lettera, domani gli e la consegnerò: sempre se riuscirò a scrivere qualcosa di sensato,e poi le darò tutto il tempo necessario per farle capire ciò che vuole.
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Nothing more 2 || tutto ritorna
ChickLitCOMPLETA ッ ⚠️⚠️ A BREVE IN REVISIONE ⚠️⚠️ Questo è il sequel di "Nothing More". È consigliabile leggere il primo libro di "Nothing more" prima di questo, per poter capire meglio la storia. Lo trovate sul mio profilo. Chloe, affranta ormai dal dolor...
